Siccità e risicoltura. l'Ente Risi ha annunciato la firma di un “Protocollo d’azione per il miglioramento della gestione della risorsa idrica in periodo di crisi idrica nella risicoltura del Bacino del Po fra DoraBaltea e Adda-area Nord Ovest”.

Questo succede in seguito alla grave situazione di perdita in approvvigionamento idrico a cui si è assistito nel 2022 e per prevenire le problematiche in un 2023 che non sembra dare segni di miglioramento in tal senso.

Riso e siccità: interviene l'Ente Risi col protocollo d'azione

A firmarlo sono Associazione di Irrigazione Ovest Sesia, Confagricoltura Vercelli e Biella, Associazione Industrie Risiere Italiane, Coldiretti Vercelli-Biella, CIA Piemonte, Confagricoltura Novara-VCO, CIA Lombardia, Associazione di Irrigazione Est Sesia, Confagricoltura Pavia, ANBI Piemonte e Consorzio di Bonifica Baraggia Biellese e Vercellese.

È il risultato – dice il Presidente Carrà – di una condivisione di un modello operativo di gestione dell’acqua sulla base delle criticità operative verificatesi nel corso della campagna risicoltura 2022 in Piemonte e Lombardia e che i firmatari si impegnano ad attuare in risposta al perdurare della crisi idrica.

La tempestiva e continua comunicazione tra consorzi irrigui e agricoltori sulla reale disponibilità idrica per permettere agli agricoltori di adottare le scelte agronomiche più opportune, un controllo più accurato delle manutenzioni estive e invernali dei canali irrigui, diffusione della sommersione invernale in risaia per rimpinguare la falda sotterranea, utilizzo di laghetti di cava nei maggiori momenti di crisi, creazione di microinvasi sui corsi d’acqua, utilizzo dei dati Cedater e Cedater per l’identificazione della reale disponibilità idrica, sollecitazione a riprendere la semina in sommersione al fine di innescare l’equilibrio idraulico tra risaie e falda sotterranea, rappresentano alcuni dei punti contenuti nel protocollo sottoscritto.

Riso e siccità: interviene l'Ente Risi col protocollo d'azione

Un documento concreto

Riso e siccità: interviene l'Ente Risi col protocollo d'azione

Il documento non è un libro dei sogni; – afferma Carrà – contiene poche ma indispensabili indicazioni operative di breve periodo che richiedono una corresponsabilità da parte di chi le deve attuare per il bene dell’intero sistema risicolo ed idrico.

È positivo che sia iniziato anche un confronto politico tra le istituzioni per una futura progettualità che consenta di trattenere l’acqua quando c’è.

Tempo non ce n'è

Carrà non dice di più, ma balzano all’occhio due dati.

Il primo è l’incredibile attesa che è costata all’Ente Risi e quindi a tutta la filiera questa firma su un documento – consentiteci – talmente scontato che già nel luglio scorso avevamo pubblicato un dossier sulle misure da attuare contro la siccità. Il dossier era la raccolta delle proposte di molti tra gli stessi soggetti che oggi firmano il documento Ente Risi.

Il file del protocollo fornitoci dall’Ente reca l’aggettivo FINALE. Sarebbe bello sapere quante versioni ve ne sono state, per attendere settimane che gli enti regolatori dell’acqua decidessero come coordinarsi. Segno che tanta intesa non c’è.

Assenti di peso

E poi, secondo dato che ci incuriosisce sono le assenze, clamorose, che dimostrano come neanche su un dramma come la siccità si riesca a raggiungere una unità di intenti.

Vediamo di essere espliciti e lo facciamo per rispetto dei tanti agricoltori che attendono risposte chiare sulla situazione irrigua.

Riso e siccità: interviene l'Ente Risi col protocollo d'azione

Perché ci sono le firme di tre consorzi ma non del ET Villoresi? Perché ci sono sia la Confagricoltura Piemontese, sia la Cia Piemontese ma non la Coldiretti, rappresentata solo dalla federazione vercellese?

Perché è assente la Coldiretti Lombardia? Perché non vi è la firma dell’Anbi Lombardia mentre capeggia quella dell’associazione piemontese?

Perché è assente la Coldiretti Pavia che esprime niente meno che un consigliere d’amministrazione dell’Ente Risi?

Vietato defilarsi

Se è un documento importante, né possiamo dubitare delle parole di Carrà, sarebbe stato lecito attendersi un’adesione corale da parte delle associazioni che rappresentano quegli stessi agricoltori che in questo momento non sanno se e cosa seminare. Se alcune hanno deciso di sfilarsi sarebbe interessante comprenderne la ragione.

Perchè se le strategie contenute in questo documento non convincono tutti non saranno applicate da tutti e quindi non avranno effetto.

(Fonte Ente Risi)