La canapa può davvero rappresentare una coltura alternativa per il 2024?

Proviamo a capirlo innanzitutto andando a tracciare un identikit di una coltura industriale che da chi la coltiva e lavora viene definita il “Maiale della botanica”.

Della canapa industriale infatti non si butta via nulla.

Canapa: la coltura alternativa per il 2023

Tradizione secolare italiana

In Italia la canapa è stata utilizzata per millenni. I nostri avi si sono vestiti, nutriti, scaldati, hanno pregato, scritto, e si sono curati grazie a questa pianta.

E negli anni ’50 l’Italia era il secondo maggior produttore di canapa al mondo. Per secoli il nostro Paese ha esportato ovunque canapa della miglior qualità. È stata la progressiva industrializzazione e boom economico, che hanno sancito l’imposizione sul mercato le fibre sintetiche, con la sparizione progressiva di questa coltura.

Canapa: la coltura alternativa per il 2023

La canapa serve a produrre praticamente qualunque cosa, con oltre  25 mila sottoprodotti e prodotti che hanno nella canapa la loro base. Dai tessuti alla carta, dagli impieghi in bioedilizia agli oli per arrivare alle carrozzerie delle auto. Una pianta dai mille usi, facile da coltivare e, come vedremo, un toccasana per il suolo.

Una pianta estremamente sostenibile dal punto di vista ambientale perché coltivabile laddove si sono abbandonati terreni.

Non resta che capire quindi se e quanto sia redditizio e conveniente al 2023 ripristinare le colture di canapa sul nostro territorio riproponendola come risorsa per un’agricoltura innovativa, come occasione di sviluppo delle imprese in svariati settori visti gli utilizzi impensabili di questo vegetale soprattutto protettivo sia esogeno (isolante edile) che endogeno: semi, olio e farina sono considerati un “vaccino nutrizionale” grazie ai suoi principi.  

Ne vale ancora la pena?

Per rispondere al quesito bisogna innanzitutto capire cosa sia la canapa botanicamente parlando. La Canapa Cannabis sativa è una pianta a ciclo annuale che fa parte della famiglia delle Cannabinacee, ordine delle Urticali. È una coltivazione che si adatta a quasi tutti i tipi di terreni.

Canapa: la coltura alternativa per il 2023

Difende la biodiversità, cattura CO2 non necessita di irrigazione, antiparassitari e diserbanti. Le piante di canapa crescono, infatti, più velocemente delle infestanti, lasciando il terreno totalmente diserbato. È una coltivazione poco esigente, con una tecnica semplificata. Ottima per l’avvicendamento colturale, s’inserisce facilmente nelle pratiche agro-meccaniche delle aziende agricole.

Il suo metabolismo è plastico e la resa adattabile nel tempo a quasi tutti gli ambienti naturali. La varietà coltivata è quella a basso tenore di THC, inferiore allo 0,2%. La “Cannabis Sativa”, detta canapa da fibra o canapa industriale, è diversa da altre varietà illegali. La varietà che si semina deve essere certificata dal cartellino rilasciato dall’ENSE, Ente Nazionale Sementi Elette.  

Canapa: la coltura alternativa per il 2023

Spunta come il prezzemolo

La canapa industriale ha una grande capacità di adattamento e può essere coltivata in vari tipi di suolo, ma per essere di buona qualità e per dare una buona resa, deve trovare un suolo abbastanza profondo e ben drenato, con un discreto grado di umidità e buone capacità nutritive.

È importante evitare un suolo poco drenato, in quanto un eccesso di acqua in superficie potrebbe danneggiare seriamente il raccolto. La canapa è estremamente sensibile alle inondazioni e alla compattezza del suolo. Il pH ideale è tra 5,8 e 6,0. Anche ambientalmente è pianta molto adattabile e può essere coltivata anche in collina e in montagna. Cresce in 40 giorni a 19° quanto in 90 giorni a 10°.

La temperatura ideale è tra i 19° e i 25°. Le piante giovani possono sopravvivere a temperature di -5° che però causano l’arresto del processo di crescita anche se seguite da temperature miti.

Semina flessibile

Il momento di semina della canapa viene deciso in base alle condizioni del tempo piuttosto che dal calendario. La canapa dovrebbe essere seminata circa due settimane prima del granturco, quando le condizioni del terreno sono ottimali (temperatura suolo 8-10°C).

Per poter germinare la canapa deve trovare un terreno umido ma non non teme le gelate tardive. È possibile la semina in secondo raccolto (dopo grano) se la germinazione è consentita dalle condizioni climatiche o se irrigata.

Canapa: la coltura alternativa per il 2023

Si semina inoltre non appena il terreno si libera dalle acque in eccesso e le brinate sono scongiurate. In Italia, l’epoca adatta inizia quindi nel mese di marzo per centro-sud e si prolunga sino alla metà di aprile nel centro-nord. Bisogna fare attenzione a non ritardare troppo perché in tal caso aumentano i rischi di “stretta”.

Per la semina meccanica si utilizza la normale seminatrice da grano. La profondità ideale di semina è tra i 3 e i 4 cm. Se i semi sono più profondi i germogli hanno difficoltà a raggiungere la superficie e, in parte, muoiono, se troppo superficiali il letto diventa troppo secco e la germinazione è irregolare.

Poche lavorazioni in post emergenza

Se seminata con buona tecnica la canapa in genere non richiede diserbo. Sulle coltivazioni da seme, in cui le piante sono più rade, eseguire sarchiatura all’occorrenza.

La piantagione da fibra, data la sua elevata densità e la forte velocità di crescita delle piante, è fortemente competitiva con tutte le comuni infestanti ed in genere non necessita di interventi per il controllo delle malerbe, se vengono eseguite in modo tempestivo le operazioni di semina.

Eventuali erpicature in post-emergenza sono utili solo nel caso delle semine rade per la produzione di seme, lasciando poi che le piante provvedano da se a soffocare le malerbe.
Affamata quanto serve
Nei terreni ricchi di azoto e con le vecchie varietà la concimazione si è dimostrata inutile, anche se il terreno è povero di fosforo.

Canapa: la coltura alternativa per il 2023

Le lavorazioni del terreno iniziano in autunno con la rottura delle stoppie della coltura precedente e l’aratura. In questa occasione, si esegue anche la concimazione di fondo, in cui si somministrano gli elementi nutritivi poco mobili fosforo e potassio ed eventualmente sostanza organica.

La canapa assorbe anche elevate quantità di calcio, ma raramente è necessario aggiungerlo nei suoli italiani, che in genere sono sufficientemente ricchi di questo elemento. I quantitativi di nutrienti da somministrare sono in relazione alle esigenze trofiche della pianta, che, in base ai dati di diversi autori, risultano essere abbastanza variabili.

Le dosi di azoto possono essere ridotte anche a 80 kg/ha, considerando gli apporti dei microrganismi azoto-fissatori. La sostanza organica è molto utile per incrementare la possibilità di ottenere produzioni qualitative.

Come le altre colture da rinnovo, la canapa prospera bene anche su compost o stallatico non molto maturi e di scarsa qualità, come la maggior parte di quelli diffusi nel mercato italiano. Vengono così assicurate migliori  condizioni generali di ospitalità chimica, fisica e biologica dei suoli, soprattutto per quanto riguarda la ritenzione idrica del terreno, visto che la canapa è particolarmente sensibile alla siccità.

Se è l’unico apporto di nutrienti, la concimazione organica ha bisogno di grandi quantitativi (5-600 q/ha), mentre ne sono sufficienti 30-40 qualora essa si combini ai concimi minerali. A fine inverno si eseguono i lavori di preparazione del letto di semina effettuati con frangizolle ed erpice, avendo cura di sminuzzare bene il terreno. Nel caso di sola concimazione minerale, segue la somministrazione di azoto che è importante sia disponibile alle piantine sin dai primi momenti di crescita.
 

Elemento Q.tà (kg) in 100 q.li  Produzione (SS)
Azoto 90 120
Anidr ide Fosforica-P205 40 60
Potassio K20 130 170
Calcio 100 150



 
Raccolta per la qualità
Anche la raccolta segue la destinazione d’uso della pianta. La canapa da fibra giunge alla maturazione tecnica della fibra dopo 110-120 giorni, prima con le piante maschili, immediatamente dopo l’emissione del polline e due settimane dopo con le piante femminili. In quest’epoca il fusto, nella parte inferiore, passa dal colore verde al giallo pallido e perde le foglie, mentre nella parte superiore queste cominciano ad appassire più tardi.

Canapa: la coltura alternativa per il 2023

Nella coltivazione estensiva la raccolta è fatta in un solo tempo, senza che per questo si verifichino gravi inconvenienti rispetto alla qualità del prodotto. Si tratta di ritardare un poco la raccolta delle piante maschili e anticipare un po’ per quelle femminili, evento che ricade dalla seconda metà di Luglio alla prima metà di agosto a seconda dell’epoca di semina, della varietà e del luogo di coltivazione.

Si falcia con normale falciatrice (non condizionatrice). Si lascia in campo per 30/40 giorni per una prima macerazione e si rotoimballa.


Il processo di maturazione della canapa da seme è piuttosto lungo e giunge a compimento generalmente un mese dopo la fecondazione.

La raccolta del seme deve tener conto della maturazione disomogenea che segue lo stesso andamento della fioritura, cioè dal basso verso l’alto della pianta e dall’estremità verso la base dei rami. Non è prudente ritardare molto la raccolta per attendere la maturazione degli ultimi semi perché, a maturità completa, essi si disarticolano facilmente dalla pianta e cadono.

Inoltre gli ultimi semi, essendo sempre di scarto, andranno in ogni caso eliminati mediante selezione per grossezza. A fine settembre/inizi ottobre si trebbia con mietitrebbia con barra da mais.

Fienagione di ogni tipo

Per la fienagione la metodologia più semplice prevede la falciatura delle piante con una barra bilama, accompagnata da un convogliatore che dispone gli steli già in andane.

È preferibile un loro orientamento parallelo per agevolare la fase di estrazione della fibra nel caso avvenga con macchinari a rulli.

Canapa: la coltura alternativa per il 2023

Se invece è disponibile una falcia-condizionatrice l’essicazione e il successivo lavoro di imballaggio viene agevolato, data la robustezza delle piante. In questo caso è necessario regolare in modo appropriato la velocità dell’aspo e la distanza dei rulli.

Le piante vengono lasciate in campo il tempo necessario per ridurre la percentuale di umidità, che non deve essere superiore al 18% del peso, procedendo a periodiche ranghinature per accelerare il processo ed evitare ammuffimenti delle parti a contatto col terreno. A essiccazione ultimata, si preparano le rotoballe o le balle, trinciate o meno. Per procedere alla trebbiatura si possono invece impiegare le normali mietitrebbie da mais o da grano regolando l’altezza della barra falciante a 1,2-1,5 m da terra.

Particolare attenzione deve essere posta durante il lavoro della mietitrebbiatrice, proteggendo gli organi rotanti (rulli, aspi e catene di trasmissione), che altrimenti verrebbero intasati dalla fibra, e adottando una velocità di avanzamento moderata. Una volta raccolto, il seme va essiccato e pulito dai residui delle brattee.

Missione suoli

La canapa migliora i terreni. Dopo la sua coltivazione si registrano consistenti incrementi delle produzioni di cereali ed eccezionali performance delle colture orticole.

Il miglioramento è attribuito a fattori:
 la canapa raggiunge con la radice profondità notevoli dove preleva i nutrienti che in seguito, spogliandosi delle foglie, in parte restituisce allo strato superficiale.

Canapa: la coltura alternativa per il 2023

La canapa inoltre protegge i terreni dal dilavamento e, durante la fase vegetativa (primavera/estate/autunno), trattiene notevoli quantità di azoto prelevato dal terreno in modo che non percoli in falda.

Per questo è una pianta ideale per l’inserimento nelle rotazioni agrarie. La canapa è la tipica coltura primaverile da rinnovo, che da un lato richiede un’accurata preparazione del terreno, dall’altro lascia una cospicua fertilità residua.

Infatti, le piante che la seguono si avvantaggiano sensibilmente dell’azione rinettante e dell’importante massa di residui organici lasciati sul terreno (15-20 t/ha di peso fresco). 

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