Le micro orticole sono sempre più richieste dal mercato e lo saranno ancora di più nel 2023, perché nutrienti, pratiche e soprattutto trendy.

E sono anche un’ottima opportunità di reddito per gli imprenditori agricoli che vogliono svoltare.

Con OmniTrattore.it cerchiamo di capire se e come possono essere inserite nel business aziendale e come coltivarle microgreen.

Micro orticole: le colture per fare business

Orticole: da sempre una quasi-sicurezza per l'agri

Che le orticole siano un prodotto ad alto reddito non dobbiamo certo spiegarlo. Ma, per avere successo nella coltivazione di queste specie, occorrono una serie di requisiti: quello imprescindibile, almeno in teoria, è la zona vocata (ma se ne può discutere).

A esso si affiancano la capacità imprenditoriale e la possibilità di procedere, almeno all’inizio, con investimenti di un certo livello: un supporto dai PSR, incentivi al settore, prestiti agevolati, possono fare la differenza.

Micro orticole: le colture per fare business

Ma quanto detto finora, però, non è annoverabile tra le novità: quello di cui vale la pena parlare, invece, sono le nuove tendenze in fatto di verdure. È sufficiente entrare in un qualsiasi supermercato di città ed è subito chiaro: i consumatori più esigenti oggi prediligono verdure in formato mignon.

Perché? Chi può dirlo! Forse perché spesso sono prodotti di quarta gamma e dunque già pronti all’uso. Forse perché preparare una cena a base di verdure in miniatura rende il tutto più gourmet. Forse perché la tendenza è quella di consumare prodotti dalle alte aspettative, soprattutto in termini nutrizionali.

In ogni caso, per gli imprenditori agricoli si tratta di una buona opportunità: sempre nei suddetti supermercati, è facilmente individuabile il prezzo di questi prodotti, che arrivano tranquillamente a superare i 20, forse 30, talvolta i 40 euro al chilogrammo.

Cosa sono esattamente?

I micro-ortaggi sono le piantine giovani e tenere di numerose specie di ortaggi, erbe aromatiche e piante spontanee.

Micro orticole: le colture per fare business

Non si tratta di germogli e neppure dei comuni ortaggi da foglia coltivati in campo, cresciuti e pronti al consumo, ma proprio di una nuova categoria di ortaggi che si contraddistingue per la raccolta precoce e un sistema di coltivazione in “miniatura".

Quali specie?

Non c’è praticamente limite ai micro ortaggi.

Possono essere allevati con il metodo della miniatura una serie infinita di ortaggi e anche qualche frutto: cavolfiore, cavolo broccolo, cavolo cappuccio, cavolo cinese, cavolo da foglia, cavolo verza, cima di rapa, crescione, mizuna, ravanello, rucola, senape, lattuga, indivia, scarola, cicoria, radicchio, aneto, carota, finocchio, sedano, aglio, cipolla, porro, amaranto, bietola da coste, bietola da orto, spinacio, melone, cetriolo, zucca, avena, grano tenero, grano duro, mais, orzo, riso, quinoa, cece, erba medica, fagiolo, fagiolino, fieno greco, fava, lenticchia, pisello, trifoglio, girasole, lino, basilico, erba cipollina, coriandolo e cumino.

Micro orticole: le colture per fare business

Come coltivarle

La parola chiave, è facile intuirlo, è la serra. Le piccole verdure sono infatti nel novero della grande famiglia delle colture protette.

Ecco perché, come si accennava, non devono essere contemplate solo nelle aree vocate. Tornando alla serra, meglio se di ultima generazione: sono più efficienti dal punto di vista energetico, sono più attrezzate e meglio disposte.

Micro orticole: le colture per fare business

Bene comunque anche le serre d’antan, magari rimodernate. Le luci a led, per esempio, sono obbligatorie, così come la camera di crescita ben concepita: l’umidità deve essere molto alta (circa l’80 per cento), le temperature devono essere medie (circa 20 gradi).

Una volta seminate le cosiddette microgreen - è così che vengono tecnicamente definite le verdure in miniatura - si attende che la natura faccia il proprio corso, ma stando allerta: una volta cresciute e germogliate nella suddetta camere di crescita, le verdurine vanno raccolte molto prima della maturazione fisiologica.

Si tratta quindi di cicli culturali brevi, brevissimi, per alcune specie si arriva a fatica alla settimana.

Dunque si raccolgono quando da un punto di vista nutrizionale sono al top: contengono infatti un’altissima concertazione di vitamine e nutrienti e dunque nulla hanno a che invidiare alle sorelle maggiori della stessa specie, anzi: secondo alcuni studi, i micro-ortaggi sarebbero capaci di migliorare l’attività digestiva e la difesa dell’organismo da diverse malattie, tanto da essere menzionati tra i cosiddetti alimenti funzionali.

E la distribuzione?

Una volta pronte, tocca gestire il punto più dolente, ossia la distribuzione. Per entrare nei grandi supermercati occorre avere i volumi, come sempre.

Micro orticole: le colture per fare business

Non si può perdere tempo, però, perché sono prodotti delicati e con una breve, talvolta brevissima shelf-life. Occorre quindi attrezzarsi con specifici accordi, con canali mirati, con un buon packaging e magari con qualche idea: per esempio il mercato del bio può rappresentare un’opportunità. D’altro canto, sono specie che non richiedono trattamenti.

Non è facile, certo, ma le premesse economiche sono decisamente stimolanti.