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Battaglia segreta sull’Omnibus X: chi vuole bloccare i nuovi agrofarmaci e cosa rischiano le aziende agricole

Omnibus X, EUR-Lex, regolamento (UE) 2026/2408: dal 19 novembre 2026 residui e autorizzazioni diventano terreno di scontro

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

La Commissione europea ha messo sul tavolo l'Omnibus X come parte del pacchetto per la sicurezza alimentare e dei mangimi, un insieme di atti che comprende sia il regolamento proposto il 16 dicembre 2025 su alimenti, mangimi, residui e prodotti fitosanitari, sia misure già adottate sui periodi di protezione dei dati.

Per chi lavora la terra la questione non è astratta: dalle procedure di autorizzazione degli agrofarmaci dipendono i tempi con cui un principio attivo resta disponibile o viene ritirato dal mercato. Associazioni sanitarie e ambientaliste hanno chiesto pubblicamente di fermare la revisione, temendo un abbassamento delle soglie di controllo. Il dibattito coinvolge direttamente anche le filiere che esportano verso altri Paesi.

Omnibus X e autorizzazioni: che cosa prevede la revisione

Il testo della proposta, consultabile su EUR-Lex, punta dichiaratamente a semplificare e rafforzare i requisiti di sicurezza su alimenti e mangimi, intervenendo sulle stesse norme che regolano i limiti massimi di residui e le procedure per l'immissione in commercio dei prodotti fitosanitari. Il perimetro tocca quindi sia le aziende registrate per la vendita di agrofarmaci sia i laboratori incaricati dei controlli ufficiali, oltre alle autorità nazionali di controllo.

Parallelamente, il 30 ottobre 2026 è stato pubblicato il regolamento delegato (UE) 2026/2408, che modifica il regolamento delegato (UE) 2019/2090 sulle misure da adottare quando non si rispettano i tempi di sospensione o i limiti massimi di residui, oppure in caso di trattamento illegale. Il nuovo atto entra in vigore il 19 novembre 2026 e il riferimento temporale è operativo per chi gestisce controlli e campionamenti in azienda.

Il pacchetto Omnibus X si inserisce in una sequenza di interventi normativi che negli ultimi mesi ha già toccato il biocontrollo nel pacchetto Omnibus e, più di recente, le regole UE sui droni per i trattamenti fitosanitari. Chi segue questi dossier da tempo riconosce uno schema ricorrente: revisione delle procedure, poi definizione dei dettagli tecnici con atti delegati successivi che incidono sulla pratica quotidiana.

Agrofarmaci e nuovi alimenti, le posizioni delle associazioni

Le organizzazioni sanitarie e ambientaliste che hanno chiesto di sospendere la revisione sostengono che una semplificazione delle procedure di autorizzazione rischi di allentare i controlli su residui e nuovi alimenti, proprio mentre l'Autorità europea per la sicurezza alimentare continua a pubblicare pareri scientifici aggiornati sul tema. Le associazioni agricole, dal canto loro, chiedono tempi di valutazione più rapidi per i principi attivi in attesa di rinnovo, soprattutto per le colture ad alto valore.

Il confronto si gioca quindi su due piani distinti che vale la pena non confondere: da un lato il piano regolatorio europeo, dove si decide come cambieranno le procedure di autorizzazione, dall'altro il piano operativo delle aziende agricole, che continuano a lavorare con le regole oggi in vigore. Le modifiche proposte non hanno ancora cambiato l'elenco dei prodotti fitosanitari utilizzabili in campo.

Il tema si incrocia con altri dossier aperti sulla semplificazione normativa europea, dalla revisione dei costi legati ai mangimi previsti dalle nuove norme UE 2026 agli effetti pratici della semplificazione della PAC 2027 sulle aziende agricole. La discussione sull'Omnibus X prosegue con una proposta in procedura ordinaria e un mandato di negoziato già adottato dal Consiglio, ma senza una data fissata per l'approvazione definitiva dell'intero pacchetto.