Syngenta lancia Exort: microRNA a 50 mg/ha sulle foglie per aumentare le rese fino al 10%
Piattaforma Exort di Syngenta basata su microRNA vegetali, dosi di 50 mg/ha e prove su sei colture tra 2022 e 2025
Syngenta ha ufficializzato Exort, una nuova piattaforma di prodotti biologicals basata su microRNA naturali delle piante, applicati in dosi molto basse direttamente sulle foglie. L'obiettivo dichiarato è agire sui segnali biologici che regolano crescita, allegagione e uso delle risorse, con incrementi di resa misurati in prove condotte su sei colture tra il 2022 e il 2025.
Il primo lancio commerciale è previsto in America Latina nel 2027, su colture estensive, frutta e ortaggi, seguito da un'introduzione graduale in circa 20 Paesi. La disponibilità effettiva dipenderà dai tempi di approvazione normativa nei singoli mercati, un dettaglio che per ora lascia aperta la data reale di arrivo in Europa.
Syngenta Exort technology: come funziona la piattaforma a microRNA
La piattaforma identifica, estrae e veicola microRNA di origine vegetale, applicandoli sulla foglia della coltura target. Questi frammenti molecolari non sono sostanze di sintesi ma segnali biologici naturali, selezionati per intervenire su processi già presenti nella fisiologia della pianta, come lo sviluppo della granella e la risposta a condizioni ambientali variabili.
Dal punto di vista della dose impiegata, Syngenta parla di applicazioni a dosi estremamente basse sulla coltura, senza indicare nei documenti pubblici valori numerici ufficiali di sostanza attiva per ettaro o di prodotto formulato distribuito. Si tratta in ogni caso di quantitativi ridotti rispetto ai prodotti fitosanitari convenzionali, in linea con la natura di segnale biologico e non di principio attivo chimico tradizionale.
Camilla Corsi, responsabile Ricerca e Sviluppo per la protezione delle colture in Syngenta, ha dichiarato che il punto di forza della tecnologia sta nella capacità di "trasformare un meccanismo biologico fondamentale in una soluzione concreta per l'agricoltura". Questo approccio si inserisce nella strategia più ampia dell'azienda sui biofungicidi e le soluzioni biologicals per i cereali.
Exort, i risultati dichiarati nelle prove in campo
Il programma sperimentale citato da Syngenta comprende 240 prove condotte in oltre 15 Paesi tra il 2022 e il 2025, su sei colture: riso, soia, mais, cotone, frutta e ortaggi. L'azienda riferisce incrementi di resa compresi tra il 5 e il 10% rispetto alle parcelle non trattate, un dato che resta per ora di fonte aziendale e non da verifiche indipendenti pubblicate.
Sul riso, in particolare, alcune prove hanno riportato aumenti fino a 740 kg per ettaro, una cifra che per questa coltura rappresenta un incremento significativo se confermata su scala commerciale. Resta da vedere come questi risultati si traducano in condizioni operative reali, fuori dal contesto controllato delle prove sperimentali e in presenza delle variabili tipiche di campo aperto.
Per chi segue le strategie di gestione degli input in campo, il tema si collega ad altre novità recenti sul fronte genetico e agronomico, come l'editing genetico applicato alle sementi o le soluzioni per il controllo delle infestanti in post-emergenza sul mais, entrambe parte di un portafoglio che Syngenta sta ampliando su più fronti tecnologici, incluse le resistenze varietali presentate nel 2026.
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