Accordo Trump-Putin sul gasolio russo: 1,8 milioni di tonnellate in arrivo e Ue tagliata fuori
Diesel russo, 1,8 milioni di tonnellate per gli USA: Donald Trump sceglie Vladimir Putin, UE e Zelensky restano fuori
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha emesso una licenza generale che autorizza fino al 7 aprile 2027 la vendita, consegna, scarico e importazione di gasolio di origine russa, ma solo per le partite caricate su navi entro la data dell’annuncio.
Questo apre la strada a un accordo tra Donald Trump e Vladimir Putin che prevede l'arrivo immediato di 300mila tonnellate di diesel russo sul mercato americano e mondiale, con altre 500mila tonnellate a novembre e un milione successivamente. La mossa modifica nei fatti l’applicazione della legge sulle sanzioni che lo stesso Trump aveva firmato poche settimane prima e promette sollievo ai prezzi del gasolio agricolo proprio mentre si avvicinano le elezioni di metà mandato.
Perché Trump ha cambiato rotta sul diesel russo
Tre settimane prima dell'annuncio, Trump sosteneva che la Russia avesse perso il controllo del mercato del diesel. Il voltafaccia arriva dopo che il prezzo del gasolio è salito del 70% da febbraio, da quando la crisi nello Stretto di Hormuz ha stravolto gli equilibri energetici globali. Secondo quanto riportato, lo stesso Trump ha dichiarato che abbassare i prezzi per gli americani, in particolare per i grandi agricoltori, allevatori e camionisti, resta la sua priorità assoluta in vista del voto.
Gli analisti dell'energia, però, dubitano che l'operazione produca un calo duraturo dei prezzi alla pompa. Il diesel colorato usato in agricoltura è già esente da accise federali e statali, un vantaggio che non dipende dall'accordo con Mosca. Resta il fatto politico: l'intesa sul gasolio arriva dopo mesi in cui la Casa Bianca aveva promesso 12 miliardi di sostegno al settore agricolo colpito dai rincari energetici.
La reazione di Kiev e le tensioni con Zelensky
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha definito l'accordo non equo e non onesto, chiarendo che avrebbe sostenuto un allentamento delle sanzioni russe solo in cambio di una tregua reciproca sulle infrastrutture energetiche durante l'inverno. Secondo una ricostruzione di un funzionario statunitense, Trump avrebbe deciso di procedere con Putin dopo che Zelensky aveva ignorato ripetute richieste di fermare gli attacchi dei droni ucraini contro le raffinerie russe.
La strategia ucraina puntava a tagliare i fondi alla macchina da guerra del Cremlino colpendo direttamente la capacità di raffinazione. L'accordo appena firmato rischia di vanificarla, portando denaro fresco nelle casse russe proprio mentre Washington preme su Kiev per un energy ceasefire che fermi gli attacchi reciproci agli impianti energetici. Sei senatori americani hanno chiesto all'amministrazione di fare marcia indietro, sostenendo che l'intesa violi la legge del 2022 con cui il Congresso aveva vietato le importazioni di energia russa fino alla fine dell'aggressione contro l'Ucraina.
L'Europa rimane senza gasolio russo
Mentre Washington riapre ai flussi di diesel da Mosca, Bruxelles chiude l'ultimo varco. L'Unione Europea ha vietato le importazioni via mare di petrolio greggio russo dal 5 dicembre 2022 e, dal 5 febbraio 2023, ha esteso l'embargo ai prodotti petroliferi raffinati, gasolio compreso, come stabilito nel sesto pacchetto di sanzioni (secondo l'Eurostat). Dal 21 gennaio 2026 il divieto si estende anche ai prodotti raffinati in paesi terzi a partire da greggio russo, chiudendo una scappatoia che aveva permesso importazioni indirette (secondo la Commissione Europea).
L'Europa affronta l'inverno con i depositi di gas al 72% di media, contro l'83% di un anno fa, con Germania e Paesi Bassi sotto il 60%. Dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz, l'Unione Europea ha continuato ad acquistare gas dalla Russia, incluso gas naturale liquefatto, ma con volumi in calo rispetto agli anni precedenti. Secondo le stime del Consiglio dell'Unione Europea, nel 2025 il gas russo rappresenta circa il 13% delle importazioni di gas dell'Unione, con un valore annuo vicino ai 15 miliardi di euro per l'insieme dei flussi di gas, non il 40% del fabbisogno energetico complessivo.
Secondo l'elenco ufficiale delle sanzioni UE contro la Russia, il divieto totale sul GNL di origine russa scatterà a gennaio. Questo lascerà l'industria europea con margini di manovra ridotti nel breve periodo e imporrà un ulteriore riequilibrio del mix di approvvigionamento energetico.
I costi di gestione dei mezzi agricoli
Per le aziende agricole italiane ed europee, la contraddizione è evidente. Mentre Washington importa gasolio russo per calmierare i prezzi interni, l'Europa resta esposta a un mercato dell'energia già teso dai rincari seguiti alla crisi mediorientale. Il rincaro del gasolio agricolo registrato nel 2026 non trova sollievo dall'accordo Trump-Putin, che riguarda esclusivamente i flussi verso gli Stati Uniti e il mercato mondiale generico.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha sintetizzato la linea della Casa Bianca dichiarando che gli Stati Uniti non metteranno mai l'ordine mondiale davanti agli interessi nazionali. Per i contoterzisti e le aziende zootecniche europee, questo significa continuare a fare i conti con un mercato dei carburanti e fertilizzanti condizionato da scelte politiche prese altrove, senza benefici diretti dall'intesa siglata a Miami tra gli inviati ucraini, Steve Witkoff e Jared Kushner.
Consigliati per te
Come funziona il nuovo sostegno all’agricoltura valdostana
Stalle a posta fissa, cosa pensano davvero gli allevatori veneti
Crollo vendite macchine agricole 2026: -14% negli Stati Uniti
Moonrider 27: il tetto solare aggiunge solo 1,5 ore
Viti sterili in Sicilia, come funzionano i nuovi contributi
Kubota porta il robot AX-1 nella rete europea: 66 macchine in campo e fino al 95% di erbicida in meno
Nel cuore agricolo del Polesine: la tappa di Vannacci alla Festa dell’Agricoltura di Trecenta
