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Come funziona il nuovo sostegno all’agricoltura valdostana

Valle d’Aosta integra CSR 23/27, legge regionale 17/2016 e progetto AGRI28 per sostenere aziende di montagna e filiere locali.

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Il Complemento regionale per lo Sviluppo Rurale 2023/2027 (CSR 23/27) della Valle d'Aosta vale circa 91 milioni di euro, di cui il 40,7% proviene dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale. Insieme alla legge regionale 17/2016 sugli aiuti in agricoltura e al progetto AGRI28 per la programmazione europea 2028/2034, compone un sistema a tre livelli pensato per sostenere un'agricoltura di montagna fatta di piccole superfici e allevamenti estensivi, evitando sovrapposizioni tra fondi comunitari e risorse regionali.

Il CSR 23/27 e la nuova governance PAC

Fino al 2022 ogni Regione italiana gestiva un proprio Programma di Sviluppo Rurale negoziato direttamente con Bruxelles. Con la programmazione 2023/2027 l'Unione Europea ha imposto un modello diverso: ogni Stato membro redige un unico Piano Strategico nazionale, in raccordo con le regioni, per l’intero periodo PAC 23/27. I documenti programmatori sono così passati dai 118 PSR precedenti a 27 Piani Strategici nazionali, uno per ciascuno Stato membro, riferiti a questo ciclo 2023/2027.

Per la PAC successiva al 2027 sono in corso proposte e negoziati e non è ancora definito il numero e la forma dei futuri documenti nazionali. Le interlocuzioni della Valle d'Aosta non passano più direttamente con la Commissione Europea, ma sono filtrate dal Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Strategia agricola della Valle d’Aosta tra CSR e AGRI28
L'agricoltura della Valle d'Aosta deve confrontarsi con superfici coltivabili limitate, pendenze e sistemi produttivi tipici delle aree alpine. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Il CSR 23/27 valdostano è attualmente in vigore nella versione n. 3, approvata dalla Giunta regionale con deliberazione n. 206 del 6 marzo 2026. Gli interventi complessivi sono 27, in continuità con le misure già sperimentate nella programmazione 2014/2022: pagamenti a superficie e a capo per zone montane svantaggiate, sostegno alla conversione biologica, investimenti aziendali per efficientamento energetico e trasformazione dei prodotti, misure forestali (circa 3,5 milioni di euro) e l'AKIS, acronimo di Agricultural Knowledge and Innovation Systems, dedicato a formazione e consulenza per l'innovazione. Per la campagna 2026 sono attivi otto interventi a superficie, tra cui SRA15/ACA15 "Agricoltori custodi dell'agrobiodiversità", che remunera per ettaro di superficie agricola utilizzata chi conserva risorse genetiche locali a rischio di erosione.

Fino al 2025 il meccanismo del disimpegno automatico ha fatto convivere i bandi del nuovo CSR 23/27 con quelli residui del vecchio PSR 14/22, garantendo continuità di sostegno durante la transizione. La quota FEASR (40,7%) si affianca a risorse nazionali (41,51%) e regionali (17,79%) derivanti dal cofinanziamento Stato-Regione, secondo il documento di economia e finanza regionale 2024-2026. Un aspetto rilevante è la strategia SRG06 LEADER, che non finanzia singole aziende ma progetti collettivi contro spopolamento e degrado ambientale: il GAL Valle d'Aosta ha presentato la propria Strategia di Sviluppo Locale 2023/2027, "Filiere e comunità: energie per il territorio".

La legge regionale 17/2016 come canale autonomo

Se il CSR 23/27 gestisce i fondi comunitari, la legge regionale 17/2016 rappresenta la capacità della Valle d'Aosta di intervenire con risorse proprie. La norma ha riunito in una disciplina organica gli aiuti regionali in agricoltura e sviluppo rurale, sostituendo un insieme di leggi precedenti diventate troppo frammentate nel tempo. Il risultato è un canale d'intervento autonomo, capace di adattarsi con flessibilità alle esigenze del territorio senza sovrapporsi alle misure finanziate dal FEASR.

Il punto distintivo non è l'esistenza di aiuti regionali separati, ma il modo in cui il canale è collegato al percorso della programmazione europea. Un'azienda che presenta una domanda di investimento non affronta due sistemi paralleli, ma un meccanismo unico che indirizza la richiesta verso il canale più appropriato, evitando duplicazioni. Questo raccordo si ritrova in diverse misure del CSR 23/27, dal sostegno alla competitività aziendale ai fabbricati di alpeggio, dove è prevista, oltre alle sovvenzioni europee, la possibilità di ottenere mutui agevolati disciplinati dalla legge 17/2016, nei limiti fissati dalla normativa comunitaria.

Priorità ambientali e pilastri produttivi

Il tratto distintivo del CSR 23/27 valdostano è la forte impronta ambientale: la maggior parte della dotazione complessiva è indirizzata verso interventi agroambientali, protezione dell'agrobiodiversità, conversione al biologico e miglioramento del benessere animale, in linea con la strategia europea Farm to Fork e le sfide della PAC 2028 per l'agricoltura europea. Il Rapporto di fine anno dell'Assessorato Agricoltura e Risorse naturali indica come pilastri identitari l'allevamento bovino e la filiera lattiero-casearia della Fontina DOP, la viticoltura eroica e le produzioni ortofrutticole di nicchia.

La stessa fonte evidenzia la connessione strategica fra agricoltura e turismo, con iniziative per valorizzare i prodotti identitari e migliorare l'attrattività delle aziende agricole. Il Programma di Governo regionale 2025-2030 prevede il collegamento fra cultura, agricoltura e turismo attraverso interventi per i Comuni montani, dalla prevenzione del dissesto idrogeologico alla salvaguardia della biodiversità, anche tramite la Strategia regionale per le Aree interne. La Smart Specialisation Strategy regionale individua nell'agricoltura di precisione uno strumento per ottimizzare la produzione in un contesto montano dove la superficie coltivabile resta strutturalmente limitata.

Verso AGRI28 e la programmazione 2028/2034

Nella riunione del Consiglio regionale del 9-11 giugno 2026 l'Assessore all'agricoltura ha sottolineato come si stia entrando nel vivo del negoziato europeo per il periodo post-2027. In questa fase la politica agricola comune viene discussa in relazione più stretta con la politica di coesione, anche attraverso ipotesi di maggiore integrazione fra i diversi fondi, ma senza che sia stato istituito un formale "fondo unico PAC" da parte dell'Unione Europea. Questo quadro in evoluzione pone questioni specifiche per una regione interamente montana come la Valle d'Aosta, con sistemi agro-silvo-pastorali che richiedono un trattamento differenziato rispetto alle aree di pianura.

Il progetto AGRI28 nasce proprio per costruire la posizione valdostana in vista della programmazione 2028/2034, mentre prosegue l'attuazione del CSR 2023-2027 e dei programmi di cooperazione territoriale. Il resoconto del Consiglio regionale del 13 marzo 2025 ricorda che la strategia punta a contrastare l'abbandono delle terre di montagna attraverso l'adeguamento dei bandi alle caratteristiche del territorio, incentivi al ricambio generazionale e misure per monticazione e pascolamento, temi che si intrecciano con il più ampio dibattito su dazi, PAC e PNRR nelle politiche agricole UE.