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Coltivaitalia: un miliardo, chi prende cosa fino al 2030

Masaf, Crea, Ismea: Coltivaitalia vale 1 miliardo, con 300 milioni all’olio e 8.417 ettari ai giovani

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Foto di: OmniTrattore.it
Cristian Furini Cristian Furini

Un miliardo di euro in tre anni, dal 2026 al 2028: è questa la dotazione complessiva di Coltivaitalia, il pacchetto di misure approvato dal Parlamento e collegato alla legge di bilancio che il Masaf, il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, ha messo a punto per il settore primario. Si aggiunge agli 11 miliardi di euro già stanziati per l'agricoltura, e si concentra su filiere strategiche, zootecnia, olivicoltura e ricambio generazionale.

Le tre voci principali da 300 milioni

La quota più consistente del provvedimento si divide in tre capitoli da 300 milioni di euro ciascuno. Il primo riguarda il sostegno alle filiere strategiche: risorse per l'approvvigionamento di prodotti agricoli, il rafforzamento delle filiere locali, la competitività delle imprese e il sostegno alle colture di interesse strategico, inclusi gli allevamenti di vitelli autoctoni. Il secondo capitolo va all'allevamento, con l'obiettivo dichiarato di ridurre la dipendenza dalle importazioni e rafforzare la produzione nazionale di carne bovina e la linea vacca vitello. In sede parlamentare gli interventi sono stati estesi anche alle strutture allevatoriali.

Coltivaitalia, numeri e misure per il settore agricolo
Il pacchetto prevede 150 milioni di euro per favorire l'accesso al credito di giovani e donne e sostenere il ricambio generazionale in agricoltura OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Il terzo capitolo è il Piano olivicolo nazionale 2026-2030, anch'esso finanziato con 300 milioni di euro, destinato al rilancio strutturale della filiera olivicola e al contrasto delle fitopatie che negli ultimi anni hanno colpito duramente gli oliveti del Sud Italia. A completare il quadro delle voci maggiori c'è il Fondo di sovranità alimentare, rifinanziato con 70 milioni di euro a sostegno delle filiere in difficoltà, in particolare grano tenero, orzo, mais e proteine vegetali: colture su cui l'Italia importa quote significative del proprio fabbisogno. Chi vuole approfondire l'articolazione completa del pacchetto può leggere i 1.140 milioni per olio, carne e cereali dopo il primo sì parlamentare.

Xylella, oleoturismo e vincoli sugli uliveti DOP

Tra le misure meno onerose ma di forte impatto operativo, spicca l'istituzione del Commissario straordinario nazionale per la Xylella, in carica fino al 31 dicembre 2028. Coordinerà autorità locali, ricerca scientifica e interventi urgenti contro la diffusione del batterio, sarà affiancato da una struttura di 5 unità e 3 sub commissari e potrà contare su risorse dedicate per il funzionamento della struttura commissariale, quantificate in 33.000 euro per il 2026 e 66.000 euro per ciascuno degli anni 2027 e 2028. Si tratta di cifre contenute rispetto ai capitoli da centinaia di milioni, che si affiancano però alle risorse del Piano olivicolo nazionale, cruciali per un'emergenza fitosanitaria che dura da oltre un decennio in Puglia.

Sono invece 9,2 i milioni di euro destinati a oleoturismo ed enoturismo: l'ospitalità entra ufficialmente tra le attività che le aziende agricole possono offrire nell'ambito del turismo del vino e dell'olio nelle aree rurali. Il testo introduce inoltre un vincolo specifico: il divieto di espiantare ulivi destinati a produzioni DOP e IGP per realizzare impianti fotovoltaici o eolici, salvo reimpianto nello stesso sito o in aree vicine. Una misura pensata per evitare che la transizione energetica sacrifichi il patrimonio olivicolo di pregio, un tema toccato anche nell'analisi su Coltivaitalia e la svolta per le imprese agricole.

Ricerca, Crea e innovazione in campo

Il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria (Crea) riceve una delle dotazioni più mirate del provvedimento. I documenti parlamentari indicano un incremento di 37 unità della dotazione organica, con stanziamenti per retribuzioni, oneri riflessi e buoni pasto, e risorse destinate al rafforzamento delle attività di ricerca e innovazione. L'ammodernamento riguarderà le aziende agricole sperimentali del Crea e degli istituti agrari, con investimenti in agromeccanica di precisione, intelligenza artificiale, sensoristica e meccatronica: tecnologie già presenti in alcune realtà pilota, che restano però ancora poco diffuse nella media impresa agricola italiana.

Il presidente Crea Carlo Rocchi, commentando il via libera della Commissione Agricoltura della Camera nel giugno 2026, ha definito il provvedimento un intervento che riporta ricerca e innovazione al centro delle politiche di crescita del settore. Non si tratta solo di nuove assunzioni, poiché il piano prevede anche il rinnovo strumentale delle aziende sperimentali, un passaggio che potrebbe accelerare il trasferimento tecnologico verso le imprese. Questo percorso si intreccia con gli incentivi fiscali già disponibili descritti in maxi-ammortamenti e credito d'imposta per le aziende agricole.

Credito ai giovani e terre in comodato d'uso

Per sostenere l'agricoltura giovanile e femminile, il provvedimento mette a disposizione 150 milioni di euro complessivi per l'accesso al credito. Le risorse sono ripartite per il 65% in concessione di mutui e per il restante 35% in contributi a fondo perduto, una combinazione pensata per abbattere sia i costi di accesso al finanziamento sia l'esposizione debitoria delle nuove imprese agricole. Questo nodo resta spesso il vero ostacolo all'ingresso nel settore per chi non eredita un'azienda di famiglia.

A questo si affianca la misura Terre ai giovani: l'Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare (Ismea) metterà a bando 8.417 ettari di terreno, assegnabili in comodato d'uso gratuito per dieci anni a persone tra i 18 e i 41 anni. Al termine del periodo è prevista la possibilità di riscatto al 50% del valore iniziale del terreno, una condizione che rende l'operazione più accessibile rispetto ai normali canali di acquisto fondiario. Il quadro completo delle misure per il ricambio generazionale è ricostruito anche in Coltiva Italia: un miliardo per cereali, carne e olive e in l'analisi su chi beneficia realmente del miliardo per il settore primario.