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Coltiva Italia: via libera a 1,1 miliardi — svolta per le imprese

Camera, Coltiva Italia, 1,14 miliardi: 970 milioni alla sovranità alimentare, 70 milioni alle filiere, ora il Senato

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Foto di: OmniTrattore.it

Il via libera della Camera al ddl Coltiva Italia mette sul tavolo 1,1 miliardi di euro aggiuntivi per il settore primario, con una Strategia per la Sovranità alimentare da 970 milioni e tre piani da circa 300 milioni ciascuno per allevamenti, olivicoltura e filiere strategiche. Per le imprese agricole questo significa nuovi margini per tenere insieme reddito, investimenti e gestione dei rischi, in una fase di costi produttivi elevati e mercati instabili.

Il provvedimento, che ora torna in Senato per l’ultima lettura, definisce anche il rifinanziamento del Fondo Sovranità alimentare con 70 milioni destinati alle filiere in maggiore difficoltà, dal grano tenero al mais fino alla linea vacca-vitello. Tra sostegni alla stabilizzazione dei prezzi, ricambio generazionale, ricerca e digitalizzazione, Coltiva Italia ridisegna la mappa degli aiuti e apre nuovi canali di contributo per chi lavora in cerealicoltura, zootecnia e olivicoltura.

Coltiva Italia, cosa cambia per le imprese agricole
Una parte delle nuove risorse è destinata agli investimenti strutturali, con possibili ricadute anche su meccanizzazione, digitalizzazione e agricoltura di precisione OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Coltiva Italia: via libera, risorse e calendario

Il ddl Agricoltura, ribattezzato Coltiva Italia, è stato approvato in prima lettura con 150 voti favorevoli e 97 astensioni, sbloccando risorse aggiuntive per oltre 1,1 miliardi di euro. La cifra indicata come 1.140 milioni finanzia interventi strutturali che si affiancano a Politica agricola comune, Programmi di sviluppo rurale e altre misure nazionali già in corso.

La struttura finanziaria ruota su tre pilastri: una Strategia per la sovranità alimentare con dotazione di 970 milioni, il Piano Allevamento Italia, il Piano olivicolo nazionale 2026-2030 e un capitolo per le filiere strategiche, ognuno con risorse di circa 300 milioni. A questi si somma il rifinanziamento del Fondo Sovranità alimentare con 70 milioni mirati a grano tenero, orzo, mais, proteine vegetali e linea vacca-vitello.

Capitolo Dotazione indicativa
Strategia Sovranità alimentare 970 milioni di euro
Piano Allevamento Italia circa 300 milioni di euro
Piano olivicolo nazionale 2026-2030 circa 300 milioni di euro
Filiere strategiche circa 300 milioni di euro
Fondo Sovranità alimentare rifinanziato 70 milioni di euro

Per chi segue investimenti in mezzi e strutture il pacchetto prevede anche risorse aggiuntive per investimenti strutturali nel comparto agricolo pari a 100 milioni nel 2027, 150 milioni nel 2028 e 50 milioni nel 2029. Su questi capitoli potranno innestarsi, di volta in volta, bandi connessi anche alla meccanizzazione e all’agricoltura 4.0, in funzione dei decreti attuativi e delle scelte di riparto.

Agricoltura nazionale: obiettivi e ambiti di intervento

Gli obiettivi dichiarati di Coltiva Italia toccano almeno quattro fronti: rafforzare le filiere cerealicole e zootecniche, sostenere l’olivicoltura nazionale in una fase di forte volatilità, accompagnare il ricambio generazionale e accelerare innovazione e digitalizzazione delle aziende agricole. In parallelo, un pacchetto di semplificazioni mira a ridurre gli adempimenti amministrativi.

Sul versante di filiere e mercati, le risorse sono indirizzate a stabilizzare i prezzi del grano e di altre materie prime, sostenendo accordi di filiera e strumenti per mitigare gli effetti di siccità e ondate di caldo sulle produzioni. Una parte del Piano Allevamento Italia si intreccerà con le esigenze di zootecnia, olio e cereali, compresi interventi sulle strutture di stalla e sull’efficienza degli impianti di alimentazione e gestione reflui.

Il programma Terre ai giovani e gli incentivi al ricambio generazionale puntano a facilitare l’accesso alla terra e al capitale delle nuove leve. In questo quadro rientrano anche gli interventi su ricerca e digitalizzazione, che possono includere progetti per sensoristica, sistemi di supporto alle decisioni, agricoltura di precisione e rinnovo dei parchi macchine, in sinergia con altri canali di sostegno ai trattori e alle attrezzature.

Imprese agricole: ricadute operative e tempi di attuazione

Per le aziende agricole la prima ricaduta concreta è l’ampliamento dei canali di contributo a favore delle filiere più esposte, come grano tenero, orzo, mais e allevamento vacca-vitello, che negli ultimi anni hanno sofferto costi produttivi elevati e volatilità dei ricavi. Il rifinanziamento del Fondo Sovranità alimentare si inserisce accanto ad altre misure dedicate ai cereali, comprese quelle già destinate a oltre un miliardo di euro.

Restano però aperte diverse questioni operative: criteri di accesso ai nuovi fondi, livello di integrazione con bandi regionali e modo in cui le risorse verranno distribuite tra investimenti strutturali, sostegni al reddito e innovazione tecnologica. Una parte della platea guarda in particolare ai possibili legami con gli incentivi 2026 per il rinnovo dei trattori e con il pacchetto dedicato alla meccanica agricola e al florovivaismo, capitoli che potrebbero agganciarsi ai fondi per la competitività di filiera.

Un altro nodo riguarda tempi e modalità di attuazione: il ddl è stato approvato in prima lettura alla Camera e dovrà tornare in Senato per il via libera definitivo. Solo dopo l’approvazione finale potranno essere varati i decreti attuativi che definiranno nel dettaglio criteri, procedure e bandi, sia nazionali sia regionali. Fino alla pubblicazione delle regole operative, gli operatori possono contare solo sugli obiettivi delineati e sulle cifre già stanziate per sovranità alimentare, piani di settore e investimenti strutturali.