Decreto 151/2026: la filiera florovivaistica cambia per sempre
3,52 miliardi, 38mila aziende, decreto 151/2026: il florovivaismo italiano si riorganizza da Pistoia a Piante di Toscana
Il florovivaismo italiano ha chiuso il 2025 con 3,52 miliardi di euro di produzione, l'8,1% in più rispetto all'anno precedente, mentre entra in vigore la prima disciplina organica del settore. Il decreto legislativo 151/2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 186 del 12 agosto e operativo dal 27 agosto, definisce per la prima volta in modo unitario attività, soggetti e strumenti di coordinamento lungo l'intera filiera.
La crescita economica non riguarda solo i numeri aggregati: nel biennio 2024-2025 le imprese del comparto sono salite dell'11,8% e gli occupati del 13,6%, arrivando a circa 38mila aziende e 84mila addetti. Il decreto interviene proprio mentre il settore si allarga, imponendo a vivai, garden center e distributori regole comuni su contratti di coltivazione e rapporti di filiera.
Florovivaismo italiano, una filiera in crescita da mettere a sistema
Dietro il dato nazionale ci sono traiettorie territoriali molto marcate. Il distretto vivaistico di Pistoia, che copre oltre 5.200 ettari e genera una Produzione Lorda Vendibile superiore ai 300 milioni di euro, ha segnato nel primo trimestre 2026 un export di piante vive per 159 milioni di euro, in crescita dell'11,75% sull'anno precedente.
Sul fronte internazionale la proiezione si consolida: le esportazioni florovivaistiche italiane superano 1,27 miliardi di euro con un saldo commerciale positivo di circa 363 milioni, e anche mercati storicamente minori come il Regno Unito crescono (43 milioni di euro, +1,3% sul 2024). Tra il 2015 e il 2025 la produzione nazionale è passata da 2,5 a 3,52 miliardi, oltre il 30% in dieci anni.
Questa espansione, però, si scontra con criticità strutturali note a chi gestisce l'azienda: reperire manodopera stagionale, contenere i costi energetici delle serre e organizzare la logistica su mercati sempre più distanti. Sono nodi che il florovivaismo alle prese con la crescita del lavoro deve affrontare prima ancora di pensare a nuovi investimenti sui mezzi.
Norme e piani di settore: cosa prevedono per il florovivaismo
Il decreto legislativo 151/2026 attua la delega della legge 102/2024 e armonizza per la prima volta il perimetro dell'attività agricola florovivaistica: chiarisce quali lavorazioni rientrano nell'impresa agricola, quali sono le attività connesse (dai garden center al verde urbano) e come si struttura il contratto di coltivazione tra produttore e distributore.
L'impatto organizzativo riguarda direttamente chi coltiva: il testo introduce strumenti di programmazione di filiera che vincolano rapporti commerciali finora regolati solo da prassi locali. Per le serre, dove restano aperti nodi applicativi specifici, vale il quadro chiarito nella normativa sulle serre e i chiarimenti sul D10, mentre sul fronte macchine resta di riferimento la disciplina florovivaistica su trattori e macchine agricole.
A livello territoriale il coordinamento prende forma concreta nel tavolo "Piante di Toscana", avviato tra la Regione, l'Associazione Vivaisti Italiani e il distretto di Pistoia, che ha già presentato un Documento programmatico 2027-2029 su innovazione e internazionalizzazione. È un modello di governance che altri distretti vivaistici potranno replicare, collegando la cornice nazionale del decreto alle esigenze specifiche di ogni areale produttivo.
Consigliati per te
Fiori eduli: la nicchia che fa guadagnare i vivaisti?
Le 17 macchine che impattano sulla risaia
Maxi polo in Valdaso: quanto risparmieranno davvero le aziende?
Il LOVOL P4110 da 136 CV è arrivato: cosa sorprende
Giardinieri: il CCNL che molti artigiani sbagliano ad usare
Macchie sulle olive: l'infezione è già avvenuta, ecco perché
Parrocchetti e usignoli invasivi assediano i campi di Roma
