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Florovivaismo boom: 38mila imprese e 84mila posti nel 2025

38mila imprese, 84mila addetti, decreto 151/2026: il florovivaismo corre tra Toscana, Lombardia e Coltiva Italia

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Foto di: OmniTrattore.it

Le imprese florovivaistiche italiane sono 38mila nel 2025, con oltre 84mila addetti: nel biennio 2024-2025 le aziende crescono dell'11,8% e l'occupazione del 13,6%. Un'espansione che arriva insieme a una novità normativa precisa: il decreto legislativo 30 luglio 2026, n. 151, entrato in vigore il 27 agosto 2026, disciplina in modo organico il settore e la sua filiera.

Il decreto definisce per la prima volta in modo unitario l'attività agricola florovivaistica, dalla floricoltura al vivaismo ornamentale, frutticolo, viticolo, forestale e orticolo. Le figure professionali del comparto saranno invece definite e armonizzate da un successivo decreto interministeriale, come previsto dallo stesso decreto legislativo 151/2026, che demanda a quel provvedimento il compito di dettagliare i profili professionali con effetti diretti sull'inquadramento del personale nei vivai e nelle aziende floricole.

Florovivaismo in crescita, numeri, norme e impatto sul lavoro
Il florovivaismo italiano conta circa 38mila imprese e oltre 84mila addetti nel 2025. La crescita di aziende e occupazione si accompagna alla nuova disciplina organica introdotta dal decreto legislativo 151/2026. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Florovivaismo, i nuovi numeri su imprese e occupazione

Il dato più netto riguarda la floricoltura: +7,3% di imprese nell'ultimo anno e, soprattutto, +20,2% di addetti, il segmento che traina l'intera espansione del comparto. Il commercio al dettaglio segue con oltre 18mila attività attive nel 2025, mentre il commercio all'ingrosso resta l'unico segmento in flessione.

La base produttiva su cui si innesta questa crescita non è nuova: nel 2023 il florovivaismo occupava già quasi 39mila ettari distribuiti su oltre 29mila aziende. La struttura resta caratterizzata da imprese piccole, mentre il vivaismo vero e proprio mostra un rapporto addetti-azienda più alto, segno di realtà più organizzate sul piano gestionale.

Per chi gestisce un vivaio o un'azienda floricola, l'aumento degli addetti pone un tema organizzativo concreto: più personale significa più esigenze di formazione specializzata, uno degli obiettivi dichiarati del percorso formativo negli istituti agrari collegato ai profili professionali che saranno definiti dal decreto interministeriale previsto dal decreto 151/2026.

Regioni in crescita e ruolo strategico del florovivaismo

La Toscana resta la prima regione per numero di aziende e superficie coltivata, mentre la Lombardia conta quasi 4.900 aziende e oltre 10.700 addetti. L'Emilia-Romagna si distingue invece per la maggiore intensità occupazionale, segno di aziende strutturate con più personale per unità produttiva.

Gli incrementi percentuali più marcati in termini di occupazione arrivano da Friuli-Venezia Giulia e Calabria, territori dove il settore sta crescendo più rapidamente pur partendo da una base più contenuta. Coldiretti Puglia ha definito la riforma un passo verso maggiore stabilità per le imprese, in un comparto che finora ha scontato una normativa frammentata.

Il decreto interviene anche su un nodo pratico per molte aziende: i garden center. Chi vende attraverso queste strutture mantiene la qualifica di imprenditore agricolo solo se l'attività resta funzionalmente collegata a quella principale. Il decreto stabilisce già che il regime fiscale agricolo, compresi il regime speciale IVA, il reddito agrario e il reddito dominicale, è subordinato alla prevalenza dell'attività agricola principale e alla connessione funzionale tra attività complementari e produzione, mentre eventuali criteri di dettaglio potranno richiedere ulteriori chiarimenti con successivi provvedimenti.

L'aumento di manodopera nei cantieri di vivaio si intreccia con un altro fronte, quello della sicurezza: le ordinanze regionali sul rischio da caldo vietano il lavoro nelle ore centrali, tra le 12:30 e le 16:00, sulla base delle mappe giornaliere del progetto Worklimate INAIL-CNR, con ricadute dirette sull'organizzazione dei turni nei vivai. Su questo fronte, la diffusione dei robot agricoli in Italia comincia a intersecarsi con le esigenze operative di floricoltura e vivaismo, dove la meccanizzazione resta comunque meno pervasiva che in altri comparti agricoli. Anche gli strumenti di finanziamento seguono questa direzione: il programma Coltiva Italia, con 1,1 miliardi per le imprese agricole, è in fase di approvazione parlamentare e potrà, in funzione dei futuri decreti attuativi e delle scelte di riparto, aprire bandi connessi anche alla meccanizzazione e all'agricoltura 4.0 potenzialmente applicabili ai vivai in fase di ammodernamento.