Maxi droni sbloccati: cosa potranno (e non potranno) fare
Da 3 a 5 metri, iter Enac più snello. AltMoC IT-UAS-2026-002 apre agli heavy-lift, fitofarmaci fermi alla legge 182/2025
Il 14 agosto 2026 l'Enac ha pubblicato l'AltMoC IT-UAS-2026-002, un provvedimento che alza da 3 a 5 metri la dimensione caratteristica massima dei droni agricoli autorizzabili con percorso semplificato. Per contoterzisti e aziende che valutano l'acquisto di un UAS heavy-lift significa poter accedere a mezzi di portata utile molto superiore senza passare dalla valutazione del rischio caso per caso.
Il provvedimento riguarda però solo la sicurezza del volo, non i trattamenti fitosanitari. Chi immagina di irrorare vigneti o frutteti con questi droni si scontra ancora con un decreto attuativo mai pubblicato: la Commissione Agricoltura del Senato lo ha confermato il 4 agosto 2026, a dieci giorni dall'apertura Enac.
Cosa cambia con l'AltMoC Enac sui maxi droni
L'AltMoC IT-UAS-2026-002 si inserisce nella categoria specifica prevista dal Regolamento di esecuzione (UE) 2019/947, che dal 2019 disciplina le operazioni professionali con droni in Europa. La misura italiana introduce una valutazione del rischio predefinita (la PDRA, sigla che indica un modello di analisi già pronto e non da costruire da zero) insieme a una lista di rispondenza e un modello standard di manuale delle operazioni.
Concretamente, chi richiede l'autorizzazione non deve più elaborare uno studio di sicurezza personalizzato per ogni missione: compila la documentazione secondo il modello Enac e riduce tempi e costi di istruttoria. Resta comunque necessario dimostrare la conformità del drone e della squadra operativa ai requisiti previsti, un passaggio che il nuovo strumento agricoltura droni fitofarmaci normativa 2026 rende meno oneroso ma non elimina.
Il salto dimensionale, da 3 a 5 metri, apre la porta ai droni heavy-lift veri e propri, mezzi pensati per trasportare carichi utili elevati su superfici estese. È un cambiamento che interessa soprattutto i fornitori di servizio che lavorano su grandi estensioni forestali o su colture estensive, dove la capacità di carico incide direttamente sulla produttività del cantiere.
Limiti operativi: quota, velocità e volo a vista
La semplificazione non significa assenza di regole. L'AltMoC impone che le operazioni si svolgano in volo a vista, quindi con l'operatore in grado di vedere costantemente il drone, e in aree controllate dove non siano presenti persone estranee al cantiere. Restano fissati limiti di quota e velocità che chi pianifica una missione deve rispettare puntualmente.
Questi vincoli replicano, semplificandolo sul piano burocratico, l'impianto di sicurezza già previsto dal regolamento europeo del 2019: non si tratta di una deroga alle regole di volo, ma di uno strumento più snello per dimostrarne il rispetto. Per un contoterzista significa poter pianificare più missioni nella stessa stagione, a patto di mantenere la stessa rigorosità documentale richiesta prima, solo con moduli precompilati.
Trattamenti fitosanitari: un percorso ancora separato
Qui si apre la distinzione più importante per chi lavora in campo. L'apertura Enac riguarda esclusivamente le condizioni di volo: non modifica in alcun modo la normativa sui prodotti fitosanitari, che dipende dal Regolamento (CE) n. 1107/2009 e dalla Direttiva 2009/128/CE sull'uso sostenibile dei pesticidi, quest'ultima alla base dei divieti storici sull'irrorazione aerea recepiti da molti Stati membri.
In Italia la legge 182/2025 prevede una sperimentazione triennale per l'uso di droni nella distribuzione di fitofarmaci, ma il decreto attuativo resta fermo: la Commissione Agricoltura del Senato lo ha ribadito il 4 agosto 2026. Sono intanto attive 23 sperimentazioni sul territorio, distribuite tra Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Piemonte e Veneto, e l'Emilia-Romagna ha ottenuto già nel 2024 la prima autorizzazione regionale per l'impiego su vigneti.
Sul fronte europeo il pacchetto legislativo Omnibus X sta lavorando a una possibile rimozione del divieto di lunga data sull'irrorazione aerea, uno sviluppo che resta però allo stato di iniziativa annunciata. Chi vuole restare aggiornato sulle novità europee sui droni per i fitofarmaci trova in questo dossier il tassello che completa il quadro aperto dall'Enac. Le autorizzazioni sui prodotti, ricorda il Ministero della Salute nella propria sezione normativa sui prodotti fitosanitari, restano riportate specificamente in etichetta e di competenza sanitaria, non aeronautica.
Per le aziende agricole che oggi valutano l'acquisto di un mezzo di grande capacità, la strada più concreta resta l'impiego non fitosanitario: trasporto di piccoli carichi, monitoraggio, distribuzione di materiale non soggetto ad autorizzazione sanitaria. Chi si informa su come diventare dronista agricolo come nuova professione troverà in questo doppio binario normativo, volo semplificato da un lato, fitofarmaci ancora bloccati dall'altro, il vero perimetro operativo del 2026.
Consigliati per te
Scadenza accise: diesel può salire a 2,34 €/l da mezzanotte
DIECI Mini Agri Smart 20.4: telescopico compatto per troticoltura
Grano, raccolti record ma gli agricoltori perdono soldi
Maxi polo in Valdaso: quanto risparmieranno davvero le aziende?
Florovivaismo boom: 38mila imprese e 84mila posti nel 2025
Trattori bloccabili da remoto? UK allerta sui chip cinesi
Mezzo milione di polpi contro il granchio blu: la svolta?
