Mezzo milione di polpi contro il granchio blu: la svolta?
Octo-Blu, Cesenatico, Università di Bologna: mezzo milione di polpi contro il granchio blu, dopo il crollo del 70% delle vongole
Al largo di Cesenatico, nell'ambito del progetto Octo-Blu, nell'estate 2026 sono state liberate in mare circa 40mila giovani paralarve di polpo e una femmina adulta, allevate dall'Università di Bologna, per contrastare l'espansione del granchio blu in Adriatico. Il programma prevede complessivamente il rilascio fino a mezzo milione di giovani polpi nel corso della sperimentazione, come obiettivo massimo indicato a inizio stagione.
Il granchio blu ha già ridotto oltre il 70% della produzione di vongole commerciali in alcune aree della costa emiliano-romagnola, secondo quanto riferito dai ricercatori coinvolti nel programma. Dal 2023 al 2025 la Regione Emilia-Romagna ha stanziato complessivamente 3,5 milioni di euro per sostenere le imprese colpite e ha programmato ulteriori 1,5 milioni di euro sul bilancio 2026, per un totale di 5 milioni di euro su base pluriennale, mentre il progetto sperimentale valuta se un maggior numero di polpi in mare possa davvero contenere la specie invasiva.
Come funziona il progetto Octo-Blu con i polpi
Octo-Blu nasce all'interno del programma europeo Feampa 2021-2027 (Fondo europeo per gli affari marittimi, la pesca e l'acquacoltura) ed è finanziato dalla Regione Emilia-Romagna insieme all'Università di Bologna. L'idea di base è semplice: il polpo è un predatore naturale del granchio blu, cresce rapidamente (può arrivare a mezzo chilo in pochi mesi) e consuma cibo per oltre il 20% del proprio peso corporeo al giorno, il che ne fa un candidato concreto per il controllo biologico della specie aliena.
I test in vasca condotti dal team guidato dal professor Oliviero Mordenti hanno mostrato che anche un polpo giovane riesce a predare un granchio blu di 400 grammi. Sul fondale davanti a Cesenatico sono state posate tane artificiali in cemento e argilla per favorire la sopravvivenza dei giovani polpi rilasciati, una misura pensata per aumentare le probabilità che l'esperimento produca effetti misurabili in mare aperto.
"Il progetto sperimentale Octo-Blu ci ha permesso di raccogliere informazioni preziose sul comportamento e sulla biologia del granchio blu presente nel nostro areale", ha dichiarato Mordenti. I ricercatori sono però chiari su un punto: gli effetti reali della liberazione delle paralarve saranno misurabili solo nei mesi successivi, tramite monitoraggi dedicati ancora in corso.
Granchio blu, il conto economico per pesca e acquacoltura
Dal 2022 l'invasione del granchio blu ha colpito duramente gli stock di molluschi, danneggiato le attrezzature da pesca e messo sotto pressione le marinerie costiere italiane, con perdite che secondo ricostruzioni internazionali si contano in decine di milioni di euro per il settore della molluschicoltura. Una femmina di granchio blu può produrre tra due e tre milioni di uova, un dato che spiega la velocità con cui la specie ha colonizzato aree prima destinate alla vongolicoltura.
Il confronto con il passato aiuta a inquadrare la portata del cambiamento: nel 2010 la produzione locale di polpi superava le 500 tonnellate annue, un patrimonio di conoscenza sulla specie che oggi la ricerca prova a rimettere al servizio della filiera. Le stesse dinamiche di squilibrio ecologico legate a specie animali che alterano rese e costi delle produzioni agricole non sono estranee a chi segue, ad esempio, il piano operativo contro la Popillia japonica nelle colture continentali.
"L'obiettivo è provare a mettere in campo tutti gli strumenti disponibili per contrastare il granchio blu, tutelare l'equilibrio del nostro ecosistema marino e sostenere le imprese della pesca e dell'acquacoltura dell'Emilia-Romagna", ha spiegato Alessio Mammi, assessore regionale all'Agricoltura e alla Pesca. Il quadro nazionale di riferimento è il Decreto-legge 15 maggio 2024, n. 63, che ha previsto la figura di un Commissario straordinario di Governo per il granchio blu e le relative misure urgenti per la pesca e l'acquacoltura.
Dal settembre 2024 è infatti operativo il Commissario straordinario nazionale Enrico Caterino, con mandato fino al 31 dicembre 2026, incaricato di elaborare e attuare un Piano di intervento nazionale contro il granchio blu. Il Piano, finanziato con 10 milioni di euro per il biennio 2025–2026, definisce interventi di contenimento, raccolta e smaltimento dei granchi, oltre a misure di sostegno alle imprese ittiche, in coordinamento con le iniziative regionali come Octo-Blu.
Per le imprese di acquacoltura la gestione degli stock resta comunque un tema più ampio, che tocca anche le strategie di valorizzazione degli scarti ittici in fertirrigazione e i modelli di economia circolare tra pesca e agricoltura, filoni su cui alcune cooperative della costa stanno già lavorando parallelamente al monitoraggio scientifico di Octo-Blu.
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