Proroga accise: servono 180 milioni per 15 giorni, decreto oggi
Taglio delle accise sul gasolio a 17 centesimi al litro, costi della proroga, iter del decreto e impatti per le imprese agricole.
Il taglio delle accise sul gasolio, fermo a 17 centesimi al litro IVA compresa da fine luglio, scade il 10 settembre 2026 e attende da questa data una nuova proroga. Il decreto non è arrivato in tempo perché i tecnici del governo sono ancora al lavoro sulle risorse disponibili e sui giorni di copertura possibili, mentre cresce il conto complessivo degli interventi decisi dall'inizio della crisi energetica.
Quanto costa la proroga e chi decide
Il vicepremier Matteo Salvini ha indicato come obiettivo prorogare lo sconto «fino a fine mese», ma la parola definitiva spetta alla premier Giorgia Meloni. Il costo giornaliero della riduzione attuale si aggira sui 10 milioni di euro: altri quindici giorni di sconto richiederebbero quindi circa 180 milioni di euro aggiuntivi, da reperire prima della convocazione del Consiglio dei ministri.
Il totale speso finora per i soli tagli alle accise ha raggiunto 2,075 miliardi di euro, cifra che sale a 2,613 miliardi se si sommano i crediti d'imposta destinati ad autotrasporto, agricoltura e pesca. Si tratta del quindicesimo provvedimento in materia, tra otto decreti legge e sette decreti interministeriali, dall'avvio della crisi energetica innescata dai prezzi del petrolio.
Il meccanismo giuridico alla base delle proroghe è quello delle accise mobili previsto dall'articolo 1, comma 290, della legge 244 del 2007, applicato con il decreto del 18 marzo 2026 firmato dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti e dal ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 19 marzo 2026. Lo stesso Pichetto aveva avvertito già ad agosto che l'intervento non può più essere trattato come emergenziale dopo sei mesi di conflitto.
Il percorso verso fine anno
Dopo l'ennesima proroga, il piano per gli ultimi mesi del 2026 prevede il passaggio a un meccanismo di aiuti selettivi su base trimestrale, pensato per coprire ottobre, novembre e dicembre senza replicare lo sconto generalizzato sulle accise. L'orizzonte 2027, invece, sarà affidato alla prossima legge di Bilancio, dove torna a farsi strada l'ipotesi di un contributo delle banche, come ribadito dal sottosegretario all'Economia Federico Freni.
Resta aperto il confronto tra le forze di maggioranza sui beneficiari degli aiuti selettivi. Il modello allo studio del Ministero dell'Economia punta su un bonus benzina riconosciuto dalle imprese ai dipendenti tramite sgravio fiscale, ma per Salvini la misura non basta: andrebbero coperti anche i lavoratori autonomi, estensione per cui servono comunque nuove coperture di bilancio.
Il decreto accise alla Camera
Alla Camera l'iter dei tre precedenti decreti legge sui carburanti è entrato nel vivo: un emendamento del governo approvato in commissione Finanze li ha accorpati in un unico testo, atteso in Aula dal 14 settembre. Il correttivo ha ampliato ulteriormente le risorse per l'autotrasporto, portandole a 397,6 milioni di euro complessivi, dopo l'incremento di 42,1 milioni già inserito dal decreto legge 139 del 2026 che aveva finanziato per 232,3 milioni di euro il taglio del gasolio tra il 7 e il 24 agosto.
Il testo unificato introduce anche una modifica sull'anticipo d'imposta del 39% sugli utili richiesto alle società energetiche con ricavi superiori a venti miliardi: il versamento sarà dovuto solo per le ritenute e le imposte sostitutive relative a utili la cui distribuzione risulti già deliberata prima dell'entrata in vigore della norma e corrisposta dopo il 31 dicembre 2026. Due emendamenti riguardano inoltre l'ex Ilva, con priorità di restituzione dei finanziamenti pubblici rispetto ad altri crediti e il trasferimento allo Stato della competenza sull'Autorizzazione integrata ambientale per gli impianti strategici nazionali.
Le imprese agricole tra crediti d'imposta e proroghe
Per le aziende agricole il taglio delle accise si intreccia con i crediti d'imposta sul gasolio agricolo, strumento distinto ma parallelo che ha già visto bonus dedicati alle imprese del settore nei mesi scorsi. Le aziende che utilizzano gasolio per la trazione dei mezzi agricoli restano quindi esposte a due livelli di intervento pubblico: lo sconto generalizzato alla pompa, oggi in scadenza, e le misure specifiche legate al tax credit su carburanti e fertilizzanti.
La cronologia delle proroghe successive, dal decreto legge 33 del 3 aprile 2026 fino alle scadenze estive del 25 agosto e del 5 settembre, mostra come il governo abbia finora scelto la via del rinnovo ravvicinato piuttosto che una misura strutturale di lungo periodo. Per chi gestisce l'azienda agricola, questo significa pianificare gli acquisti di carburante sapendo che lo sconto resta soggetto a verifica costante delle coperture, con il rischio concreto di un ritorno al prezzo pieno se la proroga in discussione non venisse confermata nei tempi previsti.
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