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Bioenerys in bilico: tre giganti pronti a pagare fino a 500 mln

Fino a 500 milioni per Bioenerys: F2i guarda ad Agri, Edison alla Forsu, Retina Biometano vuole tutto il perimetro

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Foto di: OmniTrattore.it

Bioenerys, la controllata di Snam dedicata al biometano, si avvicina alla fase decisiva della sua cessione. Secondo indiscrezioni di mercato circolate nelle scorse settimane, la procedura competitiva avrebbe già individuato una rosa ristretta di candidati ammessi alla fase conclusiva: F2i, Edison e Retina Biometano.

I tre operatori hanno profili industriali e finanziari molto diversi tra loro, e soprattutto strategie differenti rispetto al perimetro della società. Mentre alcuni pretendenti sarebbero interessati a una sola delle due divisioni di Bioenerys, un altro punterebbe all'acquisizione dell'intero perimetro, aprendo lo scenario di un possibile break-up societario.

Le strategie divergenti dei candidati

Secondo i rumors di mercato, F2i avrebbe concentrato il proprio interesse sulla divisione Agri, quella alimentata dagli scarti agro-zootecnici e della filiera agroindustriale. Per il principale operatore italiano di infrastrutture industriali, questa divisione potrebbe rappresentare una piattaforma per consolidare il mercato italiano del biometano agricolo, un segmento strategico per l'agricoltura nazionale e per la gestione degli scarti delle filiere zootecniche.

Cessione Bioenerys di Snam, F2i Edison e Retina in finale
Gli impianti di digestione anaerobica valorizzano reflui zootecnici, sottoprodotti agricoli e altre matrici organiche per la produzione di energia rinnovabile OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Edison, invece, avrebbe messo nel mirino soprattutto la divisione Forsu (la frazione organica dei rifiuti solidi urbani), coerente con il posizionamento di un grande operatore energetico integrato. Retina Biometano, per la quale si era ipotizzata anche un'alleanza con Sosteneo del gruppo Generali, punterebbe invece a Bioenerys nel suo complesso: mantenere insieme le due divisioni permetterebbe di acquisire una piattaforma diversificata, esposta sia al biometano da rifiuti organici sia a quello da matrici agricole.

Valore della transazione e tempistiche

Il valore complessivo dell'operazione, sulla base delle indiscrezioni circolate finora, potrebbe collocarsi nell'ordine dei 400-500 milioni di euro, anche se la cifra finale dipenderà dalla struttura dell'operazione, dal perimetro effettivamente ceduto e dalle valutazioni espresse dai diversi offerenti. Il processo dovrebbe entrare nel vivo nel corso di settembre, con un'ulteriore selezione delle offerte attesa entro fine mese.

L'obiettivo dichiarato è arrivare alla definizione dell'operazione entro la fine dell'anno, anche se non è escluso che nella transazione possa scendere in campo qualche altro operatore rispetto ai tre attualmente in corsa. Il percorso verso questa fase finale era partito da una platea molto più ampia di soggetti interessati.

Una platea di partenza molto più ampia

Prima dell'estate l'amministratore delegato di Snam, Agostino Scornajenchi, aveva riferito che le manifestazioni di interesse per Bioenerys erano state circa 40, mentre le offerte non vincolanti si sarebbero aggirate intorno alle 20. Snam, assistita dagli advisor finanziari Rothschild e Bnp Paribas, ha poi ammesso alla fase 2 nove soggetti, tra cui, oltre ai tre finalisti, anche Vesper Infrastructure Partners, Verdalia (piattaforma costituita nel 2023 da Goldman Sachs Infrastructure Partners), il fondo britannico Arcus Infrastructure Partners, il fondo italiano Tages, lo spagnolo Plenium Partners e la multinazionale francese Veolia.

Bioenerys dispone complessivamente di circa una quarantina di impianti, ripartiti tra le due divisioni Ambiente e Agri. Una decina di questi produce biometano da rifiuti organici, mentre la parte restante è costituita da impianti biogas alimentati da matrici agricole e agro-zootecniche. È proprio questa doppia natura del portafoglio a rendere l'azienda contendibile sia per operatori orientati al biometano agricolo sia per chi guarda alla valorizzazione dei rifiuti urbani, con ricadute che il settore agricolo osserva con attenzione data la rilevanza del comparto Agri per gli scarti zootecnici nazionali.