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BST Srl: biogas, biometano e idrogeno dal Bresciano

BST Srl: v ent'anni di impianti "chiavi in mano": biogas agricolo biometano, con un occhio già puntato sull'idrogeno e sui mercati Ue

BST Srl: biogas, biometano e idrogeno dal Bresciano
Foto di: OmniTrattore.it

BST Srl è un'azienda lombarda che ha costruito la propria storia seguendo l'evoluzione dell'energia rinnovabile quasi passo dopo passo, anticipando i cambiamenti di mercato con una tempistica che oggi, guardando indietro, appare quasi visionaria.

BST Srl, ha sede nella campagna bresciana e nasce circa vent'anni fa con le radici nel territorio agricolo della Pianura Padana e la testa rivolta a ciò che sarebbe venuto. Oggi è una delle realtà più strutturate e riconoscibili nel panorama italiano della cogenerazione energetica.

Il principio: il biogas agricolo come punto di partenza

Tutto è cominciato con il biogas. Non era scontato, all'epoca, scommettere su questa tecnologia in un contesto agricolo. I primi impianti realizzati in pianura padana erano dedicati all'agricoltura e permettevano di produrre energia elettrica e termica in modo continuo a metro zero. Un concetto semplice nella sua efficacia: trasformare gli scarti della filiera zootecnica e agricola in energia pulita, senza impatto sul territorio e senza dipendenza dalla rete.

BST Srl: biogas, biometano e idrogeno dal Bresciano

BST Srl realizza impianti a biogas e biometano chiavi in mano dalla progettazione alle autorizzazioni fino alla messa in opera. Nata nella campagna bresciana vent'anni fa, l'azienda è oggi una delle realtà più strutturate nel panorama italiano della cogenerazione energetica, con impianti realizzati in tutta Italia e uno sguardo già rivolto ai mercati europei

Foto di: OmniTrattore.it

Il settore nel corso degli anni ha incontrato ostacoli significativi. Le biomasse disponibili sono limitate, le tariffe incentivanti sono ferme da oltre dodici anni, la potenza massima degli impianti resta vincolata e le procedure autorizzative continuano a essere complesse.

Un quadro normativo che ha frenato lo sviluppo del biogas agricolo e zootecnico, settore che meriterebbe invece di essere potenziato, anche per il suo ruolo diretto nello sviluppo delle comunità rurali. Nonostante questo, BST ha continuato a costruire impianti in tutta Italia — soprattutto nel Nordovest — capitalizzando un know-how tecnico che pochi altri in Italia possono vantare.

La svolta: il biometano e il decreto che ha cambiato tutto

Il punto di accelerazione è arrivato con il Decreto Biometano del 2022, che ha incentivato la realizzazione di impianti di taglia maggiore capaci di produrre metano puro da immettere nelle reti del gas o da destinare al settore dei trasporti.

La differenza rispetto al biogas tradizionale è sostanziale: gli impianti a biometano separano il gas dal biossido di carbonio, ottenendo un prodotto direttamente compatibile con le infrastrutture energetiche esistenti.

BST si è mossa con tempestività, cogliendo fin da subito le opportunità di un mercato che stava cambiando pelle. C'è stato un forte sviluppo che ha registrato interesse da parte di fondi di investimento e multiutility, anche grazie al fatto che gli impianti sono finanziati al 40% dal PNRR con proroga fino a giugno 2028. Un abbinamento di incentivi pubblici e rendimenti privati che ha reso il biometano uno dei settori più attrattivi per il capitale privato in Italia negli ultimi anni.

Un mercato con l'autostrada davanti

I numeri parlano chiaro. L'Italia produce oggi meno di un miliardo di metri cubi di biometano, ma gli obiettivi fissati al 2030 indicano un target di 5,7 miliardi di metri cubi. Un gap enorme, che si traduce in un programma di investimenti e costruzioni di proporzioni straordinarie per le aziende del settore.

Il biometano ha un'autostrada davanti a sé, anche perché serve per evitare al sistema-paese di sforare con le emissioni: un mercato talmente attraente che ogni giorno arrivano richieste da fondi che vogliono investire.

Lo sguardo di BST non si ferma ai confini nazionali. L'azienda guarda con attenzione ai mercati europei, in particolare alla Spagna, dove le politiche di incentivazione stanno creando condizioni molto simili a quelle italiane post-decreto. La capacità di operare come general contractor — seguendo il cliente dalla pre-fattibilità alle autorizzazioni, dalla progettazione alla messa in opera — è la leva competitiva che BST ha affinato nel tempo e che oggi le permette di proporsi su qualsiasi mercato con una proposta completa.

BST Srl: biogas, biometano e idrogeno dal Bresciano

Gli impianti BST sono realizzati in acciaio inox per garantire durata e affidabilità nel tempo. L'approccio da general contractor — che segue il cliente dalla pre-fattibilità al collaudo — azzera il rischio operativo per l'investitore e ha reso l'azienda un riferimento per fondi e multiutility interessati al biometano

Foto di: OmniTrattore.it

La qualità costruttiva: acciaio inox e impianti per durare

Un elemento che distingue BST nel panorama dei costruttori di impianti non è solo la capacità progettuale ma la scelta dei materiali. Gli impianti vengono realizzati in acciaio inox, una scelta che incide sul costo iniziale ma che garantisce una durata nel tempo incomparabilmente superiore rispetto alle soluzioni più economiche presenti sul mercato. Un investimento che si ripaga nel lungo periodo e che riduce i rischi di guasto e manutenzione straordinaria, due variabili critiche per chiunque gestisca un impianto energetico in continuo.

L'approccio chiavi in mano non è solo un servizio commerciale ma una filosofia aziendale: azzerare il rischio per il cliente, facendosi carico dell'intera complessità di un progetto, dalle autorizzazioni comunali fino al collaudo finale. Un principio che ha costruito la reputazione di BST nel tempo, attraendo investitori e multiutility che cercano un interlocutore capace di gestire tutto dall'inizio alla fine.

50 persone, venti milioni di fatturato e un primato in Pianura Padana

BST occupa oggi 50 persone e fattura circa 20 milioni di euro, numeri in crescita costante che riflettono l'espansione del mercato e la capacità dell'azienda di intercettarla. La ricerca di ingegneri è continua — un segnale della tensione tra domanda di competenze specializzate e offerta ancora limitata in un settore relativamente giovane.

Tra le realizzazioni più significative c'è un primato territoriale di rilievo: BST è stata la prima in Pianura Padana a realizzare un impianto a biometano in modalità rifornimento self-service, un passo concreto verso l'integrazione del biometano nella rete distributiva dei carburanti per autotrazione.

BST Srl: biogas, biometano e idrogeno dal Bresciano

L'Italia deve passare da meno di un miliardo a 5,7 miliardi di metri cubi di biometano entro il 2030: un'autostrada di opportunità per chi, come BST, ha anticipato il mercato. E mentre il biometano corre, in azienda si ragiona già sull'idrogeno, prossima frontiera della transizione energetica

Foto di: OmniTrattore.it

L'idrogeno all'orizzonte

Guardare oltre il presente è nel DNA di BST. In azienda si parla già di idrogeno, con la lucidità di chi sa distinguere tra visione e realtà operativa. È una tecnologia ancora immatura: servono infrastrutture, un prezzo competitivo e una maturità tecnica che il mercato non ha ancora raggiunto. Il ragionamento è però già avviato, alimentato da relazioni con società internazionali attive sul tema, e gestito con la prudenza di chi non vuole anticipare i tempi del mercato.

Per il 2026 il programma è già definito: completare diversi nuovi impianti a biometano di grandi dimensioni e realizzarne altri sette di cogenerazione a biogas. Un calendario fitto che rispecchia la traiettoria di un'azienda che, nata in una campagna bresciana con l'obiettivo di produrre energia a metro zero, si ritrova oggi a essere uno dei protagonisti della transizione energetica italiana.