Sabotaggio in Olanda: tubi sui binari e autostrade in fiamme
Oltre 20 località, treni fermi verso la Germania, incendi sulle autostrade: ProRail parla di sabotaggio, indaga l'Aivd
Tubi metallici fissati deliberatamente ai binari in oltre 20 località dei Paesi Bassi, incendi lungo le autostrade, treni fermi verso la Germania. La protesta degli agricoltori olandesi contro la manovra di bilancio sull'azoto è esplosa alla vigilia dell'apertura della sessione parlamentare, con episodi di sabotaggio che l'operatore ferroviario ha classificato come atto deliberato.
Cosa è successo sui binari e sulle strade
Nelle prime ore della giornata, il gestore della rete ferroviaria ProRail ha individuato tubi fissati ai binari in più di 20 località, concentrate soprattutto nelle aree rurali del centro e dell'est del Paese. La portavoce Joke van der Cruysen ha dichiarato che il materiale era «evidentemente collocato deliberatamente», portando la società a classificare l'accaduto come sabotaggio delle linee ferroviarie.
Attorno a mezzogiorno la situazione si è aggravata: incendi sono divampati in diversi punti lungo le autostrade, costringendo le autorità a chiudere alcuni tratti con gravi ripercussioni sul traffico. Secondo il gruppo di attivisti Farmers Defence Force, alcuni agricoltori esasperati hanno dato fuoco a balle di fieno e pneumatici lungo le carreggiate, in un episodio che richiama altre proteste stradali già raccontate in occupazioni di autostrade da parte di trattori in altri paesi europei.
I disagi non si sono limitati al traffico su gomma: i tubi hanno reso necessaria la chiusura di diversi passaggi a livello, mentre tutti i treni in prossimità dei tratti interessati sono stati fermati. I collegamenti internazionali con la Germania hanno subito ritardi e cancellazioni, secondo quanto riportato da ProRail nella ricostruzione degli eventi del 15 settembre 2026.
Chi indaga e chi nega la responsabilità
L'agenzia di intelligence olandese Aivd ha avviato indagini sul sabotaggio insieme alla polizia e alla procura, senza fornire ulteriori dettagli sulle piste seguite. Gli autori materiali dei tubi sui binari restano non identificati, e le autorità non hanno voluto commentare lo stato delle investigazioni in corso, mantenendo il massimo riserbo sulle ipotesi al momento vagliate dagli inquirenti.
Farmers Defence Force ha negato ogni responsabilità diretta nel sabotaggio ferroviario, pur ammettendo di non poter escludere che singoli agricoltori esasperati abbiano agito autonomamente, al di fuori di qualsiasi coordinamento organizzato dal gruppo. La portavoce Sieta van Keimpema ha descritto un clima di forte tensione: «Abbiamo la sensazione che il Paese sia in fiamme. Gli agricoltori sentono come se le loro aziende fossero in fiamme a causa dei piani del governo».
La manovra sull'azoto al centro dello scontro
Al cuore della protesta ci sono i programmi di bilancio del governo per il 2027, illustrati da re Guglielmo Alessandro nel discorso con cui ha aperto la nuova sessione del Parlamento. Il testo, scritto dal primo ministro Rob Jetten, contiene misure contro l'inquinamento da azoto che il settore agricolo ritiene sproporzionate e potenzialmente dannose per migliaia di aziende zootecniche e agricole distribuite sul territorio nazionale.
Nel discorso il re ha definito «irresponsabile» non affrontare il problema dell'azoto, pur riconoscendo che gli interventi previsti potrebbero danneggiare gli agricoltori. I piani puntano al ripristino delle riserve naturali, e il governo ha promesso compensazioni finanziarie alle attività colpite dalle nuove restrizioni, senza però placare le proteste che da mesi attraversano il settore.
Gli agricoltori contestano soprattutto il fatto di essere indicati come principali responsabili dell'inquinamento da azoto, una narrazione che ritengono ingiusta rispetto al peso reale delle emissioni agricole nel computo nazionale. La tensione richiama dinamiche già viste in altre proteste europee legate a norme ambientali percepite come punitive verso il settore primario.
Un fronte di proteste che attraversa l'Europa
Il caso olandese si inserisce in un mosaico di mobilitazioni agricole che negli ultimi anni ha coinvolto diversi paesi del continente, dalle manifestazioni davanti alle istituzioni comunitarie alle iniziative più recenti in Danimarca, dove il settore ha contestato norme analoghe sulle emissioni. La vicenda ricorda le proteste dei trattori a Copenaghen contro la legge danese sulle emissioni agricole, segno di un malcontento diffuso oltre i confini olandesi.
Le rivendicazioni si intrecciano spesso con altre difficoltà economiche del comparto, dai costi energetici alla volatilità dei prezzi degli input produttivi, temi già emersi nelle mobilitazioni di Bruxelles dello scorso dicembre e in altre occasioni di protesta collettiva, come raccontato nelle manifestazioni dei trattori a Bruxelles del 18 dicembre. Il sabotaggio ferroviario olandese rappresenta però un salto di intensità rispetto alle forme di protesta più tradizionali viste altrove.
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