Doppia morte sull'A59: i trattori in autostrada sotto accusa
Nuove strette su divieto di trattori in autostrada dopo il caso A59, con indicazioni operative per cortei agricoli e sicurezza stradale
Sull’autostrada A59 nei Paesi Bassi due persone sono morte e più automobilisti sono rimasti feriti in un tamponamento in coda a una fila causata dai trattori diretti a una protesta di allevatori. Il flusso di mezzi agricoli, pur vietati sulle “snelwegen”, ha generato rallentamenti e innescato la catena di urti in prossimità di Heesch.
L’incidente ha acceso il confronto su come far rispettare il divieto di trattori in autostrada durante i cortei, senza negare il diritto di manifestare. Governo olandese, sindacati di polizia e procure stanno mettendo in discussione la linea di tolleranza tenuta finora, mentre in altri Paesi europei, Italia compresa, si guarda al caso A59 come conferma del rischio aggiuntivo dei mezzi agricoli sulle grandi arterie veloci.
Incidente mortale sulla A59: i fatti e il ruolo dei trattori
L’incidente mortale si è verificato in coda a una lunga fila di veicoli sulla A59, vicino a Heesch, formatasi perché numerosi trattori stavano raggiungendo il palazzo provinciale di Den Bosch per contestare la revoca delle autorizzazioni a diverse aziende avicole. Le vetture in colonna sono state coinvolte in un tamponamento multiplo con esito fatale per due occupanti.
Nelle ore successive la polizia olandese ha reso noto di avere fermato una donna di 34 anni di Nistelrode, sospettata di aver causato un incidente con lesioni; la conducente è stata arrestata per l’interrogatorio e poi rilasciata, come avviene di prassi nei casi di sinistri gravi con vittime. Questo sviluppo ha riportato l’attenzione anche sulla condotta di guida del veicolo che ha tamponato la coda, oltre che sulla presenza dei trattori in autostrada.
Le ricostruzioni indicano che i trattori non sono stati direttamente coinvolti nello scontro, ma la loro marcia lenta in autostrada ha creato una condizione di traffico congestionato su una infrastruttura progettata per velocità elevate. Polizia e procura avevano inizialmente segnalato che non avrebbero fermato i mezzi agricoli richiamando la tutela del diritto di protesta, scelta poi duramente criticata; in seguito, la polizia Oost-Brabant ha chiarito di avere tentato in più momenti di tenere i trattori lontani dall’autostrada, senza però riuscire a impedire tutti gli accessi a causa dei diversi svincoli e percorsi utilizzati dai convogli.
Il caso A59 si inserisce in una serie di incidenti che vedono protagonisti veicoli agricoli su strade veloci, come ricordano anche episodi italiani su provinciali con scontri tra moto e trattori. La differenza, nei Paesi Bassi, è che qui il teatro è stata un’autostrada dove il divieto di circolazione delle macchine agricole è esplicito.
Divieto di trattori in autostrada e diritto di protesta
Nei Paesi Bassi, come documentato dai media locali, i trattori non sono ammessi sulle autostrade e la loro presenza configura un reato, anche quando diretti a un corteo di protesta. Prima dell’incidente sulla A59, le autorità avevano di fatto tollerato l’accesso alle “snelwegen” per non comprimere il diritto di manifestare, generando però una “zona grigia” applicativa.
Dopo il tamponamento mortale, il primo ministro Rob Jetten ha definito “inaccettabile” la presenza di mezzi agricoli in autostrada e ha esortato gli agricoltori a restare sulla viabilità ordinaria. Alcuni sindaci della regione di Twente hanno già annunciato che le autostrade saranno escluse dall’esercizio del diritto di manifestare, con interventi promessi contro i cortei di trattori e veicoli pesanti sulle “snelwegen”.
Il quadro italiano è diverso ma sul punto del divieto converge: l’articolo 175 del Codice della strada vieta la circolazione delle macchine agricole su autostrade e strade extraurbane principali. Le manifestazioni con trattori vengono quindi autorizzate solo su percorsi ordinari, con piani di gestione del traffico e, nei casi più delicati, deviazioni e chiusure temporanee coordinarte con la Polizia Stradale.
Reazioni di polizia, procure e politica dopo il caso A59
Dopo la A59, il sindacato di polizia ACP ha chiesto una valutazione con autorità locali e procura sulla gestione delle proteste dei farmers sulle autostrade. La richieste punta a un’applicazione più rigorosa dei divieti di circolazione dei mezzi agricoli, per ridurre i rischi per gli automobilisti e chiarire quando intervenire per allontanare i trattori dalle “snelwegen”.
La procura olandese ha ribadito che l’ingresso dei trattori in autostrada non è mai formalmente autorizzato, neanche durante le manifestazioni, ma ha riconosciuto che finora esisteva un’area di tolleranza operativa. In Parlamento sono arrivate interrogazioni che richiamano la Wet openbare manifestaties, che consente di limitare o vietare una protesta quando mette a rischio sicurezza stradale e ordine pubblico, chiedendo spiegazioni sulle scelte di non intervento.
Parallelamente, governo e organizzazioni agricole hanno diffuso un invito a evitare le autostrade nei prossimi cortei, orientando i convogli di trattori su itinerari alternativi. Il segnale politico è di stretta: le proteste restano possibili, ma l’uso della rete autostradale viene riconsiderato, in linea con una tendenza europea che vede già in Italia proteste gestite su strade ordinarie e con mezzi spesso datati, come nel caso dei trattori con oltre 25 anni di età.
Cortei con mezzi agricoli: indicazioni pratiche per proteste e sicurezza
L’incidente sulla A59 mostra che, quando un convoglio di trattori entra su una grande arteria veloce, il rischio per chi viaggia in auto cresce rapidamente. Per chi organizza o partecipa a proteste con trattori e attrezzature, la regola chiave è attenersi al divieto di circolazione in autostrada e pianificare percorsi su strade ordinarie, coerenti con autorizzazioni e piani di traffico concordati con le autorità.
La gestione operativa dei cortei richiede inoltre mezzi in ordine sotto il profilo tecnico, soprattutto se datati, tema che richiama il dibattito sulla revisione obbligatoria dei trattori e sull’età media del parco circolante. In presenza di convogli lunghi, le forze dell’ordine possono predisporre scorte, deviazioni e chiusure temporanee, evitando però che i mezzi agricoli scivolino su tratte autostradali dove il Codice della strada non li ammette.
Per gli operatori che usano camion pesanti oltre ai trattori, il confine tra trasporto agricolo e trasporto industriale passa anche per la scelta delle strade: un mezzo pesante impegnato in attività connesse all’azienda agricola resta soggetto alle stesse logiche di sicurezza quando partecipa a un corteo. Le esperienze raccontate nell’uso dei camion pesanti in azienda agricola mostrano quanto il mix tra veicoli lenti e infrastrutture veloci richieda regole chiare e rispetto rigoroso dei divieti.
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