CCNL 2026: cosa rischiano gli operai a termine?
Articoli 61 e 62 del nuovo CCNL distinguono conservazione del posto e indennità integrative tra operai agricoli e florovivaisti
Il nuovo contratto collettivo nazionale per operai agricoli e florovivaisti, siglato il 28 maggio 2026 da Confagricoltura, Coldiretti e Cia insieme a Fai, Flai e Uila, è già in vigore dal 1° giugno e riguarda circa un milione di lavoratori. Porta un aumento salariale complessivo del 5,1%, con una prima tranche del 3,4% applicata da giugno.
Oltre alle cifre in busta paga, il testo introduce novità meno visibili ma altrettanto concrete: gli articoli 61 e 62 disciplinano malattia e infortunio con regole differenziate per operai agricoli e operai florovivaisti, incidendo su conservazione del posto e integrazioni economiche. Per chi gestisce personale in azienda, cambia la gestione dei periodi di assenza per motivi sanitari.
Nuovo contratto operai agricoli e florovivaisti
Il rinnovo del contratto collettivo nazionale agricolo per il quadriennio 2026-2029 arriva dopo un percorso negoziale che ha coinvolto tutte le principali sigle datoriali e sindacali del comparto. La contrattazione territoriale si sta già adeguando al nuovo quadro, con accordi provinciali che declinano gli aumenti e le indennità collegate alle specificità locali.
Il nuovo accordo si innesta sul quadro legale generale che regola licenziamenti, ammortizzatori sociali e sicurezza sul lavoro in agricoltura, rafforzato dal decreto-legge 30 aprile 2026 n. 62 sul cosiddetto salario giusto. In questo contesto il contratto introduce il Trattamento Economico Complessivo, disciplinato dal nuovo articolo 50 bis, che definisce minimi complessivi nazionali e provinciali.
Le norme su malattia e infortunio degli articoli 61 e 62 non modificano le regole di legge in materia di assicurazione obbligatoria, ma precisano la conservazione del posto e le integrazioni economiche a carico del datore. Restano distinti, e vanno coordinati in azienda, gli obblighi già previsti in materia di assicurazione INAIL in agricoltura e quelli derivanti dalla contrattazione collettiva.
Per i titolari d'azienda e i responsabili del personale la novità più rilevante riguarda quindi la gestione complessiva del costo del lavoro nei periodi di assenza, sia per malattia sia per infortunio. Il nuovo testo distingue condizioni e trattamenti economici in base al settore, agricolo o florovivaistico, con effetti diretti sulle integrazioni da riconoscere alle diverse figure di operai.
Articoli 61 e 62: le tutele differenziate
Gli articoli 61 e 62 del nuovo CCNL regolano in modo distinto la posizione degli operai agricoli rispetto a quella degli operai florovivaisti, nei casi di malattia e infortunio riconosciuti. Per entrambi i settori vengono fissati limiti di conservazione del posto e periodi di comporto, con previsioni specifiche in caso di infortunio riconosciuto dall'INAIL.
La differenza tra agricoltura e florovivaismo emerge in modo netto proprio su questi punti: il testo prevede durate diverse di conservazione del posto e modalità distinte di integrazione della retribuzione, in relazione alla natura delle attività svolte. Nel florovivaismo le assenze incidono su cicli produttivi diversi rispetto ai campi, e il contratto recepisce questa distinzione.
Per i datori di lavoro l'effetto pratico è la necessità di monitorare due profili: la durata massima di conservazione del posto nei vari casi di malattia o infortunio e l'entità delle indennità integrative rispetto alle prestazioni ordinarie. Si tratta di una gestione che si aggiunge, senza sovrapporsi, alle regole già note su termine e proroga dei contratti agricoli e alla classificazione dei livelli professionali definita dal CCNL.
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