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Etiopia al centro: 1,3 miliardi del Piano Mattei per acqua

Piano Mattei, Etiopia, AICS: 1,3-1,4 miliardi nel 2025 per acqua e pompe solari, sullo sfondo il caso Sem Fabrizi

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Foto di: OmniTrattore.it

L'Etiopia è oggi il primo beneficiario del Piano Mattei in Africa, con un portafoglio di progetti attivi nel 2025 stimato tra 1,3 e 1,4 miliardi di euro, mobilitati tra fondi italiani e multilaterali. Non è più una cornice annunciata: la Terza relazione sullo stato di avanzamento, approvata dalla cabina di regia il 26 giugno 2026, fotografa diciotto Paesi partner e, secondo l’audizione del coordinatore Saggio, settantasei progetti in corso.

Per chi costruisce trattori, attrezzature per l'irrigazione o sistemi di gestione idrica, la parte che conta è dove cadono questi fondi: acqua, agricoltura e resilienza alla siccità sono tre delle sei direttrici del Piano, e l'Etiopia rientra tra i Paesi cardine su tutte e tre. Alcuni progetti italiani nel Paese sono già conclusi, altri sono in corso e in fase di rendicontazione operativa.

Etiopia e Italia, cosa significa la nuova cooperazione agricola
Agricoltura e gestione dell'acqua sono tra le principali direttrici del Piano Mattei in Etiopia, Paese considerato strategico per i programmi italiani di cooperazione. OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Cooperazione Etiopia-Italia, cosa c'è in campo oggi

La CISOA, per intendersi la Cassa Integrazione Salariale Operai Agricoli, resta uno strumento italiano lontano da questi progetti africani, ma la logica di sistema è simile: fondi pubblici che sostengono direttamente filiere agricole in difficoltà. Sul fronte etiope, l'Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS) ha già portato a termine almeno un intervento in ambito rurale, come documenta la scheda progettuale relativa a un'iniziativa classificata "Closed".

Altri progetti restano attivi, con transazioni finanziarie recenti a favore del Paese, ma il quadro politico non è lineare: il 30 luglio 2026 un decreto del Presidente della Repubblica ha disposto il richiamo a Roma dell'ambasciatore Sem Fabrizi, in deroga alla permanenza minima in sede, episodio che alcuni osservatori leggono come segnale di tensione diplomatica.

La Farnesina parla di richiamo legato a esigenze di servizio e a un futuro incarico, mentre ricostruzioni giornalistiche e interrogazioni parlamentari hanno evocato l’ipotesi di una dichiarazione di "persona non grata" da parte del governo di Abiy Ahmed. Per chi valuta investimenti o forniture, questo contesto suggerisce attenzione ai tempi autorizzativi, alle garanzie sui pagamenti e alla solidità dei partner locali.

Il quadro non riguarda solo Roma e Addis Abeba: al Meeting di Rimini di fine agosto, un side-event dell'AICS dedicato all'agricoltura blu ha messo insieme gestione delle risorse idriche, meccanizzazione e innovazione delle filiere, con la partecipazione di istituzioni e imprese. Lo stesso format ha già funzionato altrove: nell'ambito del TANIT, il programma italo-tunisino, la meccanizzazione compare esplicitamente come componente tecnica, un modello che l'Italia sembra voler replicare in altri contesti africani, incluso quello etiope.

Il precedente più vicino resta l'Egitto, dove programmi di cooperazione agricola aprono opportunità concrete per le imprese italiane attraverso iniziative EU-KAFI e AICS che uniscono meccanizzazione, gestione idrica e formazione tecnica. È lo stesso schema che oggi si sta trasferendo, con adattamenti locali e dentro un contesto politico più incerto, al quadro etiope.

Irrigazione, energia e resilienza: dove serve la tecnologia

Il bisogno più concreto documentato sul campo riguarda l'energia per l'irrigazione. Cooperative etiopi stanno già sostituendo pompe diesel con sistemi fotovoltaici, riducendo la spesa in carburante e aumentando la produzione, secondo un reportage indipendente di inizio agosto. È un caso di transizione tecnologica già in atto, non un progetto sulla carta, e genera domanda diretta per componentistica e assistenza tecnica.

Su scala più ampia, la Commissione europea ha richiamato la necessità di un approccio proattivo alla resilienza di suolo e acqua nei territori vulnerabili alla siccità, una cornice che orienta molte iniziative europee su terra e acqua nei Paesi africani. In Etiopia, un progetto AICS aggiornato l'8 agosto punta specificamente a mitigare gli effetti della siccità attraverso approvvigionamento idrico e recupero agricolo in alcune regioni selezionate.

A completare il quadro c'è uno strumento assicurativo sostenuto da fondi UE e dalla Banca Europea per gli Investimenti, pensato per proteggere gli agricoltori etiopi dai rischi climatici. Non è un progetto di meccanizzazione in senso stretto, ma segnala che il Paese è già inserito in una rete di iniziative multilaterali su resilienza e gestione del rischio agricolo, terreno favorevole per l'ingresso di tecnologie più avanzate.

Per i dealer e i costruttori italiani che valutano questi mercati, il punto di riferimento resta la selezione delle tecnologie professionali più adatte a contesti agricoli in trasformazione: pompe solari, sistemi di irrigazione a basso consumo e attrezzature per il recupero idrico sono le voci che oggi trovano finanziamento concreto, mentre la meccanizzazione pesante resta un capitolo ancora aperto nei progetti documentati.