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Rinnovo CCNL agricoli 2026: +5,1% e nuove tutele lavoratori

Rinnovato il CCNL operai agricoli e florovivaisti: aumento del 5,1%, contratti a termine 100 giorni garantiti e TEC per giusto salario

 Rinnovo CCNL agricoli 2026: +5,1% e nuove tutele lavoratori
Foto di: OmniTrattore.it

È stato rinnovato il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per gli operai agricoli e florovivaisti, scaduto il 31 dicembre 2025. Il nuovo CCNL — sottoscritto da Confagricoltura, Coldiretti e CIA sul fronte datoriale, e da Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uila-Uil sul fronte sindacale — interessa quasi 170mila imprese e oltre un milione di lavoratori, con un impatto diretto su uno dei settori produttivi più estesi e frammentati dell'economia italiana, dal florovivaismo ligure e toscano alle grandi pianure cerealicole del Nord.

L'aumento economico: +5,1% in due tranches

Sul fronte economico, il rinnovo riconosce un aumento del 5,1% per il biennio 2026-2027, suddiviso in due tranche: il 3,4% decorre dal 1° giugno 2026, mentre l'1,7% scatterà dal 1° gennaio 2027.

 Rinnovo CCNL agricoli 2026: +5,1% e nuove tutele lavoratori

Contratti a termine con 100 giorni garantiti su tre anni: la risposta contrattuale alla difficoltà di reclutamento nelle aziende agricole

Foto di: OmniTrattore.it

Non sono previsti arretrati né una tantum per il periodo di vacanza contrattuale. Viene inoltre equiparato, per gli operai a tempo indeterminato, il trattamento economico delle festività infrasettimanali coincidenti con la domenica a quello delle festività nazionali, eliminando una disparità che aveva generato contenziosi interpretativi.

Contratti a termine con 100 giorni garantiti

La novità normativa più attesa dalle aziende agricole riguarda il tema del reclutamento e della fidelizzazione della manodopera, una delle criticità strutturali più sentite dal settore. Il nuovo contratto introduce la possibilità di stipulare contratti a termine con una garanzia occupazionale di almeno 100 giornate annue, nell'arco di un triennio attraverso tre distinti rapporti consecutivi. Il meccanismo richiama la formula del cosiddetto "campo libero" previsto nel 2014, aggiornandola alle esigenze attuali del mercato del lavoro agricolo.

Lo strumento è pensato per offrire alle imprese una programmazione più stabile degli organici stagionali e ai lavoratori una certezza minima di reddito, riducendo la precarietà strutturale che caratterizza il lavoro agricolo a tempo determinato. Per il settore florovivaistico — caratterizzato da picchi di domanda concentrati nei periodi di trapianto, fioritura e commercializzazione — questa flessibilità programmata rappresenta una risposta concreta alle esigenze operative delle aziende.

 Rinnovo CCNL agricoli 2026: +5,1% e nuove tutele lavoratori

EDR per la fidelizzazione: un premio retributivo per gli operai a termine che lavorano per la stessa azienda oltre 150 giorni per tre anni

Foto di: OmniTrattore.it

L'EDR: un premio per la fidelizzazione degli operai a termine

Collegata alla novità sui contratti a termine è l'introduzione di un Elemento Aggiuntivo della Retribuzione (EDR) in favore degli operai agricoli a tempo determinato che lavorano per la stessa azienda per oltre 150 giornate l'anno per almeno tre anni consecutivi. Si tratta di una maggiorazione retributiva — una sorta di premio di fedeltà — riservata a chi, pur essendo formalmente a termine, garantisce continuità alla stessa impresa nel tempo attraverso distinti rapporti di lavoro.

L'EDR risponde a un'esigenza reale delle aziende agricole e florovivaistiche: trattenere i lavoratori più esperti e formati, che conoscono le colture, i macchinari e le procedure aziendali, riducendo i costi di formazione e i rischi operativi legati al continuo turn-over.

Il TEC: lo strumento per il salario giusto in agricoltura

Una delle novità più significative sul piano normativo è l'introduzione del Trattamento Economico Complessivo (TEC), lo strumento per la determinazione del "giusto salario" previsto dal Decreto 1° maggio (DL 62/2026).

Il TEC arriva anche in agricoltura con una peculiarità rilevante: a differenza di altri settori dove le retribuzioni contrattuali sono definite a livello nazionale, in agricoltura i minimi sono stabiliti dai contratti provinciali. Questo ha richiesto un lavoro di definizione dei criteri specifici per calcolare il TEC tenendo conto della frammentazione territoriale della contrattazione agricola.

L'introduzione del TEC rappresenta un passo verso la standardizzazione delle tutele retributive minime nel settore, in attuazione delle direttive europee sul salario equo, e fornisce un riferimento oggettivo per verificare la congruità delle retribuzioni erogate.

TFR e chiarimenti interpretativi

Il rinnovo interviene anche su un tema che aveva generato incertezze applicative: la corresponsione del Trattamento di Fine Rapporto per gli operai agricoli a tempo determinato. Una norma di interpretazione autentica inserita nel contratto conferma che il TFR può essere corrisposto congiuntamente alla retribuzione mensile, fugando i dubbi che si erano accumulati in sede di applicazione pratica.

 Rinnovo CCNL agricoli 2026: +5,1% e nuove tutele lavoratori

Aumento del 5,1% in due tranches: 3,4% dal 1° giugno 2026 e 1,7% dal 1° gennaio 2027 per operai agricoli e florovivaisti.

Foto di: OmniTrattore.it

Per le aziende agricole e florovivaistiche, questa chiarificazione semplifica la gestione amministrativa dei rapporti a termine.

Lavoratori stranieri: ferie cumulate e permesso per il soggiorno

Considerata la crescente incidenza dei lavoratori stranieri nel mercato del lavoro agricolo — una presenza ormai strutturale in molti comparti, dal florovivaismo alla raccolta ortofrutta — il nuovo contratto introduce misure specifiche per le loro esigenze.

Viene riconosciuta la possibilità di cumulare ferie e permessi per consentire il rientro nel Paese di origine, e viene introdotto un permesso speciale per il disbrigo delle pratiche legate al permesso di soggiorno.

Rischi climatici: accordi territoriali per la sicurezza

In linea con il Protocollo quadro sottoscritto a livello nazionale nel 2025 e con il DM 95/2025, il contratto demanda al livello territoriale la definizione di accordi specifici per il contenimento dei rischi lavorativi legati alle emergenze climatiche negli ambienti di lavoro agricolo. Un tema di crescente attualità, con le ondate di calore estive che rappresentano un rischio concreto per gli operai impegnati in campo durante i mesi più caldi.