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Cosa cambia nel diserbo del riso con Rifit 2026?

Scelta e integrazione di Rifit 2026 e nuovi erbicidi nel riso tra infestanti difficili, rotazioni HRAC, residui e regolazioni botte

Scelta e integrazione di Rifit 2026 e nuovi erbicidi nel riso tra infestanti difficili, rotazioni HRAC, residui e regolazioni della botte
Foto di: OmniTrattore.it

Riso 2026: se sovrapposti erbicidi con lo stesso meccanismo, non rinforzi l'effetto: selezioni resistenze. Giavone, riso crodo, ciperacee: ecco come scegliere Rifit, Avanza e Lortama in base allo stadio delle malerbe e alla gestione dell'acqua. Perché ogni trattamento inutile è costo in più, ogni resistenza selezionata è problema per le prossime annate

Un’impostazione superficiale del programma di diserbo porta facilmente a sovrapporre meccanismi d’azione simili, sprecare passaggi e compromettere la selettività sulla coltura: la chiave è capire dove questi prodotti fanno davvero la differenza e come integrarli con tecniche e attrezzature adeguate.

Quali infestanti difficili colpire con Rifit 2026, Avanza 2026 e Lortama 26

La prima domanda da porsi è quali infestanti del riso risultano più critiche e dove i formulati come Rifit 2026, Avanza 2026 e Lortama 26 possono offrire un vantaggio tecnico.

In genere l’attenzione si concentra su giavoni, riso crodo e ciperacee, specie in appezzamenti con storia di fallimenti di diserbo o di forte pressione di semi in banca. La scelta dell’erbicida non può prescindere dallo stadio di sviluppo delle malerbe, dalla temperatura dell’acqua e dal tipo di gestione (in acqua continua o alternata).

Scelta e integrazione di Rifit 2026 e nuovi erbicidi nel riso tra infestanti difficili, rotazioni HRAC, residui e regolazioni della botte

rganizzare la sequenza tra trattamenti in acqua e in asciutta, con fasi e obiettivi chiari, permette di ridurre sovrapposizioni inutili e contenere il rischio di fitotossicità e resistenze

Foto di: OmniTrattore.it

Per decidere se puntare su Rifit 2026 o su miscele con Avanza 2026 e Lortama 26 è utile ragionare per “finestre di efficacia”: alcuni principi attivi lavorano meglio su infestanti giovani in pre-emergenza o pre-emergenza precoce, altri esprimono il massimo in post-emergenza avanzata.

Se, ad esempio, l’appezzamento presenta popolazioni miste di giavone e riso crodo già accestito, allora un programma che combini prodotti con diverso meccanismo d’azione e buona sistemia diventa preferibile rispetto a un singolo passaggio di contatto.

Come integrare i nuovi erbicidi nei programmi di diserbo in acqua e in asciutta

L’integrazione di nuovi erbicidi del riso nei programmi di diserbo richiede di ripensare la sequenza tra trattamenti in acqua e interventi in asciutta. Nei sistemi tradizionali a sommersione continua, Rifit 2026 e affini possono essere inseriti come anello centrale di un programma che parte da un pre-trapianto o pre-semina in asciutta e si chiude con un eventuale ritocco di post-emergenza. Nei sistemi a sommersione alternata, invece, la finestra utile per l’applicazione si restringe e diventa essenziale coordinare livello dell’acqua, epoca e scelta dell’ugello.

Per strutturare un programma coerente è utile schematizzare le fasi operative e gli obiettivi di ciascun passaggio. Un modo pratico per farlo è utilizzare una griglia di controllo come la seguente, da adattare alle specifiche condizioni aziendali e alle etichette dei prodotti impiegati.

Fase del diserbo Cosa verificare Obiettivo tecnico
Pre-semina / pre-trapianto in asciutta Umidità del suolo, presenza di residui colturali, previsioni di pioggia Ridurre la prima ondata di infestanti e alleggerire la pressione sui trattamenti successivi
Primo trattamento in acqua Livello e stabilità della sommersione, stadio del riso e delle infestanti Colpire giavoni e ciperacee in stadi sensibili con prodotti selettivi
Post-emergenza avanzata Eventuali fallimenti parziali, chiazze di riso crodo, condizioni meteo Rifinire il controllo delle malerbe residue con miscele mirate
Eventuale ritocco in asciutta Accessibilità del campo, rischio fitotossicità, vincoli di etichetta Gestire focolai localizzati senza stressare eccessivamente la coltura

Un errore frequente è sovrapporre trattamenti con lo stesso meccanismo d’azione in momenti ravvicinati, confidando in un “effetto rinforzo” che in realtà aumenta solo il rischio di fitotossicità e di selezione di biotipi tolleranti. Se il riso si trova in una fase sensibile o se la sommersione non è stabile, allora è preferibile rinviare l’intervento o modulare la dose, piuttosto che insistere con applicazioni ripetute di prodotti simili.

Gestione delle resistenze nel riso tra nuovi principi attivi e rotazione HRAC

La gestione delle resistenze agli erbicidi nel riso non può essere demandata solo all’introduzione di nuovi formulati come Rifit 2026, Avanza 2026 e Lortama 26. La classificazione HRAC dei meccanismi d’azione resta lo strumento principale per costruire rotazioni efficaci, alternando gruppi diversi tra annate e all’interno dello stesso ciclo colturale. In appezzamenti con storia di fallimenti ripetuti su giavone o riso crodo, l’analisi delle strategie adottate negli ultimi anni è il primo passo per capire dove intervenire.

Il nuovo quadro europeo sui prodotti fitosanitari e sui residui spinge verso programmi di diserbo più razionali. Il regolamento di esecuzione (UE) 2026/748, che istituisce un programma coordinato di controllo pluriennale sui residui di antiparassitari, prevede anche la possibilità di analizzare grani di riso brillato per verificare il rispetto dei limiti massimi di residui, come riportato nel testo ufficiale disponibile su EUR-Lex.

Questo rende ancora più importante evitare sovrapposizioni inutili di trattamenti e rispettare scrupolosamente le indicazioni di etichetta.

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Alternare gruppi HRAC diversi e aggiornare i programmi in base al quadro regolatorio aiuta a distribuire la pressione selettiva e a mantenere efficaci i nuovi erbicidi nel tempo

Foto di: OmniTrattore.it

Un altro aspetto da considerare è la proroga delle approvazioni di alcune sostanze attive, che può modificare la disponibilità di erbicidi in determinate campagne. Secondo quanto indicato nel regolamento di esecuzione (UE) 2025/787, che interviene sui periodi di approvazione di numerose sostanze attive fitosanitarie, il quadro autorizzativo resta dinamico e richiede verifiche aggiornate sulle etichette e sui disciplinari regionali, come si può leggere nel documento pubblicato su EUR-Lex. Se un principio attivo chiave del proprio programma è interessato da modifiche, allora conviene ripensare per tempo le rotazioni HRAC, integrando i nuovi erbicidi in modo da non concentrare la pressione selettiva su pochi gruppi.

Attrezzature e regolazioni della botte per sfruttare al meglio i nuovi erbicidi

La scelta e la regolazione della botte da diserbo sono determinanti per sfruttare appieno il potenziale di Rifit 2026, Avanza 2026 e Lortama 26. In risaia, la combinazione tra livello dell’acqua, tipo di ugello e velocità di avanzamento condiziona la distribuzione del prodotto sulla superficie e la penetrazione nel canale d’acqua. Una taratura imprecisa porta a strisce non trattate, sovradosaggi localizzati e, nel medio periodo, a fallimenti di controllo che vengono erroneamente attribuiti all’erbicida.

Per ridurre questi rischi è utile verificare periodicamente la precisione del circuito di distribuzione, la funzionalità degli ugelli e l’omogeneità di portata tra le sezioni. Sistemi di gestione avanzata della botte, con controllo di sezione e circolazione continua, aiutano a mantenere costante la concentrazione del prodotto e a evitare sovrapposizioni in capezzagna. Un esempio di soluzioni tecniche orientate a questo obiettivo è rappresentato dalle tecnologie di controllo e circolazione illustrate per le botti portate e trainate nella panoramica dedicata ai sistemi CTS, iXflow e iXclean per le botti da diserbo, che mostrano come la gestione elettronica possa migliorare uniformità e sicurezza operativa.

Scelta e integrazione di Rifit 2026 e nuovi erbicidi nel riso tra infestanti difficili, rotazioni HRAC, residui e regolazioni della botte

Selezionare i prodotti in base alle specie presenti e allo stadio delle malerbe consente di sfruttare al meglio Rifit 2026 e le miscele, evitando fallimenti ripetuti su giavone, riso crodo e ciperacee

Foto di: OmniTrattore.it

Se l’azienda utilizza anche lavorazioni conservative o minima lavorazione in rotazione con il riso, allora la scelta dell’attrezzatura di preparazione del letto di semina e la gestione dei residui colturali influiscono sulla distribuzione degli erbicidi di pre-emergenza e sulla dinamica delle infestanti.

In questi casi, valutare macchine che combinano affinamento del suolo e gestione dei residui, come i coltivatori e i sistemi a dischi per lavorazioni superficiali, può contribuire a ridurre la pressione di malerbe perenni e a migliorare l’efficacia dei trattamenti successivi, come mostrato dall’evoluzione delle attrezzature per la minima lavorazione presentate in ambito fieristico, ad esempio nei sistemi a dischi e denti descritti per l’uso in cereali e colture estensive nella panoramica su coltivatori e attrezzature combinate per la lavorazione del terreno.

Se la superficie a riso è inserita in una rotazione ampia, allora coordinare scelta delle macchine, gestione dei residui e programma di diserbo diventa un passaggio chiave per contenere infestanti difficili e preservare l’efficacia dei nuovi erbicidi nel tempo.