Lavoro occasionale agricolo: il Loagri diventa strutturale
Stabilizzato il contratto Loagri per lavoro occasionale in agricoltura. Fino a 45 giornate annue con contribuzione ridotta del 68%
Il lavoro occasionale agricolo diventa strutturale. La legge di Bilancio 2026 ha reso definitivo il contratto Loagri, la speciale tipologia contrattuale introdotta in via sperimentale per il biennio 2023-2024 e che ha dimostrato la sua utilità per le imprese del settore primario. Una scelta che rappresenta una risposta concreta alle crescenti difficoltà di reperimento della manodopera stagionale che affliggono il comparto agricolo.
Dalla sperimentazione alla stabilizzazione
Le prestazioni agricole di lavoro subordinato occasionale a tempo determinato, abbreviate nell'acronimo Loagri, erano state introdotte dalla legge di bilancio per il 2023 con carattere sperimentale limitato a due anni. La stabilizzazione della misura era già nell'aria dopo la proroga per il 2025 arrivata solo a fine anno con la legge Semplificazioni. Ora la legge di Bilancio 2026 cancella definitivamente il carattere temporaneo di questo strumento, rendendolo disponibile a regime per le aziende agricole.
La legge di Bilancio 2026 ha reso definitivo il contratto Loagri, la speciale tipologia contrattuale introdotta in via sperimentale per il biennio 2023-2024
Come chiarito dall'INPS con la circolare 102 del 2023, si tratta di prestazioni che, pur essendo definite occasionali, rientrano a pieno titolo nel novero dei rapporti di lavoro subordinato agricolo a tempo determinato. Ad esse si applica infatti, per quanto compatibile, la disciplina lavoristica e previdenziale del rapporto di lavoro subordinato a tempo determinato in agricoltura. Non si tratta quindi di una forma di lavoro atipica o precaria, ma di un contratto subordinato con caratteristiche specifiche adattate alle esigenze stagionali del settore.
Chi può utilizzare il Loagri
Possono ricorrere al contratto Loagri tutte le imprese che operano nel settore primario, inquadrate o inquadrabili ai fini contributivi dall'istituto di previdenza come datori di lavoro agricolo. Non ci sono limitazioni legate alle dimensioni aziendali: possono utilizzarlo sia le piccole imprese familiari sia le grandi aziende agricole, a prescindere dal numero e dalla tipologia di dipendenti già in forza.
Questa apertura generalizzata risponde a un'esigenza concreta del settore. L'agricoltura italiana, caratterizzata da una forte stagionalità delle lavorazioni, necessita di strumenti flessibili che permettano di affrontare i picchi di lavoro nei periodi di raccolta o nelle fasi colturali più intensive senza dover ricorrere a contratti standard che potrebbero risultare eccessivamente onerosi per prestazioni effettivamente limitate nel tempo.
Possono ricorrere al contratto Loagri tutte le imprese che operano nel settore primario, inquadrate o inquadrabili ai fini contributivi dall'istituto di previdenza come datori di lavoro agricolo
I lavoratori che possono essere assunti
Le limitazioni significative riguardano invece i prestatori che possono essere assunti con questa tipologia contrattuale. Il legislatore ha individuato categorie specifiche di soggetti per evitare che il Loagri diventi uno strumento di precarizzazione del lavoro agricolo stabile. Possono essere assunti con contratto Loagri esclusivamente: persone inoccupate, disoccupate o in cassa integrazione; pensionati di vecchiaia o di anzianità; giovani studenti con meno di venticinque anni di età; detenuti o internati ammessi al lavoro all'esterno, nonché soggetti in semilibertà.
Il vincolo più rilevante riguarda l'esperienza lavorativa pregressa. In nessun caso possono essere assunti con questa particolare tipologia contrattuale, anche se appartenenti alle categorie indicate, coloro che abbiano avuto un ordinario rapporto di lavoro subordinato in agricoltura, sia a tempo determinato sia indeterminato, nei tre anni precedenti. L'unica eccezione a questa regola riguarda i pensionati, che possono essere assunti con Loagri indipendentemente dalla loro storia lavorativa precedente.
Questa scelta legislativa ha una ratio precisa: il Loagri deve servire per inserire nel mercato del lavoro agricolo persone che non vi sono ancora entrate, come gli studenti, o che ne sono già uscite definitivamente, come i pensionati, oppure che si trovano in condizioni particolari di difficoltà occupazionale. Lo strumento non può essere utilizzato per sostituire rapporti di lavoro ordinari con forme più convenienti per il datore di lavoro.
Limiti temporali e caratteristiche
Le prestazioni Loagri possono riguardare solo attività di carattere stagionale, coerentemente con la natura ciclica dell'agricoltura. La durata massima è fissata in quarantacinque giornate annue per singolo lavoratore, da svolgersi in un arco temporale complessivo del contratto di lavoro della durata massima di dodici mesi. Questo significa che un'azienda può assumere lo stesso lavoratore più volte durante l'anno, purché il totale delle giornate lavorate non superi le quarantacinque e il periodo complessivo sia contenuto in dodici mesi.
Il limite delle quarantacinque giornate rappresenta un compromesso tra flessibilità operativa per le imprese e tutela del lavoratore. È sufficiente per coprire i picchi stagionali più intensi, come le raccolte concentrate in poche settimane, ma evita che questo strumento sostituisca rapporti di lavoro che dovrebbero avere carattere di maggiore stabilità.
Trattamento economico e fiscale
Il compenso del prestatore è calcolato sulla base della retribuzione stabilita dai contratti collettivi nazionali e provinciali di lavoro applicabili al settore agricolo. Questo riferimento ai contratti collettivi garantisce che la retribuzione sia congrua e non sottovalutata rispetto ai livelli standard del settore. Un aspetto particolarmente vantaggioso per i lavoratori è che il compenso risulta esente da qualsiasi imposizione fiscale.
Le prestazioni Loagri possono riguardare solo attività di carattere stagionale, coerentemente con la natura ciclica dell'agricoltura
Il compenso percepito non incide sullo stato di disoccupazione o inoccupazione del lavoratore, preservando quindi eventuali sussidi o agevolazioni legati a questi status. Inoltre è cumulabile con qualsiasi tipologia di trattamento pensionistico, caratteristica che rende particolarmente attraente il Loagri per i pensionati che vogliono integrare il proprio reddito senza perdere i benefici pensionistici.
Contribuzione agevolata
Sul fronte contributivo, il Loagri presenta un vantaggio significativo per le imprese. Il compenso è assoggettato alla contribuzione unificata previdenziale e assistenziale agricola, comprensiva di quella antinfortunistica INAIL e di quella di natura contrattuale, ma nella misura prevista per le zone agricole svantaggiate.
In sostanza, a prescindere dal luogo in cui la prestazione viene effettuata, sia esso ordinario, svantaggiato o montano, la contribuzione dovuta è equiparata a quella in vigore nelle zone agricole svantaggiate, con una riduzione del sessantotto per cento rispetto all'aliquota standard. Questo abbattimento contributivo rende il Loagri economicamente conveniente per le imprese agricole, soprattutto per quelle che devono gestire picchi di lavoro concentrati in periodi brevi.
Uno strumento contro la crisi di manodopera
Il Loagri rappresenta uno strumento senz'altro utile per le imprese agricole che intendono occupare lavoratori e che incontrano sempre maggiori difficoltà a reperirli. La carenza di manodopera è diventata negli ultimi anni uno dei problemi più pressanti del settore agricolo italiano. Le imprese faticano a trovare lavoratori disposti a svolgere attività stagionali, spesso faticose e concentrate in periodi specifici dell'anno.
Questo strumento offre una soluzione praticabile coinvolgendo categorie di persone che altrimenti resterebbero fuori dal mercato del lavoro agricolo. Gli studenti possono trovare un'occupazione temporanea nei mesi estivi, i pensionati possono integrare il proprio reddito mantenendo attiva una relazione con il mondo produttivo, i disoccupati possono acquisire esperienza nel settore primario.
Nessuna distorsione del mercato
Un aspetto fondamentale del Loagri è che esso non produce alterazioni o distorsioni del mercato del lavoro agricolo. Questa forma di lavoro occasionale può riguardare infatti solo soggetti non ancora entrati nel mercato del lavoro, come gli studenti, o che ne sono già usciti, come i pensionati, oppure che si trovano in condizioni particolari come disoccupati o cassaintegrati.
Il divieto di assumere con Loagri chi ha avuto rapporti di lavoro agricolo ordinario nei tre anni precedenti impedisce che questo strumento venga utilizzato per sostituire contratti standard con forme più convenienti ma meno tutelanti. Il rischio di precarizzazione del lavoro agricolo stabile è quindi scongiurato dalla stessa architettura normativa del contratto.
Il vuoto lasciato dai voucher
La stabilizzazione del Loagri assume particolare rilevanza considerando che il settore primario, già dal 2023, è escluso dalla possibilità di ricorrere ai voucher per il lavoro occasionale. Questa esclusione aveva creato un problema concreto per le aziende agricole, che si trovavano prive di strumenti agili per gestire prestazioni effettivamente brevi e occasionali.
Il Loagri colma questo vuoto normativo fornendo alle imprese agricole un'alternativa legale, tracciabile e tutelante rispetto al lavoro nero o irregolare. La stabilizzazione a partire dal 2026, insieme alla sanatoria per il 2025, ha evitato che in agricoltura si creasse un periodo di incertezza normativa in materia di lavoro occasionale.
Consigliati per te
Costi di raccolta e insilamento del triticale nel 2026
Piano integrato contro mosche e Stomoxys negli allevamenti bovini
Società agricole e fisco 2026: cosa cambia davvero
HARDI AutoTerrainPro: il nuovo sistema gestione barra 2026
Quando conviene il trapianto tardivo della vite nel 2026
Kramp Italia: 100 screening gratuiti per i dipendenti
Esenzione TARI agricola 2026: i documenti da presentare