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Svizzera: aiuti federali alla siccità: pagamenti e assicurazioni

Consiglio federale, Svizzera, siccità: pagamenti diretti pieni, premi assicurativi -30% dal 2025, dazi sul fieno azzerati

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Foto di: OmniTrattore.it

Pascoli bruciati, alpeggi senz’acqua, razioni che si accorciano ogni settimana: la siccità prolungata sta mettendo sotto pressione l’agricoltura svizzera e in particolare le aziende con bovini, ovicaprini e altre specie al pascolo. Per evitare un’ulteriore stretta sulla liquidità, il Consiglio federale ha approvato un pacchetto di aiuti federali mirati, già in vigore in queste settimane.

Per chi gestisce aziende di pianura e d’estivazione cambia subito il quadro su pagamenti diretti, importazione di foraggi, accesso al credito e assicurazioni contro i danni da siccità. Alcune condizioni ambientali non saranno applicate in modo rigido, i dazi sul fieno sono stati azzerati, per il mais da foraggio è già fissato un alleggerimento dei dazi e sono disponibili prestiti senza interessi per coprire i buchi di cassa legati alla perdita di rese e al rincaro dei mangimi.

Aiuti federali per l’agricoltura colpita dalla siccità
La scarsità d'acqua nei pascoli e negli alpeggi rappresenta una delle principali criticità della stagione, con effetti diretti sulla gestione di bovini, ovicaprini e altre specie allevate al pascolo OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Aiuti federali per la siccità in agricoltura

La prima leva riguarda i pagamenti diretti federali: le aziende agricole continueranno a ricevere l’importo pieno anche se, a causa della siccità, non riescono a soddisfare integralmente alcuni requisiti dei programmi ambientali o di utilizzo del suolo. In pratica, la perdita di biomassa, il calo delle rese foraggere o la riduzione dei giorni di pascolo non generano un taglio automatico dei contributi.

Per gli alpeggi e gli alpeggi di estivazione sono previste deroghe specifiche: in caso di forte carenza di foraggio o di problemi di abbeverata, gli animali possono essere riportati anticipatamente in azienda di valle senza che questo comporti la perdita dei relativi contributi. Alcuni Cantoni hanno già introdotto regole temporanee anche sui programmi di pascolo RAUS e sulle superfici per la promozione della biodiversità, adattando in modo flessibile le condizioni di pascolamento.

Questo quadro si inserisce in una stagione in cui la siccità nel Mittelland e in altre regioni svizzere si protrae dalla primavera, con livelli idrici bassi e divieti o limitazioni ai prelievi da corsi d’acqua. In altre realtà europee sono attive procedure simili, come mostrano gli sviluppi sugli aiuti per la siccità nell’agricoltura dell’Unione europea, che puntano a proteggere la continuità produttiva delle aziende.

Pagamenti diretti, assicurazioni e mutui agevolati

Un secondo blocco di misure riguarda il rischio e la liquidità aziendale. Dal 2025 i coltivatori che sottoscrivono polizze contro i danni da siccità beneficiano di una riduzione del 30% dei premi assicurativi, coperta dalla Confederazione. Questo abbattimento punta a rendere più accessibili le coperture contro eventi estremi, integrando gli schemi di gestione del rischio già sperimentati in altri Paesi europei e nelle calamità anche italiane.

Per le aziende che, a causa della perdita di raccolti, dei maggiori costi di irrigazione o dell’acquisto straordinario di foraggi, sono entrate in tensione di cassa, sono disponibili mutui d’esercizio senza interessi. Si tratta di prestiti destinati a coprire i fabbisogni correnti, non di contributi a fondo perduto, che consentono di assorbire gli squilibri di breve periodo evitando ritardi nei pagamenti a fornitori, salari o costi energetici. Una dinamica simile si è già vista nei casi di crisi aziendale causata dai danni climatici all’agricoltura.

Nel medio periodo, le misure emergenziali vengono affiancate dalla Strategia climatica per l’agricoltura e l’alimentazione 2050, che prevede mezzi finanziari aggiuntivi per progetti di irrigazione, approvvigionamento idrico di aziende e pascoli estivi, gestione del suolo e selezione di varietà più robuste alla carenza idrica. Gli investimenti puntano a ridurre la dipendenza dai soccorsi straordinari ogni volta che la stagione ripropone condizioni di stress idrico paragonabili o peggiori rispetto agli ultimi anni.

Foraggi, dazi e gestione dei pascoli in siccità

Il capitolo più immediato per gli allevatori riguarda il foraggio. Dal 1° agosto 2026 l’Ufficio federale per l’agricoltura ha azzerato i dazi doganali sulle importazioni di fieno, così da contenere il prezzo del prodotto estero e rendere più sostenibile il ricorso al mercato internazionale in una fase di deficit interno. Per il mais da foraggio è già fissata una riduzione dei dazi a partire dal 15 agosto 2026, con effetti attesi sui costi delle razioni.

Queste misure agiscono in parallelo alle deroghe sui pascoli: negli alpeggi colpiti dalla siccità gli animali possono essere rientrati in pianura prima della fine della stagione tradizionale, senza perdere i contributi collegati ai giorni di alpeggio. In diversi Cantoni sono inoltre previste regole temporanee per l’utilizzo del foraggio da pascolo su superfici destinate alla biodiversità, così da non sprecare risorse verdi che in annate normali resterebbero non utilizzate. In situazioni di calamità, la valutazione puntuale dei danni e delle perdite produttive, anche tramite perizie sui danni da calamità in agricoltura, diventa decisiva per l’accesso ai diversi strumenti di sostegno.

Chi gestisce imprese agricole organizzate in forma cooperativa può inoltre incrociare questi interventi con strumenti di mutualità cooperativa legata al clima e al fisco, che in alcune realtà italiane ed europee coprono parte delle oscillazioni di reddito legate a eventi estremi. La combinazione tra dazi alleggeriti sui mangimi, pagamenti diretti salvaguardati e soluzioni mutualistiche interne ai gruppi produttivi consente di distribuire meglio l’impatto economico della siccità lungo tutta la filiera.