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Manitou MRT 4080: il rotativo che solleva 8 tonnellate e 40 m

Manitou MRT 4080 Vision+, 40 metri e 8.000 kg; Yanmar 211 CV, CVT, MASC e Bi-Energy per i cantieri più complessi

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Foto di: OmniTrattore.it

Per chi lavora in quota con carichi importanti, la richiesta è chiara: più altezza utile, più capacità e maggiore versatilità in un’unica macchina. In questo quadro si inserisce il nuovo sollevatore telescopico rotativo Manitou MRT 4080, modello della gamma Vision+ che porta l’altezza di sollevamento fino a 40 metri e una capacità massima di 8.000 kg. Si tratta, secondo il costruttore, del sollevatore rotativo più grande finora sviluppato da Manitou, pensato per cantieri complessi e applicazioni che richiedono configurazioni da sollevatore, gru e piattaforma aerea.

MRT 4080 Vision+: dati chiave e impostazione

Il Manitou MRT 4080 viene presentato come macchina “3-in-1”, in grado di lavorare come sollevatore telescopico, gru e piattaforma di lavoro elevabile, con l’obiettivo di coprire esigenze diverse sullo stesso cantiere e ridurre il numero di mezzi in opera. L’altezza massima di sollevamento dichiarata è pari a 40 metri, mentre la capacità massima raggiunge gli 8.000 kg. Rispetto al modello MRT 3570, Manitou indica un incremento di 5,3 metri in altezza e di 1.000 kg in termini di portata massima, evidenziando quindi un passo avanti in termini di campo di lavoro. La macchina si inserisce nella famiglia Vision+, gamma già nota per i rotativi di fascia alta del costruttore, indirizzati a cantieri strutturati e a operatori che lavorano in modo continuativo nel sollevamento multifunzione.

Manitou MRT 4080 Vision+ dati tecnici e applicazioni
Il Manitou MRT 4080 viene presentato come macchina “3-in-1”, in grado di lavorare come sollevatore telescopico, gru e piattaforma di lavoro elevabile, con l’obiettivo di coprire esigenze diverse sullo stesso cantiere e ridurre il numero di mezzi in opera OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Dal punto di vista della motorizzazione, l’MRT 4080 è equipaggiato con un motore Yanmar da 211 CV, abbinato a trasmissione a variazione continua (CVT). Questa configurazione punta a garantire progressività nei movimenti e capacità di adattarsi ai diversi carichi e alle fasi di lavoro, dall’avvicinamento alla zona di posa fino alle operazioni con braccio completamente esteso. La cabina è descritta come panoramica e “ultra-ergonomica”, con l’obiettivo, secondo l’azienda, di offrire all’operatore un buon controllo visivo sull’area di lavoro e condizioni di utilizzo più confortevoli durante le lunghe giornate in quota.

Tecnologie di stabilità, sicurezza e gestione

Per la stabilità, Manitou segnala la presenza del sistema di stabilizzazione attiva MASC, tecnologia brevettata che interviene nella gestione degli stabilizzatori e del bilanciamento del mezzo. A questo si aggiunge un braccio telescopico con profilo pentagonale e gestione definita “intelligente” (MTBM), studiato per ottimizzare rigidità e precisione dei movimenti su tutta la lunghezza del braccio. Il costruttore sottolinea come il pacchetto di sensori e controlli integrati contribuisca a un bilanciamento “millimetrico” e a sistemi di sicurezza avanzati, con l’obiettivo di ridurre i rischi nelle operazioni in quota e in presenza di carichi elevati.

Un aspetto distintivo è la tecnologia Bi-Energy, che permette di operare in modalità 100% elettrica quando la macchina è stabilizzata. In questa configurazione, il motore termico viene affiancato da un sistema elettrico per il lavoro in aree sensibili a emissioni e rumore. Secondo Manitou, questa soluzione consente di ridurre il Total Cost of Ownership (TCO, costo totale di esercizio nell’arco di vita della macchina), grazie a minori consumi di carburante e a una più ampia flessibilità d’uso in cantieri con limitazioni ambientali. La combinazione tra stabilizzazione attiva, gestione elettronica del braccio e doppia alimentazione termico–elettrica mira quindi a un impiego continuativo anche in contesti urbani o industriali dove la riduzione dell’impatto ambientale è un requisito.

Rotativi ed elettrico: prove in centro città

Accanto al lancio del nuovo MRT 4080, Manitou richiama l’attenzione sulle applicazioni “full electric” già operative in ambito urbano. Il concessionario ufficiale General Car ha recentemente messo al lavoro due mezzi 100% elettrici nel centro storico di Milano, utilizzando la flotta a noleggio in contesti particolarmente sensibili come Piazza Duomo, la Galleria Vittorio Emanuele e il Teatro alla Scala. In questo scenario sono stati impiegati il sollevatore telescopico fisso MT 625 e, con 5,85 metri di altezza massima e capacità di 2.500 kg, e il sollevatore telescopico rotativo MRT 2660 e, che raggiunge 26 metri di altezza con una capacità massima di 6.000 kg.

Secondo Manitou, questi due modelli elettrici hanno garantito azzeramento delle emissioni allo scarico e totale assenza di rumore durante le operazioni, mantenendo le stesse prestazioni e la stessa efficienza dei corrispondenti modelli con motore termico. L’attività viene presentata come dimostrazione dell’impegno congiunto di Manitou e General Car nel rispondere a una domanda di noleggio green in crescita, con mezzi che permettono di lavorare in centri storici, aree pedonali e zone soggette a regolamenti stringenti su emissioni e inquinamento acustico. Per chi valuta un parco macchine orientato all’elettrico nel sollevamento, può essere di interesse anche l’esperienza maturata da Manitou con i telehandler elettrici presentati a GIS, descritta nell’approfondimento dedicato ai sollevatori Manitou Oxygen.

Manitou MRT 4080 Vision+ dati tecnici e applicazioni
La gestione ddke nuovo rotativo di manitou può interessare ancge il controllo in remoto via radiocomando con operatiore OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

Sollevamento rotativo ed esempi dal mercato

L’esordio dell’MRT 4080 si inserisce in un segmento, quello dei telescopici rotativi di grande capacità, in cui diversi costruttori stanno ampliando l’offerta, sia sul fronte della potenza sia su quello dell’efficienza energetica. Per chi gestisce flotte miste o contoterzi specializzati nel sollevamento, l’evoluzione verso macchine più alte e con maggior portata si affianca infatti alla spinta verso riduzione dei consumi e possibilità di lavorare in elettrico. In questo contesto, le scelte tecniche del nuovo rotativo Vision+ di Manitou – motore da 211 CV, trasmissione CVT, sistemi brevettati per stabilità e gestione braccio, modalità Bi-Energy – rappresentano una proposta rivolta ai cantieri dove si alternano uso con forche, ganci di sollevamento e piattaforme di lavoro, spesso in ambienti vincolati da limiti emissivi.

Per operatori che confrontano macchine di taglia diversa, può essere utile mettere in relazione il nuovo arrivato con sollevatori più compatti o con altre anteprime di settore. Un esempio è l’analisi dedicata ai telehandler Manitou presentati all’Open Day 2025, così come i confronti con telescopici di altre marche, tra cui i modelli più recenti di concorrenti nel segmento rotativo e compatto. In parallelo, l’uso crescente di piattaforme 100% elettriche in contesti urbani, come mostrato dalle prove di General Car a Milano, conferma che, accanto a capacità e altezze sempre maggiori, il fattore energetico sta diventando un criterio centrale nelle scelte di noleggiatori e imprese di costruzioni. In questo quadro, la possibilità di abbinare un rotativo di grande taglia come l’MRT 4080 con modelli completamente elettrici della stessa famiglia offre una gamma di configurazioni pensata per coprire scenari di lavoro molto diversi, dal cantiere infrastrutturale al centro storico.