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UE sospende dazi su fertilizzanti: sollievo per agricoltori

Commissione Europea elimina tariffe su ammoniaca e urea extra-UE. Italia chiede stop anche ai contributi Cbam sul carbonio

UE sospende dazi su fertilizzanti: sollievo per agricoltori
Foto di: OmniTrattore.it

La Commissione Europea ha annunciato la sospensione dei dazi sull'importazione di ammoniaca e urea provenienti da paesi extra-UE, con esclusione di Russia e Bielorussia ancora soggette a sanzioni per il conflitto ucraino. La decisione rappresenta un cambiamento significativo per il comparto dei fertilizzanti, settore strategico per la produttività agricola.

L'iniziativa mira a contenere i costi di produzione per le aziende agricole europee, fortemente dipendenti dalle importazioni di mezzi tecnici. Il ministro dell'Agricoltura e della Sovranità Alimentare Francesco Lollobrigida ha sottolineato come la sospensione dei dazi sia un risultato concreto per sostenere la competitività delle imprese e rafforzare il sistema agricolo italiano ed europeo.

UE sospende dazi su fertilizzanti: sollievo per agricoltori

La combinazione tra sospensione dei dazi e potenziale eliminazione dei contributi Cbam potrebbe generare risparmi significativi per le aziende agricole nel 2026

Foto di: OmniTrattore.it

Prospettiva di sospensione del meccanismo Cbam

Un'ulteriore svolta potrebbe arrivare dalla richiesta italiana di sospendere i contributi Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism) sulle emissioni di carbonio dovuti sui fertilizzanti importati. Questo meccanismo, entrato in vigore dall'inizio del 2026, applica una tariffa sulle emissioni di carbonio prodotte nella fabbricazione dei fertilizzanti provenienti da paesi extra-UE.

L'applicazione del Cbam ha già innescato nei primi giorni dell'anno incrementi del 10-20% sui prezzi dei fertilizzanti, aggravando i costi per gli agricoltori. La sospensione della tariffa garantirebbe un alleggerimento immediato per le imprese agricole, già pressate da costi di produzione elevati.

Il ministro Lollobrigida ha evidenziato come la sospensione degli effetti del Cbam consentirebbe di sterilizzare, anche retroattivamente, l'aggravio economico che le imprese agricole hanno dovuto sostenere con l'entrata in vigore del regolamento. Questa retroattività potrebbe tradursi in rimborsi o compensazioni per i costi già sostenuti nei primi mesi del 2026.

UE sospende dazi su fertilizzanti: sollievo per agricoltori

Tuttavia, resta da definire la durata di queste misure e l'eventuale introduzione di meccanismi compensativi che tutelino simultaneamente competitività economica e obiettivi ambientali.

Foto di: OmniTrattore.it

Impatto sui costi di produzione agricola

Confagricoltura ha sottolineato l'incidenza dei fertilizzanti sui costi aziendali, stimata tra il 15% e il 30% dei costi totali di produzione. L'organizzazione agricola evidenzia come il recepimento di queste proposte possa evitare una distorsione della concorrenza a danno degli agricoltori europei.

Senza questi interventi, i produttori europei si troverebbero a scontare l'aumento dei fattori produttivi mentre le importazioni agricole da paesi terzi rimarrebbero esenti da tali oneri. Questa asimmetria comprometterebbe la competitività del settore primario europeo sui mercati globali.

Preoccupazioni dell'industria dei fertilizzanti

Assofertilizzanti-Federchimica esprime cautela nell'attuazione delle misure. Il presidente Paolo Girelli ha definito il tema sensibile, sottolineando come un'eventuale sospensione potrebbe alleviare temporaneamente alcuni attori del comparto ma generare ripercussioni negative sugli equilibri di mercato nel medio-lungo termine.

L'associazione evidenzia che l'Unione Europea deve competere con potenze globali come Cina, India e Stati Uniti. Le regole ambientali europee, incluso il meccanismo Cbam, mirano a garantire condizioni concorrenziali eque, equiparando produttori UE ed extra-UE sul rispetto delle norme ambientali e la riduzione delle emissioni.

Il sistema rappresenta un meccanismo di reciprocità per evitare che le imprese europee, soggette a regole ambientali stringenti, siano penalizzate rispetto a concorrenti di paesi con standard meno rigorosi. L'assenza di strumenti alternativi di compensazione potrebbe compromettere la competitività dell'industria europea dei fertilizzanti.

Dipendenza dalle importazioni

La sospensione delle tariffe avrà effetti positivi sulle dinamiche di costo del settore agricolo, considerando la forte dipendenza europea dalle importazioni di mezzi tecnici. I dati evidenziano una vulnerabilità strutturale del sistema produttivo continentale.

Nei primi nove mesi del 2025, i Ventisette hanno importato circa 14 milioni di tonnellate di fertilizzanti, registrando un incremento del 4% su base annua. La spesa complessiva ha toccato 5,4 miliardi di euro, in crescita dell'11,5% rispetto all'anno precedente.

Geografia dei fornitori europei

Sotto il profilo dei fornitori, la Russia mantiene la leadership nonostante le sanzioni, con una quota del 27% sul totale delle importazioni, in leggera flessione rispetto al 28% precedente. Questa persistenza evidenzia le difficoltà nel diversificare rapidamente le fonti di approvvigionamento.

L'Egitto si posiziona al secondo posto con uno share del 16%, seguito dal Marocco con il 9%. La Cina occupa solo la sesta posizione nel ranking con una quota del 5%, in crescita rispetto al 3% dell'anno precedente, segnalando una progressiva penetrazione del gigante asiatico nel mercato europeo.

UE sospende dazi su fertilizzanti: sollievo per agricoltori

Le decisioni sul fronte dei fertilizzanti rappresentano un banco di prova per verificare se l'Unione Europea saprà conciliare ambizione climatica e tutela della sicurezza alimentare continentale.

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Equilibrio tra competitività e sostenibilità

La questione dei fertilizzanti evidenzia la tensione tra obiettivi di competitività economica e impegni ambientali. L'Unione Europea persegue la neutralità climatica attraverso strumenti come il Cbam, ma deve bilanciare questi obiettivi con la sostenibilità economica del settore agricolo.

Gli agricoltori europei operano già con vincoli ambientali significativamente più stringenti rispetto ai concorrenti globali. L'aggravio ulteriore derivante dai costi dei fertilizzanti importati rischia di compromettere la redditività aziendale, spingendo verso una progressiva riduzione della produzione europea.