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Mercosur: Brasile pone ultimatum, Italia chiede salvaguardie

Lula minaccia stop definitivo ai negoziati. UE concorda clausole all'8% per tutelare settori sensibili come carni e agrumi

Mercosur: Brasile pone ultimatum, Italia chiede salvaguardie
Foto di: OmniTrattore.it

Mercosur: il Brasile pone ultimatum, Italia chiede salvaguardie.

A 24 ore dalla data prevista per la firma, l'accordo commerciale tra Unione Europea e Mercosur entra nella fase più critica. Mentre da Roma e Parigi arrivano richieste di rinvio per perfezionare le misure di protezione agricola, il Brasile lancia un ultimatum perentorio che chiude definitivamente la strada ai ritardi.

Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva ha dichiarato senza mezzi termini che il vertice Mercosur è stato spostato dal 2 al 20 dicembre su specifica richiesta di Bruxelles per consentire la firma. Ora che emergono nuove resistenze, la posizione brasiliana è categorica: se l'accordo non viene siglato immediatamente, il Brasile non firmerà finché Lula sarà presidente.

Mercosur: Brasile pone ultimatum, Italia chiede salvaguardie

Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva

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Posizione italiana: tutela agricola prioritaria

Il governo italiano considera prematura una firma immediata. La premier Giorgia Meloni ha ribadito la necessità di completare prima il pacchetto di misure aggiuntive a protezione del settore agricolo e di discutere le clausole con le organizzazioni di categoria nazionali.

La linea italiana è chiara: ciò che è vietato nell'Unione Europea non può rientrare attraverso le importazioni. Roma richiede impegni vincolanti formalizzati attraverso uno scambio di lettere giuridicamente obbligatorio con i partner sudamericani, per garantire che i prodotti importati rispettino integralmente gli standard europei.

Francia irrigidisce la contrapposizione

La posizione di Parigi risulta ancora più intransigente. Il presidente Emmanuel Macron ha annunciato che la Francia si opporrà "in maniera molto determinata" a qualsiasi atto di forza dell'Unione Europea per approvare il trattato. Questa dichiarazione allontana forse definitivamente l'ipotesi di un'intesa rapida.

L'asse Roma-Parigi concentra le preoccupazioni sui principi di reciprocità e sulle clausole specchio, pensate per garantire che anche i prodotti sudamericani rispettino gli standard europei relativi a fitofarmaci, benessere animale e sicurezza alimentare.

Salvaguardie concordate dall'UE

Un primo segnale concreto è arrivato dall'accordo raggiunto tra Parlamento Europeo e Consiglio dell'Unione. Il compromesso introduce due elementi fondamentali: una soglia dell'8% per le importazioni e una dichiarazione vincolante sugli standard produttivi.

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Preoccupazioni sui principi di reciprocità e sulle clausole specchio, pensate per garantire che anche i prodotti sudamericani rispettino gli standard europei relativi a fitofarmaci, benessere animale e sicurezza alimentare

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La clausola prevede che al superamento dell'8% rispetto alla media triennale delle importazioni, o in caso di crollo dei prezzi, l'Unione possa sospendere le preferenze tariffarie per prodotti agricoli sensibili. Tra questi figurano carni bovine, pollame, uova, agrumi e zucchero.

La Commissione Europea monitorerà costantemente il mercato con aggiornamenti almeno semestrali per individuare tempestivamente il verificarsi delle condizioni che attivano le salvaguardie. Questo sistema mira a proteggere i settori più esposti dalla competizione diretta con le produzioni sudamericane.

Valore economico dell'accordo per l'Italia

Confindustria sottolinea l'importanza strategica dell'intesa. Il presidente Emanuele Orsini ha dichiarato che l'accordo vale 14 miliardi di euro per l'economia italiana. L'organizzazione degli industriali auspica che vengano trovate compensazioni adeguate per gli agricoltori, riconoscendo però la necessità di un'industria e un'agricoltura europee forti.

La vicepresidente di Confindustria per Export e attrazione investimenti, Barbara Cimmino, ha definito l'apertura commerciale una "priorità assoluta", dalla quale dipende la stessa sopravvivenza competitiva dell'Unione Europea sui mercati globali.

Preoccupazioni del mondo agricolo

Il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini, ha espresso soddisfazione per la posizione della premier Meloni, definendola importante per avviare un confronto europeo che rimetta al centro i settori produttivi. Le organizzazioni agricole italiane richiedono garanzie concrete prima di accettare l'accordo.

Le preoccupazioni riguardano principalmente la competizione con produzioni sudamericane caratterizzate da costi strutturalmente inferiori e normative ambientali e sanitarie meno stringenti. I produttori europei temono una concorrenza sleale che comprimerebbe irreversibilmente i margini economici.

Mercosur: Brasile pone ultimatum, Italia chiede salvaguardie

L'accordo commerciale si lega al futuro bilancio europeo 2028-2034 e all'intera Politica Agricola Comune, che rischia tagli pesanti nelle prossime programmazioni

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Resistenze di altri Stati membri

Italia e Francia non sono isolate nelle loro perplessità. Anche Polonia e Irlanda hanno sollevato preoccupazioni significative sull'impatto dell'accordo per i rispettivi settori agricoli. Tuttavia, nei corridoi della Commissione Europea queste inquietudini vengono considerate "in parte irrazionali" e difficili da scalfire persino con dati oggettivi.

La Germania mantiene invece una posizione favorevole, considerando il Mercosur un pilastro fondamentale della politica commerciale continentale e un'opportunità strategica per l'accesso a materie prime critiche e mercati in espansione.

Sullo sfondo emerge la complessità politica della questione. L'accordo commerciale si lega al futuro bilancio europeo 2028-2034 e all'intera Politica Agricola Comune, che rischia tagli pesanti nelle prossime programmazioni. Alcuni osservatori vedono nelle resistenze agricole anche una strategia negoziale per ottenere maggiori risorse nelle future allocazioni di bilancio.