Da Bruxelles sono arrivate risposte alle istanze degli agricoltori, segno inequivocabile che le manifestazioni di piazza hanno parzialmente colpito nel segno.

Parzialmente perchè le proteste hanno accelerato le decisioni ma le soluzioni non sono venute dalla piazza ma dal lavoro e dal confronto impostato nei mesi scorsi con le istituzioni e con gli altri governi.

È il pensiero del presidente della Coldiretti Ettore Prandini che a oltre due mesi dalle prime manifestazioni di protesta traccia un primo bilancio delle risposte messe in campo da Bruxelles.

Bruxelles: risposte agli agricoltori che hanno protestato

Importante - ha dichiarato Prandini a Il Sole 24 Ore - è stata la battaglia condotta dalla premier Meloni per la revisione dei vincoli sugli aiuti di Stato.

Per primi, avevamo chiesto la revisione al rialzo dei precedenti tetti e l’utilizzo di questa misura anche per la moratoria dei debiti delle imprese agricole.

raggiunto questi risultati è stato un contributo decisivo per alleviare le difficoltà degli agricoltori.

Con i precedenti vincoli si assisteva, tra l’altro, a un paradossale cortocircuito: nel caso dei danni da maltempo più di una volta ci si è trovati con risorse e ristori stanziati dal Governo ma che non potevano essere incassati dalle imprese perché il tetto sugli aiuti di Stato già era stato raggiunto-

Risposte su diversi ambiti dell'agribusiness

Gli europarlamentari italiani hanno lavorato cercando di tutelare gli interessi dell'agricoltura, su tutta la filiera Italiana o cercando di limitare l’impatto di decisioni Ue che avrebbero potuto essere penalizzanti.

Bruxelles: risposte agli agricoltori che hanno protestato

Ad esempio, sul dossier imballaggi sono riusciti a recuperare parte degli investimenti effettuati dal Paese sul riciclo e che rischiavano di essere vanificati. Si è ottenuta anche la riapertura del capitolo sui fertilizzanti e maggiore flessibilità sulle emissioni.

Anche sulla semplificazione della Pac sono venute risposte. Rilevante la forte semplificazione burocratica per le 500mila imprese italiane con meno di 10 ettari di superficie. E un dimezzamento della burocrazia avverrà anche per quelle più grandi.

Dazi sul grano russo

Sempre Prandini ha aggunto:

Gli arrivi di grano russo in Italia sono aumentati del 1000% negli ultimi mesi facendo crollare le quotazioni in Italia e mettendo in grave difficoltà gli agricoltori. Adesso almeno è stato attivato un freno.

Da non dimenticare anche la riflessione in atto sull’import di cereali, semi oleosi e pollame dall’Ucraina che ha toccato meno l’Italia ma ha messo in grave difficoltà i produttori dei paesi dell’Est Europeo come Polonia, Romania e Repubblica Ceca.

Secondo Prandini il flusso di importazioni non va bloccato ma gestito in maniera differente. Per l'Italia la strada è quella di immagazzinare questi prodotti e riesportarli verso i l’Africa e in questo modo aiutare anche i paesi in ritardo di sviluppo. È un fronte che non è possibile lasciare a Cina, Russia e Turchia oggi presenti in Africa molto più dell’Europa.

Bruxelles: risposte agli agricoltori che hanno protestato

Va in questo senso anche il Piano Mattei varato dal Governo, secondo Prandini. Quella è stata un’azione politica lungimirante che punta a sostenere la crescita agricola dei paesi in via di sviluppo grazie alle tecnologie e know how italiani.

Coldiretti auspica che il Piano Mattei diventi europeo. La partecipazione della presidente von der Leyen agli ultimi incontri lascia ben sperare. Serve tornare protagonisti nel Mediterraneo che in futuro sarà uno dei bacini commerciali più interessanti.

I fronti che restano aperti

Occorre recuperare terreno sul tema delle alternative alla chimica come i fertilizzanti sostenibili tipo l'utilizzo del digestato che non può essere considerato un refluo zootecnico ma un’alternativa ai prodotti chimici.

In generale le soluzioni si trovano se a Bruxelles ci sono le competenze tecniche necessarie.

Noi abbiamo lavorato bene con eurodeputati di ogni schieramento - conclude Prandini

Da Procaccini (Conservatori) a De Meo (FI) fino a De Castro e Toia (Pd).

Non sappiamo se saranno candidati o meno. Si tratta di competenze che non si possono improvvisare. Un tema però che vedo poco popolare. I politici preferiscono parlare alla pancia delle persone. Mentre non va dimenticato che le soluzioni ai problemi non si trovano nelle piazze ma nel dialogo e ai tavoli con le istituzioni.