Fitofarmaci: c'è il dietrofront Ue sulla proposta di riduzione. 

Venendo incontro alle richieste del Parlamento e a conferma di come alcune proposte del Patto Verde siano oggetto di profonda revisione, Bruxelles e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha annunciato ieri il ritiro di una proposta legislativa con la quale l’Unione europea voleva imporre la riduzione dell’uso degli agrochimici.

Parlando davanti agli eurodeputati a Strasburgo, l’ex ministra tedesca ha affermato:

La Commissione aveva proposto un regolamento (il Sur), con il lodevole obiettivo di ridurre i rischi dei prodotti fitosanitari. Ma la proposta Sur è diventata fonte di tensioni. È stata respinta dal Parlamento europeo. Non ci sono stati ulteriori progressi nemmeno al Consiglio. Per questo motivo, proporrò al collegio dei commissari di ritirarla.

Una riduzione impensabile

Il testo legislativo era stato presentato nel 2022 e prevedeva obiettivi vincolanti di riduzione dell’uso dei prodotti fitosanitari chimici del 50% entro il 2030. Il tentativo naturalmente era di preservare la natura, utilizzando le alternative biologiche.

Fitofarmaci: dietrofront Ue sulla proposta di riduzione

La controversa proposta ha subito provocato la viva reazione di molte associazioni di categoria, preoccupate dal rischio di non riuscire a far fronte alla concorrenza internazionale.

Nell’autunno scorso, il Parlamento non aveva trovato un accordo su un mandato negoziale con cui affrontare le trattative con il Consiglio, nei fatti rigettando il testo e chiedendo alla Commissione di ritirarlo. Nel frattempo, neppure i paesi membri si erano accordati su una loro posizione negoziale. Nel suo discorso, la von der Leyen ha precisato che Bruxelles potrebbe presentare una nuova proposta, ma con la partecipazione delle parti interessate.

Nel contempo, sempre la presidente von der Leyen ha aperto la porta all’ipotesi di usare incentivi per facilitare l’applicazione del Patto Verde. 

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Ancora in definizione le modalità di applicazione

Per ora non vi sono dettagli su come la Commissione europea intenda agire. Da alcuni giorni ha preso il via una conferenza itinerante con la quale Bruxelles intende raccogliere le idee e le proteste del mondo agricolo, in vista di un rapporto atteso nei prossimi mesi. Modificare la politica agricola comune in corso d’opera è difficile.

L’attuale bilancio comunitario, di cui un terzo va all’agricoltura, si estende dal 2021 al 2027.