Biometano per automobili: dal letame il pieno in azienda agricola
A Piacenza Cascina Bosco Gerolo trasforma i reflui in biometano: carburante verde che riduce i costi e genera reddito agricolo
Biometano in agricoltura: dal letame arriva concretamente la possibilità di un nuovo reddito
In agricoltura il concetto di economia circolare non è più solo teoria, ma una realtà concreta. A dimostrarlo è la scelta di Cascina Bosco Gerolo, azienda agricola di Rivergaro, in provincia di Piacenza, che ha trasformato un problema in opportunità: i reflui zootecnici delle sue 380 vacche da latte non sono più un costo ambientale, ma la materia prima per produrre biometano.
L’azienda non è nuova alla diversificazione: accanto alla stalla ci sono un caseificio interno, un agriturismo con B&B e una fattoria didattica. Ma il vero salto innovativo è stato installare una pompa di rifornimento di metano fronte strada, dove chiunque può fare il pieno a prezzi competitivi.
Cascina Bosco Gerolo, azienda agricola di Rivergaro, in provincia di Piacenza, produce e vende alla pompa il biometano derivante dal proprio digestore
Il carburante è prodotto in loco dai biodigestori aziendali: uno dedicato alla produzione di energia elettrica da biogas per autoconsumo, l’altro specifico per il biometano destinato ai veicoli.
Come funziona l’impianto
Il cuore del sistema è il biodigestore, alimentato per il 70% con reflui bovini e per il resto con trinciato di triticale e paglia, evitando l’uso di mais per rispettare le certificazioni nazionali sui biocarburanti. Il biogas viene purificato attraverso scrubber ad acqua, filtri a carboni attivi e membrane selettive, fino a ottenere un metano con purezza superiore al 98%.
Il gas così raffinato viene stoccato e utilizzato sia per la pompa accessibile agli automobilisti sia per alimentare mezzi aziendali e macchine agricole come carri miscelatori e sollevatori telescopici convertiti a metano.
Un lungo percorso per niente facile
Realizzare un impianto di questo tipo non è stato semplice. Mancavano esempi simili in Italia, e la burocrazia ha reso il processo lungo e complesso. Cascina Bosco Gerolo ha dovuto ottenere l’Autorizzazione Unica Ambientale, oltre alle certificazioni di Asl, Arpae, Dogane, Vigili del Fuoco e Gse.
A questo si è aggiunta la qualifica di sostenibilità rilasciata da Bureau Veritas. Nonostante le difficoltà, il risultato è oggi un impianto strategico, che unisce sostenibilità e redditività.
il biodigestore, alimentato per il 70% con reflui bovini e per il resto con trinciato di triticale e paglia
Vantaggi economici e ambientali
Il biometano prodotto genera reddito in due modi: tramite la vendita alla pompa, sostenuta anche dagli incentivi legati ai Certificati di Immissione in Consumo (Cic); grazie al risparmio sui carburanti interni, visto che trattori e veicoli aziendali utilizzano metano autoprodotto.
Anche dal punto di vista fiscale, l’attività resta agricola, pur con l’obbligo di versare accise e Iva sul carburante venduto.
Un biodigestore va seguito seguito ogni giorno e l'impegno quotidiano richiesto dalla gestione dell’impianto viene ampiamente ripagato: l’azienda riduce l’impatto ambientale, diversifica le entrate e si rafforza contro le incertezze del mercato.
L’esperienza di Cascina Bosco Gerolo dimostra che il biometano agricolo non è solo una soluzione sostenibile, ma una leva concreta di competitività. Con la giusta visione, anche i reflui zootecnici possono trasformarsi in carburante verde e in un nuovo reddito tangibile.
Fotogallery: Biometano per automobili: dal letame il pieno in azienda agricola
Consigliati per te
Lombardia: rinnovabili, soglia 0,8% su terreni agricoli
Claas Arion 430: Test in campo CLASSIC
Fertilizzanti: piano d'azione UE, ma i campi già soffrono
Integrare drenaggio permanente e semina su sodo nei seminativi
Urea e agricoltura: svolta normativa nel decreto ColtivaItalia
Bosch Rexroth Power On 2026: idraulica smart su mezzi agricoli
India, austerity energetica su carburanti e fertilizzanti