Allarme influenza aviaria: 53 focolai in Italia,
Allarme influenza aviaria: 53 focolai in Italia, con il Veneto e Lombardia le regioni più colpite. Casi anche in Emilia Romagna
L'influenza aviaria continua a destare preoccupazione negli allevamenti italiani di pollame. Attualmente, il numero dei focolai ha raggiunto quota 53, con il Veneto in testa (24 focolai, concentrati soprattutto nella provincia di Verona) e la Lombardia a seguire (prevalentemente nella provincia di Mantova).
L'ultimo episodio segnalato è avvenuto a Vigasio, nel Veronese, in un allevamento con 800.000 galline ovaiole. Casi sporadici sono stati registrati anche in Friuli-Venezia Giulia ed Emilia-Romagna.
Rischio per l’uomo? L’Oms rassicura
Il virus H5N1, responsabile dell'influenza aviaria, non si trasmette facilmente all'uomo. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il contagio può avvenire solo attraverso contatto diretto con animali infetti (vivi o morti) o con le loro escrezioni. Non esiste alcun rischio legato al consumo di carni avicole o uova.
Il virus H5N1, responsabile dell'influenza aviaria
Le misure per contenere i focolai
Per arginare l'epidemia, sono già stati adottati provvedimenti severi che includono l'abbattimento di milioni di capi infetti e la creazione di Zone di Ulteriore Restrizione (ZUR), con il blocco delle attività di ripopolamento negli allevamenti.
La situazione è particolarmente critica in Veneto, dove il settore avicolo conta circa 6.300 aziende, generando un fatturato di 700 milioni di euro e rappresentando il 30% della produzione nazionale. L’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner, ha richiesto al Ministero dell'Agricoltura (Masaf) l’attivazione dei ristori previsti dal regolamento UE 1308/2013 per sostenere le imprese colpite dal blocco delle attività.
Danni diretti e indiretti per gli allevatori
Gli allevatori stanno subendo gravi perdite, come sottolineato da Michele Barbetta, presidente della sezione avicola di Confagricoltura Veneto. Secondo Barbetta, i danni sono sia diretti, dovuti all'abbattimento degli animali, sia indiretti, legati al fermo allevamento. Per ora, i danni diretti sono coperti dai fondi della legge 218/88, ma per i danni indiretti non ci sono coperture.
Allarme influenza aviaria: 53 focolai in Italia, Veneto e Lombardia le regioni più colpite
Anche in Lombardia la situazione è critica. Dopo il primo caso riscontrato nel novembre scorso, i focolai si stanno diffondendo rapidamente, colpendo galline ovaiole, tacchini, polli da carne e anatre. Secondo Alberto Cortesi, presidente di Confagricoltura Mantova, nonostante i rigorosi protocolli di biosicurezza, gli allevatori sono esposti ai vettori esterni, come gli uccelli selvatici, e devono affrontare tempi lunghi per l’erogazione dei ristori.
L’influenza aviaria non è solo un problema italiano. Negli Stati Uniti, il Dipartimento dell'Agricoltura della Georgia ha confermato un nuovo focolaio nella contea di Elbert, portando il totale a circa 130 milioni di volatili colpiti dall'inizio dell’epidemia nel 2022. La Georgia, uno dei principali produttori di pollo negli USA, è particolarmente colpita.
Il virus minaccia anche altri animali
La preoccupazione cresce anche per cani e gatti, potenzialmente a rischio di contagio. Nel 2024, si sono registrati 81 casi umani di influenza aviaria, mai così tanti dal 2015. I dati dell’OMS parlano chiaro: dal 2003, il virus H5N1 ha causato il decesso di quasi la metà delle persone infettate.
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