Latte: arrivano le ultime proteste degli allevatori a Bruxelles per un prezzo più equo.

Per gli allevatori europei, il Consiglio dei ministri Ue dell’Agricoltura di due giorni fa è stata l’occasione finale per scendere in piazza e chiedere all’Europa che verrà di garantire un reddito equo a chi produce latte.

Hanno sfilato – ma questa volta pacificamente – circa 500 allevatori, provenienti da 15 Paesi Ue, Italia inclusa. Gli allevatori si sono presentati con un drappello di vacche di resina dall’aspetto scheletrico, dipinte con i colori di rappresentanza dei diversi Paesi Ue, a ricordare un comparto, quello zootecnico, che rischia l’estinzione.

A incontrare i manifestanti ieri si sono presentati diversi candidati al parlamento europeo, soprattutto belgi e francesi, e anche il ministro dell’Agricoltura tedesco.

Latte: le ultime proteste a Bruxelles

Proteste in prospettiva

Più che alle istituzioni europee in carica, a dieci giorni dalle elezioni gli allevatori si rivolgono a chi farà parte del prossimo Europarlamento e della prossima Commissione europea.

A loro chiedono di scrivere e approvare una norma che sancisca che i prezzi riconosciuti agli agricoltori non possono essere inferiori ai costi medi di produzione del latte.

Quello che proponiamo è una programmazione del mercato, spiega Roberto Cavaliere al Sole 24 Ore, presidente di Copagri Lombardia e membro del direttivo dell’European milk board, l’organizzazione europea che ha coordinato la manifestazione a Bruxelles e che riunisce più di 100mila produttori.

Bisogna partire da una mappatura della produzione esistente e delle esigenze del mercato europeo, per poi incrociare questi dati con i prezzi del latte riconosciuti ai produttori e con la certificazione dei costi di produzione.

Quando i prezzi si abbassano troppo perché c’è troppa offerta di latte, allora si deve intervenire calmierando temporaneamente la produzione.

Niente a che vedere con un ritorno alle vecchie quote latte, però: quello era un sistema rigido; quello che proponiamo oggi è invece un intervento momentaneo, per qualche mese.

Latte: le ultime proteste a Bruxelles

L'impegno di Bruxelles?

Già a fine marzo, dopo le proteste dei trattori, la Commissione europea aveva fatto sapere di essere impegnata a cercare una soluzione per rispondere alle richieste sul reddito.

Bruxelles sta valutando la possibilità di rivedere la direttiva sulle pratiche commerciali sleali per includervi il divieto di pagare gli agricoltori meno dei costi di produzione, introducendo un giusto margine sui prezzi di vendita dei prodotti agroalimentari.

Anche nel Dl Agricoltura, per quanto riguarda l’Italia, si fa riferimento ai costi medi di produzione come limite sotto cui non si può pagare un prodotto agricolo.

Il mandato di stabilire questa soglia è affidato all’Ismea, che è ente pubblico.