Nuova Commissione Ue: cambia la politica agricola?
Nuova Commissione Ue: cambia la politica agricola? La PAC dell’Unione Europea è al centro di un acceso dibattito tra gli attori
Nuova Commissione Ue corrisponderà a nuova politica agricola? La Politica Agricola Comune (PAC) dell’Unione Europea è al centro di un acceso dibattito tra agricoltori, rappresentanti istituzionali e leader di settore.
Le critiche principali riguardano l’eccessiva dispersione delle risorse e un approccio considerato troppo sbilanciato verso politiche ambientali stringenti, che spesso penalizzano i veri protagonisti del comparto agricolo.
Un cambio di passo necessario
L’urgenza di rivedere la PAC è stata ribadita nel corso del Forum dell’Agricoltura e dell’Alimentazione organizzato da Coldiretti. In questo contesto, il presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha affidato al nuovo commissario all’Agricoltura, Christophe Hansen, il compito di definire una strategia più equilibrata, in cui gli agricoltori siano considerati alleati nella transizione ecologica e non un ostacolo.
Nuova Commissione Ue: cambia la politica agricola?
Con il nuovo esecutivo europeo in carica dal 1° dicembre, Hansen avrà 90 giorni per delineare le linee guida di una riforma fondamentale. Le risorse a disposizione, però, rappresentano un nodo critico: il budget attuale di 384 miliardi di euro sarà ridotto di circa 25 miliardi, derivanti da fondi straordinari post-pandemia.
Le proposte di Coldiretti
Secondo Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, occorre maggiore coraggio nelle scelte.
Gli Stati Uniti hanno destinato 1.400 miliardi di dollari all’agricoltura in dieci anni. L’Europa deve fare di più, magari con un fondo aggiuntivo dedicato all’innovazione agricola, ha dichiarato.
Prandini ha anche puntato il dito contro la distribuzione degli aiuti comunitari, sottolineando che il 30% dei fondi finisce a soggetti non professionisti, definiti “agricoltori per hobby”. In Italia, questa situazione comporta una dispersione annua di circa 600 milioni di euro, risorse che potrebbero essere reinvestite nella vera produzione agricola.
La sfida della pesca e il nodo della burocrazia
Anche il settore della pesca è sotto pressione. Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, ha denunciato i continui tagli imposti dalla Commissione Europea, che negli ultimi anni hanno ridotto la flotta europea del 28%.
È fondamentale che ogni nuova decisione sia basata su dati scientifici, ha dichiarato, criticando una burocrazia percepita come distante dalle reali esigenze delle imprese.
Il peso della burocrazia e il futuro della PAC
La PAC attuale, definita “un mostro burocratico” da Paolo De Castro, presidente di Filiera Italia, ha spinto molti agricoltori a rinunciare ai fondi europei per evitare regole complesse e spesso inapplicabili. Solo in Italia, nel 2022, circa 50mila agricoltori hanno scelto di non accedere ai contributi. La speranza è che la nuova leadership, con il supporto del vicepresidente esecutivo Raffaele Fitto, riesca a semplificare le procedure e rendere la PAC più efficace.
L’Europa tra opportunità e rischi geopolitici
L’ex premier Romano Prodi ha sottolineato come la PAC rifletta un’Europa incompiuta: “Siamo come un pane mezzo cotto. Serve un salto di qualità, o resteremo vulnerabili a minacce esterne come i dazi di Trump.” Anche Giulio Tremonti, presidente della commissione Esteri della Camera, ha evidenziato la necessità di un’Europa più coesa per affrontare le sfide geopolitiche future, dalla pace in Ucraina all’espansione dell’influenza russa.
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