Emissioni industriali: fuori i bovini dalla direttiva UE
Emissioni industriali: il Parlamento europeo decide di escludere i bovini dalla direttiva UE
Emissioni industriali allevamenti: il Parlamento europeo finisce per escludere i bovini dalla direttiva UE,
Nell’aprile 2022 la Commissione europea chiedeva di estendere la platea. Il Parlamento europeo però ha votato per tenere ancora fuori i bovini
Lo scorso 11 luglio, con 366 voti a favore, il Parlamento europeo ha votato per l'esclusione degli allevamenti bovini dalla nuova direttiva Ue sulle emissioni industriali e non ha previsto nuove soglie per suini e pollame.
La nuova direttiva sulle emissioni rappresenta l'atto legislativo più importante per prevenire e ridurre l'inquinamento provocato dai grandi impianti industriali.
E l'eventuale inserimento dei bovini era stato auspicato lo scorso aprile 2022 dalla Commissione europea, la quale metteva sullo stesso piano il settore agricolo e le industrie, includendo i bovini nella riforma della direttiva.
Ma andiamo con ordine.
La direttiva sulle emissioni industriali dell'Unione europea
La direttiva attualmente in vigore fa riferimento a oltre 50mila impianti localizzati nell'Unione europea, responsabili collettivamente dell'emissione del 20% di tutti gli inquinanti nell'arie e nell'acqua e del 40% delle emissioni di gas serra.
Parliamo, nello specifico, di centrali elettriche, raffinerie, impianti di incenerimento dei rifiuti, impianti di cemento, vetro, metalli, prodotti chimici, pasta di legno e carta, bevande, alimenti e allevamento intensivo di suini e pollame.
Proposta respinta dal Parlamento europeo
Come anticipato, nell'aprile 2022, la Commissione europea ha presentato una riforma di aggiornamento delle norme sulle emissioni, che comprendeva, tra le altre cose, la proposta di estensione delle norme stesse ad un numero più elevato di aziende di allevamenti: bovini compresi.
Proposta che però è stata respinta in Parlamento pochi giorni fa, chiudendo per il momento qualunque discorso relativo all'allargamento della platea cui fa riferimento la direttiva sulle emissioni industriali dell'Unione europea.
L’iter prevede però prevede ora un ulteriore passaggio in sede di trilogo; che vedrà coinvolti rappresentanti del Parlamento, del Consiglio e della Commissione.
"Respingere questo provvedimento scelta opportuna"
Ha espresso parole di soddisfazione per il voto della Plenaria il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida:
Una scelta diversa avrebbe portato la zootecnia a essere definita altamente inquinante.
Respingere questo provvedimento è la decisione opportuna per tutelare un settore nevralgico per l’agroalimentare, evitando il rischio di desertificare intere aree della Nazione, a vantaggio di quegli Stati extra-Ue che non avrebbero rispettato gli stessi nostri vincoli.
Continueremo a lavorare per difendere un tessuto produttivo già ampiamente sostenibile e vigileremo affinché non passi l’idea che i cibi sintetici possano essere la soluzione per garantire la sostenibilità ambientale.
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