Francesco Lollobrigida, è il nuovo ministro dell’Agricoltura e Sovranità alimentare del governo Meloni. Laureato alla facoltà di giurisprudenza, ha guidato la sezione romana del Fronte della Gioventù, l’organizzazione giovanile del Movimento Sociale Italiano.

Parente di Gina Lollobrigida, il neoministro dell’Agricoltura (che per l’occasione è diventato Agricoltura e Sovranità alimentare) dal 2000 è sposato con Arianna Meloni, sorella di Giorgia.

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Ministro Francesco Lollobrigida: chi è

Nato a Tivoli nel 1972, da padre medico condotto e mamma maestra, Lollobrigida dopo le organizzazioni studentesche (per un periodo è stato il capo di Giorgia Meloni: lui responsabile nazionale di Azione studentesca, lei per la Capitale), a 25 anni entra per la prima volta nel consiglio comunale di Subiaco, terra natìa di tutti i Lollobrigida. Due anni dopo, nel 1998, è già consigliere provinciale di Roma. 

Durante il congresso di Viterbo del 2004, che elegge Giorgia Meloni presidente di Azione Giovani, il movimento giovanile di An, permettendo all’attuale classe dirigente di FdI di affacciarsi tra i big. Lollobrigida disegna la strategia politica della Meloni. 

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Lollobrigida diventa nel 2005 assessore allo Sport, cultura e turismo del Comune di Ardea. In quello stesso anno si candida alle elezioni regionali del Lazio con Alleanza Nazionale. Nel 2006 entra nel consiglio regionale.

Nel 2021 fonda con la cognata Fratelli d’Italia, sotto la cui fiamma viene eletto alla Camera nel 2018, diventando capogruppo del partito a Montecitorio.

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In Parlamento, battaglia contro il Global compact for Migration, il documento-bussola per rendere le migrazioni un fattore di sviluppo, regolare e ordinato, che alla fine il governo Conte non firmerà e contro il Reddito di cittadinanza. 

Il difficile ruolo i ministro dell'Agricoltura

Dalla scorsa settimana il neo ministro dell'Agricoltura e Sicurezza Alimentare dovrà occuparsi di un settore nevralgico per il nostro paese: della filiera agricola, del caro energia in agricoltura, del prezzo del gasolio e della salvaguardia del Made in Italy, cavallo di battaglia dell’ex ministro leghista Centinaio, che fino a pochi giorni fa forse era quasi sicuro di tornare al suo vecchio dicastero.

Togliere il limite ai terreni incolti con un piano chiaro strategico di coltivazione.

Questo è il primo pensiero inerente al settore agricolo di cui è neo ministro designato (Fonte ANSA).

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Abbiamo 1 milione di ettari coltivabili, non basta quello che ci mette a disposizione l' Europa e quindi è necessaria una riforma della Pac che si liberi dall' ideologia intrinseca del Farm to Fork, perché la sensibilità ambientale è sentita anche in Italia che può dire di avere una delle agricolture da sempre più sostenibili.

Il ministro dell'Agricoltura e Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida illustra uno dei punti del suo programma per contrastare la crisi ma anche utile in periodi fertili. 

Un piano nazionale di coltivazione che non può prescindere da contratti di filiera chiari (finanziati nel Pnrr) che garantiscano al produttore un prezzo di vendita equo e competitivo.

Lotta agli squilibri della filiera

Già prima della crisi, un litro di latte, che al produttore costa circa 48 centesimi, veniva pagato al produttore 38 centesimi mentre alla vendita al dettaglio sta tra 1 euro e trenta e i due euro. Squilibrio esistente anche per la carne.

Altro obiettivo, quindi, è "difendere i produttori agricoli da squilibri di questo tipo che pongono il settore in forte difficoltà. E sul fronte crisi, è vero che l'agroalimentare italiano vale oltre 500 miliardi di euro e l'export nel 2021 ha registrato oltre 50 miliardi, ma è vero anche che poggia su un sistema "estremamente debole", è il pensiero del ministro.

Un settore che, alla prova dell'aumento dei costi delle materie prime, della pandemia e ancora poi della guerra, era già fortemente in crisi.

Negli ultimi dieci anni hanno chiuso oltre 26.000 stalle, pari al 50% del totale presente in Italia, fa notare il ministro, e alcuni agricoltori hanno sospeso la semina, nonostante ci sia penuria di grano e di mais perché i costi non sono sostenibili.

Inoltre il reddito netto delle aziende è drammaticamente sceso del 60%, con picchi in settori come la cerealicoltura, granivori e suinicoli che supera l'80% e saranno in media generale oltre il 30% le aziende che chiuderanno con un reddito negativo, mentre prima della crisi del 2022 le aziende con difficoltà di questo tipo erano il 7%.

Lollobrigida ha parlato anche del grosso problema della siccità che ha toccato, soprattutto nel 2022 tutta l'agricoltura, nei termini di un urgente efficientamento delle risorse idriche attraverso un piano invasi, la riqualificazione e il potenziamento delle reti idriche. Ma anche la realizzazione di nuovi "e più potenti dissalatori per produrre acqua a scopo agricolo.

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Lotta ai falsi agroalimentari

L'agricoltura "è uno dei pilastri della nostra Nazione e il nostro obiettivo è tutelare l'economia agricola dalle aggressioni del mercato del falso che distorce miliardi di euro, rimettere al centro il rapporto con il settore per proteggere la filiera e il concetto di cultura rurale

afferma Lollobrigida, sottolineando il contrasto all'introduzione di ogni strumento di classificazione dei prodotti pregiudizievole per l'agroalimentare italiano (Nutriscore), la lotta all'Italian Sounding e la promozione della dieta Mediterranea contro i cibi sintetici.