Muore Antonio Maschio, cofondatore di Maschio Gaspardo e Mascar
È morto a 87 anni Antonio Maschio, imprenditore co-fondatore di Maschio Gaspardo e fondatore di Mascar
Addio ad Antonio Maschio, cofondatore di Maschio Gaspardo e fondatore nel 1998 di Mascar SpA, azienda veneta leader nella produzione di macchine agricole (rotopresse, fasciatori, seminatrici).
Quella di Antonio Maschio è una storia che racconta bene il miracolo economico del Nordest italiano, e comincia nel 1964 in un piccolo laboratorio artigianale a Campodarsego, in provincia di Padova. Lì, tre fratelli — Antonio, Egidio e Giorgio Maschio — iniziarono a costruire frese artigianali per la lavorazione del terreno.
Sessant'anni dopo, quell'impresa si chiama Maschio Gaspardo ed è anche grazie ad Antonio che rappresenta una delle realtà più riconoscibili dell'agromeccanica mondiale, presente in decine di Paesi con una gamma che copre l'intera filiera della lavorazione del suolo e della semina.
Antonio Maschio, co-fondatore di Maschio Gaspardo, si è spento a 87 anni. Con i fratelli Egidio e Giorgio aveva avviato nel 1964 a Campodarsego, nel padovano, una piccola produzione artigianale di frese per il terreno: il punto di partenza di una delle multinazionali più riconoscibili dell'agromeccanica mondiale
Da Campodarsego al mondo: una storia italiana
Quello che Antonio Maschio e i suoi fratelli costruirono a partire dal 1964 non era soltanto un'azienda.
Era l'incarnazione di un modello imprenditoriale che ha fatto grande il Veneto — e con esso buona parte del tessuto produttivo italiano — nel secondo dopoguerra: partire dal lavoro manuale, dalla competenza tecnica acquisita sul campo, dalla capacità di capire i bisogni reali degli agricoltori, e trasformare tutto questo in un'impresa capace di dialogare con il mercato internazionale.
Le prime frese erano oggetti semplici, costruiti con le mani in un locale attaccato all'abitazione di famiglia. Ma rispondevano a un bisogno reale: meccanizzare le lavorazioni del suolo in un'agricoltura italiana che stava uscendo dall'era della trazione animale e cercava strumenti affidabili, riparabili, accessibili. Quella semplicità non era un limite: era la forza del progetto.
Negli anni, Maschio Gaspardo ha attraversato tutte le fasi dell'evoluzione agromeccanica italiana: dall'artigianato alla produzione industriale, dalla distribuzione locale all'export, dalle frese ai seminatoi, dagli erpici alle seminatrici di precisione.
La fusione con il gruppo Gaspardo, storica realtà friulana, ha creato un polo che oggi è punto di riferimento mondiale per la lavorazione del terreno e la semina.
Il ricordo dell'azienda e del mondo agricolo
Con grande dolore salutiamo Antonio Maschio, ha scritto l'azienda in una nota ufficiale.
La sua vita e il suo esempio hanno lasciato un segno profondo nella storia della nostra azienda e nelle persone che hanno avuto la fortuna di conoscerlo. Ricorderemo sempre la sua semplicità, il suo senso del dovere, il suo legame con la famiglia e i valori che ha saputo trasmettere.
Parole che restituiscono il ritratto di un imprenditore d'altri tempi — nel senso più nobile dell'espressione — che non ha mai perso il contatto con le origini, con il territorio e con le persone che hanno costruito insieme a lui qualcosa di duraturo.
Il modello imprenditoriale di Antonio Maschio — lavoro manuale, competenza tecnica, radicamento nel territorio e visione internazionale — è quello che ha reso grande il Veneto produttivo del dopoguerra.
Il ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida ha ricordato Antonio Maschio come «imprenditore lungimirante e appassionato» che ha dato un contributo rilevante alla crescita della meccanizzazione agricola italiana e alla sua valorizzazione sui mercati internazionali.
Andrea Borio, presidente di Federacma, ha sottolineato come la sua attività abbia accompagnato l'evoluzione tecnologica delle attrezzature agricole e il rafforzamento di una filiera che unisce produttori, rete commerciale e aziende.
Un'eredità che continua
Nel 2026 Antonio Maschio lascia Mascar, un'azienda solida, internazionale e in crescita, guidata oggi dalla famiglia nella persona di Mariateresa Maschio, presidente di FederUnacoma — la federazione nazionale dei costruttori di macchine agricole — oltre che vertice del gruppo.
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