Crisi Idrica in Puglia: danni all'agricoltura per 1,4 mld di euro
Crisi Idrica in Puglia: danni all'agricoltura per 1,4 miliardi di euro. Allarme dell’Anbi per la stagione irrigua 2025
L’agricoltura pugliese, in particolare quella del Foggiano, si trova ad affrontare una delle peggiori crisi idriche degli ultimi anni.
Secondo l’Associazione Nazionale Bonifiche Irrigazioni (Anbi), la mancanza di precipitazioni e il basso livello dei bacini idrici stanno compromettendo irrimediabilmente la stagione irrigua, con danni stimati in almeno 1,4 miliardi di euro per il settore agricolo locale.
Siccità e bacini in sofferenza: il caso della diga di Occhitto
Il granaio d’Italia è a rischio: la diga di Occhitto, principale riserva idrica della provincia di Foggia, può contenere fino a 250 milioni di metri cubi d’acqua, ma nell’estate 2024 era ridotta a soli 34 milioni. Questa carenza ha causato un crollo del 50% nella produzione di grano e del 25% per i pomodori, due pilastri dell’economia agricola locale.
Crisi Idrica in Puglia: danni all'agricoltura per 1,4 miliardi di euro
Già da tempo si discute di un collegamento con la diga del Liscione, in Molise, che annualmente sversa in mare 200 milioni di metri cubi di acqua in eccesso. Tuttavia, i lavori per questa infrastruttura sono fermi a causa della mancanza di finanziamenti, nonostante l’urgenza della situazione.
La cattiva gestione delle risorse idriche
Il Consorzio per la bonifica della Capitanata gestisce quattro dighe con una capacità complessiva di 300 milioni di metri cubi. Tuttavia, solo il 10% delle precipitazioni annuali viene effettivamente raccolto, mentre 60 milioni di metri cubi sono destinati all’acquedotto pugliese e il resto irriga 140.000 ettari di campi coltivati.
Crisi Idrica in Puglia: solo il 10% delle precipitazioni annuali viene effettivamente raccolto
Per il futuro, si parla della realizzazione della diga di Palazzo d’Ascoli, con un investimento previsto di 8 milioni di euro, ma i tempi di costruzione sono ancora incerti.
Un problema che coinvolge anche altre regioni
Non è solo la Puglia a soffrire: anche in Umbria la scarsità d’acqua mette a rischio la prossima stagione di semina. La diga sul torrente Marroggia presenta una disponibilità irrigua attorno al 48%, e i consorzi locali invitano gli agricoltori a rivedere i piani colturali in base alle risorse idriche realmente disponibili.
La necessità di interventi strutturali
Come sottolinea il direttore generale dell’Anbi, Massimo Gargano, è essenziale investire in nuove infrastrutture, completare gli schemi idrici esistenti e migliorare l’efficienza della rete di raccolta e distribuzione.
Senza interventi rapidi e concreti, il rischio è quello di vedere compromessa non solo l’economia agricola, ma anche l’intero tessuto sociale di territori fortemente legati alla terra e alle colture tradizionali.
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