Agricoltura di tendenza: solo sistemi predittivi e biostimolanti?
L'agricoltura di tendenza per i prossimi anni può ridursi ai soli sistemi predittivi e all'ultilizzo di biostimolanti?
Agricoltura di tendenza può ridursi ai soli sistemi predittivi e all'ultilizzo di biostimolanti?
Quando si parla di agricoltura, soprrattutto in abito di massimizzazione delle risorse, impiego fitofarmaceutico e gestione dell'acqua le parole chiave sono adattamento e innovazione.
Sono due le strade: rendere più resistenti le piante e adattare le tecniche di coltivazione tradizionali alle nuove condizioni climatiche, spiega Amedeo Reyneri docente di Agronomia e Coltivazioni erbacee all’Università di Torino, fra gli speaker intervenuti in occasione di NovelFarm, la mostra-convegno internazionale sulle innovazioni in agricoltura a Pordenone.
La prima è mettere a punto una genetica più resistente al clima di oggi. Per esempio, penso a varietà di cereali con un apparato radicale più profondo e cicli produttivi più veloci che permettano alle colture di evitare lo stress idrico. Sono sperimentazioni in studio e in esame.
In Italia e in Europa abbiamo una banca dati estremamente rilevante, che può essere utilizzata proprio per reinserire nei cicli produttivi varietà più resilienti.
2023:la SAU con tecnologie digitali solo il 9%
Il secondo fronte è quello delle tecniche di coltivazione valorizzando le piccole portate ed estendendo la micro irrigazione anche alle grandi estensioni colturali e alla vite.
L’Italia si muove bene se si tratta di sviluppare soluzioni, meno se le si deve implementare. Oggi sono 340 le aziende in ambito food tech e agritech, con investimenti nel settore per 167 milioni di euro nel 2023 (+10% sul 2022).
Eppure, secondo l’Osservatorio Agrifood del Politecnico di Milano, nel 2023 la superficie coltivata con tecnologie digitali era il 9% (anche se gli investimenti sono cresciuti del 19%, toccando i 2,5 miliardi di euro).
Agricoltori incentivati e accompagnati
Per accompagnare gli agricoltori italiani in questa transizione e proprio all’indomani della stagione irrigua, il Consorzio di bonifica per il canale emiliano romagnolo (Cer), il Crea, il più importante ente italiano di ricerca dell’agroalimentare, e Anbi, l’Associazione nazionale dei consorzi di gestione e tutela del territorio e delle Acque Irrigue, hanno firmato un protocollo d’intesa per far adottare in modo diffuso l’ irrigazione di precisione e sistemi di gestione e difesa del suolo.
L’obiettivo è allargare la partnership a tutti i consorzi di bonifica (Fonte Il Sole 24 Ore).
Sul fronte mondiale, le tendenze vanno verso l’uso dell’intelligenza artificiale, legato allo sviluppo di sistemi predittivi, e l’interesse per soluzioni biologiche capaci di difendere le colture.
Sono alcune famiglie di stimolanti capaci di aumentare l’attività di enzimi che lavorano per far sopportare alla pianta gli stress ambientali.
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