Robocrop InRow è un progetto di Garford di diserbo meccanico che raccoglie una logica produttiva fondamentale che si basa un un fondamentale principio circa il prodotto a cui è chiamata coltivare:l’insalata. Si tratta infatti di uno dei prodotti freschi consumati in maggior quantità e che non può certo mancare sulla tavola delle famiglie italiane. Ne esistono infinite varietà, che differiscono per forma, dimensione, colore e soprattutto sapore.

Robocrop InRow

Insalata IGP conviene

In questo Primo UTILIZZO si è voluta realizzare un’analisi dettagliata sulla coltivazione di due varietà d’insalata con un valore aggiunto importante rispetto a tutte le altre presenti sul mercato. È la denominazione IGP, infatti, che è stata attribuita ad alcune filiere produttive in provincia di Rovigo (e in alcune zone del padovano).

Più precisamente a Lusia, una delle zone maggiormente vocate alla coltivazione di questa insalata, coltura che appartiene alla famiglia delle Asteracee Lactuca Sativa, declinata nelle due varietà Cappuccia (detta anche Capitata) e Gentile (detta anche Crispa). Il marchio IGP è stato creato per identificare un prodotto agricolo, e di conseguenza destinato al consumo alimentare, originario di una determinata zona geografica.

Chi produce IGP deve attenersi alle rigide regole stabilite nel disciplinare di produzione e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo. Con il continuo aumento della concorrenza dai paesi esteri, soprattutto dalla Spagna nel campo delle ortofrutticole, gli agricoltori italiani cercano di dare un valore aggiunto ai loro prodotti rispetto a quelli già presenti sul mercato e in questo caso il valore aggiunto viene dato proprio dall’IGP. Ma non solo.

Robocrop InRow
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Standard rigidissimi

Innanzitutto le cultivar ammesse sono solo la Cappuccia e la Gentile, il cui fusto deve essere molto corto, massimo 6 cm, con foglie di numero, forma e colore variabile in funzione dell’andamento climatico dell’annata. Caratteristica chiave che contraddistingue l’insalata di Lusia da tutte le altre è la morbidezza, dovuta dall’assenza di fibrosità e fenomeni di lignificazione. La Cappuccia si presenta con foglia ondulata, margine intero e colore verde medio brillante.

La Gentile invece ha una foglia bollosa, con margine frastagliato, con colorazione verde chiaro. La zona di produzione comprende parte del territorio delle province di Rovigo e Padova, vocate per l’ottenimento dell’insalata: complici un terreno sabbioso, con tessitura grossolana che lo rende permeabile e la presenza del fiume Adige, che mette a disposizione le sue acque per l’irrigazione, elemento di fondamentale importanza nel loro ciclo di produzione.

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Riguardo a quest’ultimo punto, si dovrà intervenire, adottando volumi d’acqua ridotti e costanti, una o due volte al giorno dopo la messa a dimora delle piantine, fino al superamento della crisi di trapianto, la cui durata varia in relazione all’epoca di coltivazione e non supera mai 15 giorni. Successivamente si dovranno evitare gli apporti idrici fatto salvo per periodi eccezionali di siccità.

Grazie alla disponibilità di acqua, all’altezza della falda freatica e alla tessitura del terreno è possibile coltivare questa insalata anche nei mesi estivi con buoni risultati, garantendone la presenza sul mercato per 10-11 mesi all’anno. Anche per quanto riguarda il trapianto è necessario seguire regole ben precise, utilizzando piantine con 3-5 foglie vere, munite di pane di terra, adottando un sesto d’impianto di 30-35 cm tra le file e 30-35 cm sulla fila.

La coltivazione inoltre, può avvenire sia in pieno campo, sia in coltura protetta. Attorno alla coltivazione nel territorio di Lusia, si è sviluppata una vera e propria filiera. L’insalata, raccolta alla mattina presto, per mantenerla ad una temperatura costante, viene prima pulita e posta all’interno di una cassetta.

Robocrop InRow

Questa cassetta raggiunge poi il magazzino di stoccaggio, in cui l’insalata viene lavata, confezionata, pallettizzata per essere così pronta alla distribuzione. Il processo avviene nel giro di poche ore, per garantire la freschezza del prodotto. Per la difesa fitosanitaria si dovranno utilizzare prodotti ammessi dalle vigenti normative e, che a parità di principio attivo, abbiano la tossicità più bassa. Per il controllo delle infestanti si possono usare prodotti chimici o tecniche agronomiche quali pacciamatura, false semine e diserbo meccanico.

Quest’ultima pratica agronomica sta prendendo sempre più piede, perché permette di ridurre i trattamenti fitosanitari, con effetti benefici sia per salute del consumatore finale, sia per i ricavi dell’agricoltore, che risparmia notevolmente sui costi dei trattamenti. Emanuele Capato, vicepresidente del consorzio dell’insalata di Lusia IGP e titolare dell’Azienda orticola Ortus Novus ci spiega:

“da quest’anno per avere un valore aggiunto oltre al marchio IGP, stiamo cercando di evolvere la filiera verso un residuo derivato dall’utilizzo dei diserbanti pari a zero. Vogliamo evitare tutti i trattamenti solitamente effettuati con prodotti chimici a favore di tecniche agronomiche a impatto zero. Per farlo ci stiamo affidando ad un’azienda del posto che, tramite una specifica attrezzatura prodotta dall’inglese Garford, interviene in campo aperto o in serra e ci effettua un diserbo meccanico, con una precisione di lavoro ai massimi livelli, cosicché non si renda più necessario l’intervento con fitofarmaci”.

Lavora in interfila e interpianta

Emanuele racconta che la Robocrop InRow è piaciuta sin da subito perché in grado di lavorare sia interfila che interpianta con una precisione di 2 mm, riuscendo ad eliminare tutte le erbe infestanti e salvaguardando le piantine di insalata. Ha un’ottima velocità di lavoro e non richiede alcun tipo di guida satellitare sul trattore. Si chiama Robocrop InRow: è nata per effettuare il diserbo meccanico ed è personalizzabile a seconda delle necessità di ogni cliente; in questo caso è stata infatti adattata al sesto d’impianto della Ortus Novus per lavorare 4 file contemporaneamente e rientrare nelle misure dei passaggi dei macchinari impiegati.

Si compone di un telaio modulare, attaccato al sollevatore frontale del trattore, sul quale sono installati 4 rotori a mezzaluna comandati elettroidraulicamente e collegati ciascuno alla propria ruota di supporto per la gestione della profondità.

Robocrop InRow
Robocrop InRow
Robocrop InRow
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Posta su un palo, al centro del telaio e in posizione rialzata c’è la telecamera, che visiona l’area antistante, individua dove è posizionata ogni singola piantina di insalata e il software di gestione elabora la lettura e da gli impulsi necessari affinché i rotori della macchina ruotino attorno alla pianta con una precisione di soli 2 mm.

L’impianto idraulico in questo caso è separato rispetto a quello del trattore, ma è possibile utilizzare anche quello di quest’ultimo nel caso le condizioni lo consentano. Un grosso radiatore alla sommità del telaio permette di mantenere la temperatura dell’olio nei limiti di lavoro. La velocità di lavoro è elevata se si considera la grandissima precisione che riesce a raggiungere la Robocrop, si attesta infatti attorno a 2-4 piante al secondo per ogni singolo elemento.

Questa macchina viene venduta anche nella variante elettrica, in grado di lavorare a velocità superiore rispetto a quella idraulica, salgono infatti a 7 le piante lavorate al secondo, sempre per ogni singolo elemento.

 

Lavora in piena autonomia

“La macchina è completamente autonoma, una volta messa in posizione di lavoro riceve dal trattore l’energia idraulica, di trazione ed elettrica necessaria per il funzionamento. Segue le file, in funzione di come sono state trapiantate e nel caso ci fossero delle curve le effettuerà con la massima precisione. L’unico compito dell’operatore è quello di controllare il monitor in cabina e vedere se la macchina riconosce effettivamente le piantine ed al massimo effettuare una piccola correzione sull’offset della direzione premendo semplicemente un comando”

 

ci spiega Marco Pattaro, responsabile dell’import per Garford in Italia. La guidabilità è data dalle due ruote in ferro di supporto dotate di disco di penetrazione: permettono la sterzata dell’attrezzo e quindi la possibilità di curvare durante la lavorazione. In più le ruote hanno anche una funzione di livellatura della macchina, nel caso in cui una di esse dovesse trovare una buca, la macchina rimarrà comunque allineata sul piano di lavoro. I risultati del passaggio della Robocrop sono decisamente positivi: anche le piante infestanti più prossime al fusto dell’insalata vengono colpite dai rotori e ciò consente di evitare la competizione per i nutrienti che potrebbe rimanere nel caso di una lavorazione esclusivamente interfilare.
 
 

PAROLA AL RESPONSABILE (Marco Pattaro)

Robocrop InRow

Garford è un’azienda inglese che produce principalmente macchine per il controllo delle infestanti, dal sistema meccanico fino a quello chimico di massima precisione. Si tratta di attrezzature dotate di alto contenuto tecnologico, in grado di lavorare sia nell’interfila che nell’interpianta per quanto riguarda le coltivazioni orticole, oppure nell’interfila, con eccezioni anche nell’interpianta se parliamo di colture cerealicole a pieno campo. Il costo di un’attrezzatura di questa tipologia non è indifferente ma è importante valutare anche i risparmi che si possono ottenere, soprattutto se si devono trattare chimicamente grosse superfici. Nel giro di pochi anni comunque un’azienda agricola di medie dimensioni è in grado di ammortizzare l’investimento iniziale di acquisto di tale macchina.