Coltiva Italia, 1,18 miliardi in campo: filiere bovino e olio, giovani e controlli in arrivo
La legge Coltiva Italia stanzia 1,18 miliardi tra carne bovina, olio d'oliva, grano duro, giovani agricoltori e lotta alla Xylella
Il Senato ha approvato in via definitiva il Coltiva Italia, il provvedimento con cui il Governo Meloni stanzia 1,18 miliardi di euro per il settore agricolo. Le risorse rafforzano filiere considerate strategiche per l'alimentare made in Italy, dalla carne bovina all'olio d'oliva fino ai cereali, e finanziano il ricambio generazionale, la multifunzionalità delle imprese agricole e la ricerca di settore.
La legge arriva dopo il cambio di nome del dicastero, diventato a inizio legislatura ministero dell'Agricoltura e della Sovranità alimentare. Il ministro Francesco Lollobrigida lo definisce «il principale intervento strategico in agricoltura dai tempi della legge Quadrifoglio predisposta dall'allora ministro Giovanni Marcora», risalente agli anni '70.
Dove vanno i 1,18 miliardi
Le prime due filiere individuate sono la carne bovina e l'olio d'oliva, con una dotazione di 300 milioni di euro ciascuna. A queste si aggiunge un fondo flessibile da ulteriori 370 milioni destinato ad altri comparti sensibili, a cominciare dalla produzione cerealicola di grano duro per la pasta. Il ministro indica anche possibili estensioni future a castagne marroni, tartufi e nocciole, produzioni in cui l'offerta italiana resta inferiore alla domanda: nel caso delle castagne marroni, dichiara Lollobrigida, l'offerta copre appena il 25% della domanda di mercato.
Sull'allevamento, l'80% delle risorse sarà riservato alle regioni del Mezzogiorno, con l'obiettivo di incentivare forme di allevamento estensivo nelle aree collinari e montane del Sud, contribuendo secondo il ministro anche al ripopolamento di quei territori. Per l'olio d'oliva, i dettagli operativi saranno definiti con decreti attuativi che si baseranno sul Piano olivicolo nazionale messo a punto dal sottosegretario Masaf Patrizio La Pietra insieme a regioni e agricoltori. Nelle aree colpite dalla Xylella saranno incentivati i reimpianti con varietà resistenti. All'olio d'oliva vanno complessivamente 600 milioni, 150 milioni al ricambio generazionale.
Ricambio generazionale e giovani agricoltori
La dotazione da 150 milioni per il ricambio generazionale è destinata a giovani agricoltori e donne imprenditrici: il 35% delle risorse sarà erogato a fondo perduto, il restante 65% servirà a incentivare mutui agevolati. La misura si affianca al bando Ismea, che mette a disposizione dei giovani agricoltori oltre 8.417 ettari di terreni coltivabili per dieci anni, al termine dei quali potranno essere riscattati al 50% del valore iniziale.
Sono previste inoltre risorse per i contratti di filiera nel grano duro, pensati per stabilizzare i redditi degli agricoltori e proteggerli dalle fluttuazioni dei prezzi. Un capitolo specifico riguarda la lotta alla Xylella: 3 milioni di euro sono destinati al Commissario straordinario, che resterà in carica fino al 31 dicembre 2028 guidando gli interventi di prevenzione, con ricadute attese anche sulla prevenzione del dissesto idrogeologico.
Controlli, semplificazioni e il tema della sovranità alimentare
Il provvedimento rafforza, anche attraverso nuove tecnologie, i controlli sull'origine dei prodotti agroalimentari, a partire da olio d'oliva e conserve di pomodoro, insieme a un pacchetto di semplificazioni burocratiche. Cresce anche il ruolo dei Caa, i Centri di assistenza agricola, che avranno più poteri per intervenire in caso di irregolarità o difformità nelle dichiarazioni rispetto all'assetto precedente.
Interrogato sul senso della sovranità alimentare, Lollobrigida chiarisce:
«Siamo consapevoli che non potremmo mai diventare completamente indipendenti dalle importazioni per la produzione agroalimentare. Ma vorremmo almeno diventare un po' meno dipendenti».
Il ministro cita le tensioni internazionali e i blocchi stradali degli anni scorsi come episodi che hanno mostrato la vulnerabilità delle forniture alimentari, aggiungendo:
«Ci sono altre nazioni che usano il cibo addirittura come arma. Noi vorremmo almeno poterci difendere».
Sul tema, Lollobrigida ha scritto una lettera al commissario Ue Hansen chiedendo misure concrete contro i tentativi di trasformare le indicazioni geografiche italiane in generici. Sui dettagli attuativi delle diverse misure, la ripartizione delle risorse fino al 2030 resta oggetto di confronto tra ministero, organizzazioni agricole e regioni, mentre la suddivisione tra olio, carne e cereali definisce già l'impianto principale della legge.
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