Aiuti bovini 2026, domande entro il 23 novembre: chi prende i 100 euro a capo e come
La misura del Fondo sovranità alimentare 2026 sostiene bovini da carne nazionali con requisiti di filiera e tracciabilità BDN rigorosi
Le Istruzioni Operative AGEA n. 87/2026, pubblicate il 15 ottobre 2026, danno attuazione per la campagna 2026 al DM 22 dicembre 2025 n. 0688617 sul Fondo sovranità alimentare per le annualità 2025 e 2026. La finestra per richiedere gli aiuti destinati alla filiera bovina è aperta dal 22 ottobre 2026 al 23 novembre 2026 tramite il proprio Centro di assistenza agricola.
All’interno dello stanziamento complessivo di 23,75 milioni di euro previsto dal DM 22 dicembre 2025 n. 0688617 per le annualità 2025–2026, la dotazione specifica per la campagna 2026 destinata alla filiera carni bovine ammonta a 4,75 milioni di euro. Le risorse finanziano due platee distinte: i bovini da carne della linea vacca vitello, con un contributo fino a 100 euro a capo, e gli animali certificati SQNZ o IGP, con un valore di riferimento di 40 euro a capo.
Fondo sovranità alimentare 2026: la domanda per la filiera bovina
Possono accedere alla misura le imprese agricole iscritte al Registro delle imprese e all'Anagrafe delle aziende agricole che allevano bovini da carne nati e cresciuti in Italia, con un'età compresa tra 6 e 24 mesi. Rientrano sia i capi della linea vacca vitello sia quelli conformi ai disciplinari SQNZ o IGP, purché l'origine e la tracciabilità risultino coerenti con i registri ufficiali utilizzati per i controlli.
L'accesso non si esaurisce nel requisito anagrafico e zootecnico degli animali, perché servono anche specifiche condizioni di filiera previste dalle istruzioni operative. È richiesta l'adesione da almeno tre anni a un'Organizzazione di produttori riconosciuta, oppure un'adesione triennale a un Consorzio di tutela, oppure ancora un contratto di filiera di pari durata con operatori della trasformazione, dell'ingrasso, della macellazione o della commercializzazione.
Il numero di capi ammissibili non è una dichiarazione libera dell'azienda e viene calcolato da AGEA con un criterio oggettivo. Si prende il valore più basso tra quanto previsto dal contratto o dall'impegno di conferimento e la consistenza effettiva risultante dalla Banca dati nazionale zootecnica alla data di apertura della finestra di presentazione. Per le adesioni a Organizzazioni di produttori o Consorzi, il confronto avviene tra la BDN e il numero validato dall'organizzazione stessa.
Contributo fino a 100 euro per capo: importi e accesso
La domanda arriva già precompilata dal CAA con i dati aziendali e zootecnici estratti dal Fascicolo aziendale e dalla BDN, soluzione che riduce errori formali ma impone una verifica attenta. Il beneficiario deve controllare i dati, completarli e indicare i capi per cui chiede il sostegno. Restano obbligatori gli allegati previsti dalla misura.
Per gli animali SQNZ o IGP occorre indicare espressamente il sistema di qualità di riferimento a cui fa capo l'allevamento, così da permettere i controlli incrociati. L'indicazione di un IBAN corretto e intestato al beneficiario è condizione necessaria per l'erogazione. In caso di trasferimento dell'azienda il nuovo titolare può subentrare nel contratto di filiera già stipulato dal precedente proprietario senza doverlo rinegoziare.
Chi ha già seguito l'andamento dei saldi PAC 2025 per i bovini conosce il meccanismo dei pagamenti AGEA legati alla BDN e ai controlli automatizzati. Anche in questo caso la coerenza tra consistenza zootecnica dichiarata e dati ufficiali resta il nodo che determina l'importo effettivamente liquidato, al netto di eventuali riproporzionamenti sulla dotazione disponibile.
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