Botrite: 27 sostanze e 52 formulati. A rischio la vendemmia?
Botrytis cinerea sotto vendemmia: 27 sostanze, 52 formulati, Swinglea glutinosa a 1 giorno e Boscalid a 28 giorni
Al 28 agosto 2026 sono 27 le sostanze attive autorizzate contro la muffa grigia dell'uva da tavola, distribuite su 52 formulati commerciali. È il quadro aggiornato su cui produttori e tecnici devono impostare la difesa fitosanitaria della campagna in corso, con differenze rilevanti tra un prodotto e l'altro proprio negli intervalli di sicurezza.
La classificazione in etichetta distingue 4 formulati per "muffa grigia e marciume fogliare" e 51 per "muffa grigia o botrite", causata dal patogeno Botrytis cinerea. Tra questi compare anche un'autorizzazione in deroga temporanea, valida solo per una finestra precisa della stagione, che il contoterzista deve verificare prima di ogni intervento in vigneto.
Botrite dell'uva da tavola, quadro aggiornato di principi attivi e formulati
Dei 52 formulati oggi disponibili, uno solo è ammesso anche in agricoltura biologica: si tratta del prodotto a base di Aureobasidium pullulans (ceppi DSM 14940 e 14941), un antagonista microbico che agisce per competizione contro il fungo patogeno. È l'unica opzione per le aziende certificate bio che devono contenere la muffa grigia senza ricorrere a sostanze di sintesi.
Tra i principi attivi convenzionali, il Boscalid conta 6 formulati commerciali autorizzati, con un intervallo di sicurezza di 28 giorni: è tra i più lunghi in etichetta e va programmato con largo anticipo rispetto alla raccolta. La scelta tra i 27 principi attivi disponibili passa quindi non solo dall'efficacia contro Botrytis cinerea, ma dalla compatibilità del tempo di carenza con il calendario di vendemmia previsto per ogni varietà.
La strategia di biocontrollo dell'uva da tavola nella fase di invaiatura diventa un tassello complementare proprio quando i tempi di carenza dei fungicidi di sintesi non lasciano margine sufficiente prima della raccolta. Verificare la coltura autorizzata, il bersaglio in etichetta e il numero massimo di trattamenti resta comunque il primo passo prima di qualsiasi applicazione in campo.
Intervalli di sicurezza e autorizzazioni in deroga nei fungicidi contro Botrytis cinerea
L'intervallo di sicurezza più corto tra i 52 formulati appartiene a un prodotto a base di Swinglea glutinosa (estratto), con un solo giorno di carenza tra trattamento e raccolta. È un dato operativo importante perché consente interventi molto ridosso della vendemmia, utile quando la pressione della malattia si manifesta a maturazione avanzata.
Lo stesso preparato a base di Swinglea glutinosa è autorizzato in via eccezionale, con validità limitata dal 1° luglio al 28 ottobre 2026: fuori da questa finestra temporale l'uso non è conforme alla registrazione, indipendentemente dalla disponibilità del prodotto in magazzino. Le autorizzazioni in deroga, previste dall'articolo 53 del Regolamento (CE) 1107/2009, vanno sempre verificate nel decreto ministeriale che le accompagna.
Per chi programma i trattamenti, il confronto tra i nuovi limiti massimi di residuo 2026 sull'uva e i relativi trattamenti aiuta a incrociare l'intervallo di sicurezza in etichetta con i limiti di residuo fissati dal Regolamento (CE) 396/2005. La rotazione tra sostanze attive a diverso meccanismo d'azione resta la raccomandazione ministeriale per contenere le resistenze di Botrytis cinerea, e va pianificata insieme alla difesa dell'uva da tavola nella fase di invaiatura 2026.
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