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John Deere legge proteine e olio del raccolto in tempo reale

HarvestLab 3000 usa spettroscopia NIR sulle mietitrebbie S700 per mappare umidità, proteina e olio di frumento, orzo, soia e colza

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Foto di: OmniTrattore.it

John Deere ha mostrato al Congresso Aapresid 2026 in Argentina un’applicazione in campo del sensore HarvestLab 3000 montato sulla noria delle mietitrebbie, che rende visibile in cabina la qualità del raccolto in tempo reale e in forma georeferenziata. Si tratta dell’uso Grain Sensing di HarvestLab 3000, già a catalogo globale da alcuni anni per le mietitrebbie John Deere, oggi integrato sulle serie S700, S7, X9 e T con calibrazioni dedicate per cereali e semi oleosi.

Per chi raccoglie frumento, orzo, soia e colza, il sensore legge parametri come umidità, proteina e olio mentre il flusso di granella sale al serbatoio. Le misure vengono registrate insieme alle mappe di resa, trasformando ogni passata della mietitrebbia in dati di qualità per gestire ambienti di campo, lotti di stoccaggio e scelte varietali.

John Deere mostra la qualità del raccolto in tempo reale
John Deere HarvestLab 3000 porta sulla mietitrebbia l'analisi NIR della granella: durante la raccolta il sistema rileva parametri come umidità, proteine, amido e olio e li associa alla posizione GPS, creando mappe georeferenziate della qualità del raccolto OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it

John Deere HarvestLab 3000 in Argentina

HarvestLab 3000 è un sensore near infrared (NIR) già usato da anni su trince semoventi e botti di liquami per analizzare in continuo il prodotto nel flusso. L’applicazione sulle mietitrebbie è una tecnologia ormai matura, introdotta a livello commerciale dal 2022/23 con il modulo Grain Sensing e già proposta anche tramite concessionarie John Deere in mercati come l’Argentina. Al Congresso Aapresid 2026 John Deere ha scelto di dimostrarne pubblicamente l’uso in campo in vista delle campagne di raccolta 2026/27 e successive.

Nella configurazione per mietitrebbia il modulo è lo stesso HarvestLab 3000 già a catalogo globale, non un nuovo hardware dedicato all’Argentina. La differenza è nella calibrazione del sensore e nell’integrazione con i monitor di bordo, che permettono di mappare la qualità del grano in tempo reale insieme alle consuete mappe di resa e di umidità.

Questa estensione segue le precedenti applicazioni su foraggi, dove HarvestLab 3000 regola automaticamente lunghezza di taglio e dosaggio di additivi, e sui liquami, in cui misura nutrienti come azoto, fosforo e potassio. Per chi già utilizza soluzioni di agricoltura di precisione John Deere in zootecnia, il sensore rappresenta quindi un tassello già conosciuto.

Qualità del grano letta in tempo reale

Sulla mietitrebbia il sensore HarvestLab 3000 viene montato sulla noria del serbatoio granella, dove il flusso di chicchi passa davanti alla finestra ottica NIR. Lo spettrometro analizza continuamente il prodotto in movimento e, tramite una libreria di calibrazioni, stima parametri come umidità, proteina, amido o contenuto in olio senza bisogno di campioni manuali.

Le misure vengono inviate al monitor in cabina e registrate con posizione GPS, generando mappe georeferenziate della qualità del raccolto. In Argentina, nella dimostrazione Aapresid, le mappe hanno mostrato in tempo reale le variazioni di proteina nel frumento e nel malto d’orzo, e il contenuto in olio nella soia e nella colza, affiancate alla resa per ogni porzione di campo.

Per chi già utilizza sistemi di telemetria e monitoraggio delle mietitrebbie, l’abbinata tra HarvestLab 3000 e le soluzioni di sensori e telemetria per la manutenzione della mietitrebbia crea un quadro più completo: non solo come lavora la macchina, ma anche che qualità sta effettivamente uscendo dalla bocca, passata per passata.

Su quali colture funziona il sensore

Nella versione presentata in Argentina il sistema è calibrato per alcune colture chiave. Su frumento e orzo misura in tempo reale umidità e tenore proteico del grano, parametri determinanti per destinazione merceologica, resa molitoria e premi di prezzo. I valori possono evidenziare differenze tra appezzamenti o zone interne allo stesso campo.

Su soia e colza (canola) il sensore rileva soprattutto proteina e contenuto in olio, dati che interessano sia l’industria di trasformazione sia la gestione agronomica. Le mappe di qualità ottenute in raccolta permettono di collegare zone con maggior olio a fertilizzazioni, densità di semina o problemi di drenaggio rilevati in precedenza, come già accade in parte con il sorgo in agricoltura di precisione.

Disponibilità sulle mietitrebbie e novità X9

Secondo i resoconti dal Congresso Aapresid, in Argentina l’applicazione HarvestLab 3000 per qualità del raccolto è già disponibile sulle mietitrebbie John Deere serie S700 e successive. Le specifiche tecniche aggiornate indicano che la funzione Grain Sensing risulta oggi integrata sulle mietitrebbie John Deere S700, S7, X9 e T, permettendo al sensore di lavorare in modo coordinato con ricevitori StarFire e display Gen 4 e G5 per la documentazione sito-specifica di resa e costituenti.

Il sistema viene proposto come opzione per macchine nuove oppure come installazione su modelli esistenti compatibili con l’elettronica di bordo richiesta. Dal model year 2027 le mietitrebbie X9 escono inoltre dalla fabbrica con un design HarvestLab-ready: piccoli pannelli di accesso rimovibili sul fianco della macchina permettono il montaggio rapido del sensore HarvestLab 3000 senza dover più praticare fori nella carrozzeria, riducendo tempi di installazione e interventi strutturali.

Le misure di qualità dialogano con i monitor e i sistemi di guida John Deere, così da registrare le mappe direttamente nelle piattaforme aziendali per l’analisi dati. Chi segue da vicino le novità John Deere viste ad Agritechnica 2025 ritrova lo stesso filo conduttore: sfruttare sensori e connettività per spostare l’attenzione dalla sola resa alla combinazione tra resa e qualità del prodotto raccolto.