Siccità, Piemonte chiede calamità: è allarme per le aziende?
Piemonte, Alberto Cirio, Paolo Bongioanni: siccità severa come nel 2022, 2 miliardi di perdite stimate, risaie in crisi
La Regione Piemonte ha avviato le procedure per il riconoscimento dello stato di calamità naturale per siccità, dopo settimane di deficit idrico che compromettono risaie e colture stagionali. Il passaggio, deciso dalla Giunta guidata da Alberto Cirio con l’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni, apre un percorso amministrativo che può sfociare in aiuti straordinari.
L’emergenza siccità è stata resa gestibile come emergenza regionale con la legge approvata l’11 giugno 2026, che ha fornito il quadro normativo. Su questa base la Giunta regionale ha dichiarato il 3 agosto 2026 lo stato di emergenza di rilievo regionale per crisi idrica e incendi, prima applicazione di quella legge, e ora la situazione viene portata al livello nazionale ed europeo, con un coordinamento tra Regione, Governo, Agea e Bruxelles. Per le aziende agricole piemontesi la differenza concreta dipenderà dal riconoscimento delle aree colpite, dai danni ammessi e dagli strumenti che saranno attivati nei prossimi mesi.
Piemonte e siccità, l’iter per la calamità naturale
La legge regionale piemontese approvata l’11 giugno 2026 consente alla Regione di dichiarare in autonomia lo stato di emergenza quando gli strumenti ordinari non bastano. Su questa base è stato formalizzato lo stato di emergenza regionale per crisi idrica, che costituisce il presupposto per la richiesta di calamità naturale al Governo.
Dopo gli incontri tra presidente regionale e assessore all’Agricoltura è partito il percorso istituzionale con Roma, Agea e Commissione europea, mirato a far riconoscere ufficialmente la calamità naturale per siccità. Il quadro amministrativo era stato delineato in precedenza nell’analisi sulle procedure di emergenza siccità per le aziende agricole piemontesi, ora agganciato al nuovo scenario di deficit idrico.
La procedura prevede che la Regione documenti il fenomeno con i dati tecnici, tra cui il monitoraggio idrico di ARPA Piemonte del 13 luglio 2026 e, soprattutto, il successivo bollettino di fine luglio 2026 che descrive una siccità severa con portate fluviali ai livelli del 2022, e trasmetta le relazioni ai ministeri competenti. Il riconoscimento formale dello stato di calamità naturale aprirà poi ai provvedimenti nazionali e, se autorizzati, agli interventi cofinanziati a livello europeo.
Aree colpite e danni agricoli in Piemonte
Gli aggiornamenti ARPA di metà e fine luglio 2026 sono oggi il riferimento tecnico per la mappatura delle aree colpite dalla siccità e per descrivere un quadro definito di siccità severa su gran parte del territorio, base per delimitare i comuni ammessi ai benefici. Sul piano agricolo, le segnalazioni delle organizzazioni professionali evidenziano danni crescenti in più province e in diverse filiere produttive, con Confagricoltura Piemonte che stima perdite complessive per circa 2 miliardi di euro.
Il settore risicolo risulta tra i più esposti, con la carenza d’acqua che colpisce le risaie in una fase decisiva del ciclo produttivo e compromette le rese potenziali. Ulteriori criticità riguardano le colture stagionali, già in sofferenza per temperature elevate e mancata pioggia, in continuità con gli impatti descritti per siccità su ortaggi, frutta e oliveti in altre regioni.
Nel perimetro dei danni agricoli valutabili rientrano, di norma, perdite di produzione e, nei casi più gravi, deperimenti delle piante pluriennali. Ai fini assicurativi e per eventuali indennizzi, sarà centrale il lavoro di perizia dei danni da calamità, su cui esistono già indicazioni operative nei casi di eventi estremi illustrate nell’approfondimento dedicato alla stima dei danni in agricoltura per eventi calamitosi.
Emergenza idrica, misure e tutele per le aziende
La richiesta di calamità naturale è finalizzata ad attivare strumenti straordinari di sostegno economico per le aziende agricole, come sottolineato anche dalle organizzazioni di categoria. A livello nazionale gli interventi potranno includere, se deliberati, contributi per i danni subiti, agevolazioni su mutui e tributi e misure specifiche per i comparti più colpiti dalla siccità.
Il coordinamento con Agea e Bruxelles è funzionale anche a modulare gli strumenti della politica agricola comune, in continuità con altri episodi recenti in cui eventi climatici estremi hanno generato crisi in agricoltura. In parallelo, le richieste avanzate dalle rappresentanze agricole, riportate da fonti di stampa nazionali, insistono su interventi rapidi per non aggravare la pressione finanziaria delle imprese.
Nel breve periodo l’emergenza idrica si somma ad altri fattori di costo, come oscillazioni del prezzo del gasolio agricolo in fasi di clima estremo, riducendo i margini soprattutto per le realtà con irrigazione energivora. Le decisioni operative su tempi, criteri di accesso e importi delle misure dipenderanno dagli atti che Governo e Regione adotteranno dopo il riconoscimento formale della calamità.
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