Siccità 2026: agricoltori esigono aiuti o lasciano i campi
Nel Regolamento UE 2024/2675 e nel fondo AGRICAT si giocano indennizzi, anticipi PAC e gestione del rischio per aziende in difficoltà
Ondate di caldo e siccità stanno bruciando rese e foraggi in mezza Europa, con l’attenzione puntata sulle perdite di reddito e sulla tenuta di liquidità delle aziende. In Germania il Deutscher Bauernverband, la principale organizzazione agricola tedesca, ha alzato il tiro verso il governo federale e i Länder, chiedendo sostegni più rapidi e strutturali per chi lavora i campi.
La stessa tensione si riflette in Italia, dove caldo estremo, riduzione delle produzioni e rialzo dei costi di irrigazione e gasolio si sommano ai ritardi dei pagamenti pubblici. Sul tavolo ci sono anticipi massicci della Politica Agricola Comune, uso del fondo AGRICAT, decreti emergenziali e misure regionali ad hoc su gasolio agricolo e riconoscimento di calamità naturale, mentre si discutono strumenti più stabili di gestione del rischio.
Bauernverband e aiuti contro siccità e caldo
Le richieste del Bauernverband al governo tedesco ruotano attorno a tre assi: ristori rapidi per i danni diretti da perdita di raccolto, alleggerimento degli oneri finanziari sulle aziende e strumenti di gestione del rischio più solidi. In diverse regioni tedesche si registrano gravi cali di rese cerealicole e problemi di approvvigionamento di foraggi per bovini e ovicaprini.
Tra i punti messi sul tavolo figurano l’attivazione di fondi di crisi nazionali e regionali, sospensioni o dilazioni fiscali e contributive e un potenziamento degli aiuti di Stato compatibili con il quadro europeo. In parallelo, emergono proposte per rafforzare assicurazioni agevolate contro la siccità e schemi mutualistici, sulla scia di quanto altri Paesi già fanno con strumenti analoghi al fondo italiano AGRICAT.
Le misure in discussione per l’agricoltura
In Italia, mentre si quantificano i danni della stagione 2026, è stata raggiunta un’intesa in Conferenza Stato-Regioni su un decreto che destina risorse alle imprese del Sud e delle Isole colpite dalla siccità del 2024. L’intervento applica il Regolamento UE 2024/2675, con 37,4 milioni dalla riserva di crisi della Politica Agricola Comune e 74,8 milioni di cofinanziamento nazionale.
Nel quadro della nuova PAC è operativo il fondo AGRICAT per gli eventi catastrofali, inclusa la siccità, con indennizzi che possono coprire fino al 55% del danno, al netto di una franchigia minima del 20%. Si aggiungono gli anticipi dei pagamenti PAC, oltre 1 miliardo di euro da erogare dal 26 luglio 2026, fino al 75% sui pagamenti diretti e all’85% sulle misure di sviluppo rurale, per ridurre la tensione di cassa nelle aziende.
Per il caldo estremo e le perdite produttive dell’estate 2026 restano attivabili anche gli strumenti del Decreto Legislativo n. 102 del 2004, lo stesso usato per i ristori legati al ciclone Harry per danni a strutture e infrastrutture agricole. Una parte rilevante del dibattito riguarda il coordinamento fra questi canali e i problemi già emersi nelle crisi climatiche sulle aziende agricole italiane, con richieste di semplificare procedure e controlli.
Il quadro europeo degli interventi già annunciati
Sul fronte europeo, la Commissione ha approvato un regime di aiuti di Stato da 500 milioni di euro a favore degli agricoltori danneggiati da inondazioni e frane, con validità fino al 17 settembre 2028. Il provvedimento viene letto come banco di prova per future aperture anche su schemi dedicati alla siccità prolungata, considerata ormai rischio sistemico per molte regioni.
Gli Stati membri stanno inoltre utilizzando la riserva di crisi della PAC e le flessibilità sugli anticipi per intervenire con risorse aggiuntive, spesso indirizzate a chi non riesce a contrarre assicurazioni contro la siccità a condizioni sostenibili. Il dibattito sulle ondate di caldo del 2026 si intreccia con i piani nazionali di adattamento climatico e con richieste di filiere e cooperative, già impegnate a rafforzare strumenti mutualistici, come mostrano i modelli di cooperative agricole orientate alla mutualità.
Nello stesso tempo, la gestione dell’acqua entra stabilmente nell’agenda politica, anche attraverso richieste di riconoscimento di calamità naturale come avvenuto in Piemonte per la siccità, con iter già avviato verso Bruxelles. In territori dove la combinazione tra caldo e mancanza di piogge ha già colpito duramente rese e qualità dei raccolti nella stagione 2026, le decisioni sui nuovi fondi e sulla loro rapidità di erogazione saranno decisive per evitare ulteriori abbandoni di superfici coltivate e strozzature di liquidità.
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