AVR lancia rotoreg su Ceres 440: addio ai problemi con i sassi?
AVR Ceres 440, LSM e Maschio DM3000: rotoreg per suoli pietrosi, profondità indipendente, 120 mm in meno
Per chi lavora in aree con suoli pietrosi, trovare un allestimento di piantapatate che faccia in un solo passaggio lavorazione del terreno, posa del tubero e formazione della cresta resta una scelta delicata: serve capacità di affinamento, ma anche compattezza e controllo preciso della profondità. Su questo segmento si inserisce ora la nuova combinazione con rotoreg per la AVR Ceres 440, terza variante “all‑in‑one” che affianca le versioni MultiForce e Compact già note nel catalogo del costruttore belga.
La novità nasce dalla collaborazione tra AVR, specialista nelle macchine per la coltivazione della patata, e il produttore belga LSM, e combina rotoreg, ripuntatori idraulici e piantatrice in un unico pacchetto. Secondo l’azienda, l’obiettivo è offrire ai coltivatori maggiore flessibilità nel comporre la propria catena di lavorazione e messa a dimora, adattandola alle condizioni del terreno e, in particolare, alle parcelle con presenza importante di sassi.
Nuova combinazione Ceres 440 con rotoreg
La nuova allestimento per Ceres 440 si basa su tre elementi: ripuntatori idraulici LSM, rotoreg Maschio DM3000 e la piantatrice Ceres 440. L’integrazione è pensata per gestire in sequenza lavorazione profonda, affinamento del letto di semina e deposizione del tubero, oltre alla formazione della cresta. Secondo il costruttore, l’insieme è dimensionato per mantenere un profilo compatto, caratteristica che può facilitare la maneggevolezza in capezzagna e la combinazione con trattori di diverse taglie, inclusi quelli con pneumatici larghi, ambito in cui molti operatori stanno già lavorando con macchine di potenza elevata e carreggiate generose, come evidenziato anche da trattori di fascia alta tipo Claas Axion 8 Cmatic.
Un aspetto tecnico centrale della nuova combinazione è il telaio del rotoreg, che consente una regolazione idraulica indipendente della profondità di lavorazione rispetto alla piantatrice. L’operatore imposta la profondità direttamente dalla cabina tramite il joystick AVR o il display di bordo; la posizione viene rilevata e visualizzata grazie a un sensore angolare. In questo modo, la regolazione della lavorazione del terreno può essere adattata rapidamente alle variazioni di tessitura o umidità incontrate lungo la parcella, senza alterare i parametri di posa del tubero impostati sulla Ceres 440.
Dotazioni e punti di forza operativi
Secondo AVR, la configurazione con rotoreg è particolarmente indicata per chi opera in zone ricche di pietre, dove è necessario contenere l’aggressività sugli apparati della piantatrice e favorire un affinamento del terreno che riduca l’impatto dei sassi sul tubero in crescita. Il costruttore mette inoltre in evidenza come l’insieme risulti più compatto rispetto a una soluzione con fresa a zappe: viene indicata una riduzione di ingombro di circa 120 millimetri, elemento che può incidere sulla stabilità complessiva del complesso trattore‑attrezzatura e sulla gestione del peso sull’asse posteriore.
La casa costruttrice sottolinea anche la possibilità di utilizzare la combinazione con trattori dotati di pneumatici larghi, aspetto che interessa chi lavora in condizioni di bagnato o con esigenze di riduzione del compattamento. Un altro punto chiave è la sequenza ravvicinata tra fasi di lavorazione, piantumazione e formazione del solco rialzato: AVR dichiara che questa architettura aiuta a mantenere il seme di patata posizionato con precisione al centro della cresta, anche in presenza di pendenze, con ricadute sulla regolarità dell’emergenza e sul passaggio successivo delle macchine di raccolta o di distribuzione dei liquami, dove molti operatori già adottano soluzioni specializzate come gli spandiliquame semoventi di ultima generazione tipo Vredo VT5536.
Le altre soluzioni all‑in‑one su Ceres 440
La nuova combinazione con rotoreg non sostituisce ma integra le allestimenti all‑in‑one già presenti per la Ceres 440. Il primo è il pacchetto MultiForce – Ceres 440, una soluzione frontale‑posteriore in cui la fresa MultiForce è montata davanti al trattore, mentre la piantatrice Ceres 440 è collocata posteriormente. Questo schema, secondo l’azienda, garantisce una lavorazione molto uniforme su tutta la larghezza utile e offre la possibilità di scegliere tra quattro o sei zappe per segmento, per calibrare il grado di affinamento in funzione del tipo di suolo e della velocità di avanzamento.
AVR evidenzia anche la distribuzione dei pesi come un elemento di rilievo della combinazione MultiForce: avere la fresa all’anteriore e la piantatrice al posteriore permette, secondo il costruttore, un equilibrio migliore del carico sui due assi del trattore. A detta dell’azienda, questo si traduce in comfort di guida e trazione più costanti, con ricadute positive sulla qualità di piantagione in termini di uniformità di profondità, distanza tra i tuberi e formazione della cresta. Per chi valuta nuovi attrezzi di lavorazione del terreno, il tema dell’equilibrio tra capacità di affinamento, traino richiesto e protezione della struttura del suolo è lo stesso che emerge anche nella scelta di aratri evoluti, come mostrano soluzioni specifiche tipo Kverneland Variomat.
Versione Compact e posizionamento della gamma
Accanto a MultiForce rimane in catalogo la combinazione Compact – Ceres 440, che riunisce fresatrice e piantatrice in un unico attrezzo interamente montato posteriormente. Questa soluzione è pensata per trattori dotati di sufficiente capacità di sollevamento e potenza (in termini di cavalli motore), in grado di gestire il peso e la richiesta di coppia di un allestimento unico “tutto dietro”. Secondo AVR, anche in questo caso la lavorazione del terreno risulta molto efficiente su tutta la larghezza di lavoro, con un affinamento mirato a preparare un letto di semina omogeneo per la patata.
Come per la nuova combinazione con rotoreg, anche la versione Compact è descritta dal costruttore come compatibile con pneumatici posteriori di sezione ampia. La vicinanza tra zona di lavorazione, punti di distribuzione del tubero e organi di formazione della cresta dovrebbe, secondo l’azienda, aiutare a mantenere il seme di patata correttamente centrato nel colmo anche in parcelle con pendenza, riducendo il rischio di spostamento laterale del tubero. In questo modo, l’operatore ha la possibilità di scegliere tra tre architetture diverse (MultiForce, Compact e ora rotoreg) per adattare la Ceres 440 alle proprie priorità: bilanciamento dei pesi, compattezza, tipo di lavorazione primaria e condizioni del suolo.
Disponibilità, test in campo e fiere di settore
Dal punto di vista della messa a punto, AVR indica che il prototipo della Ceres 440 con rotoreg è stato oggetto di prove estese nel corso del 2025, con riscontri descritti dall’azienda come molto positivi da parte degli utilizzatori coinvolti. Sulla base di questi test, nel 2026 è stata avviata una serie 0 in tiratura limitata, passaggio tipico per consolidare la configurazione industriale e raccogliere ulteriori feedback operativi prima di un eventuale ampliamento della disponibilità commerciale.
Per chi vuole vedere da vicino la nuova combinazione, il costruttore annuncia la presenza della Ceres 440 con rotoreg nel proprio stand alle principali manifestazioni dedicate alla pataticoltura in calendario nei prossimi mesi: Potato Europe, in programma il 9 e 10 settembre in Germania, e Interpom, dal 29 novembre al 1° dicembre in Belgio. In queste occasioni gli operatori potranno valutare da vicino la soluzione all‑in‑one e confrontarla con gli altri allestimenti Ceres 440, alla luce delle esigenze specifiche delle proprie aziende e delle strategie di meccanizzazione adottate anche su altre colture e lavorazioni.
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