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Agricoltura Ue: 45 miliardi a rischio, allarme vero

Farm Europe lancia l'allarme: 45 miliardi Ue destinati all'agricoltura potrebbero non essere usati. Si chiedono vincoli e regia unica

Agricoltura Ue: 45 miliardi a rischio, l'allarme Coldiretti
Foto di: OmniTrattore.it

Agricoltura Ue: c'è un fondo da 45 miliardi di euro destinato all'agricoltura europea che potrebbe non arrivare mai agli agricoltori. Non perché manchino i soldi, ma perché il loro utilizzo è facoltativo: ogni Stato membro decide autonomamente se impiegarli nel settore agricolo oppure no.

È questo il nodo al centro della due giorni di Farm Europe a Bruxelles, dove oltre 35 organizzazioni agricole di 17 Paesi — tra cui la Coldiretti — hanno alzato la voce con un messaggio chiaro: quei fondi devono essere vincolati all'agricoltura, senza se e senza ma.

Il problema: fondi assegnati ma non garantiti

La struttura del nuovo bilancio agricolo europeo prevede che una quota significativa delle risorse venga gestita direttamente dagli Stati membri, che hanno piena libertà di decidere se cofinanziarle o lasciarle inutilizzate. In teoria i fondi sono assegnati alle aree rurali e ai produttori agricoli. In pratica, senza un obbligo di destinazione, rischiano di essere dirottati altrove — soprattutto nei Paesi con bilanci più in difficoltà, dove la pressione su altre voci di spesa è maggiore.

Agricoltura Ue: 45 miliardi a rischio, l'allarme Coldiretti

Quarantacinque miliardi di euro sono stati assegnati all'agricoltura europea, ma il loro utilizzo resta facoltativo: ogni Stato membro decide autonomamente se impiegarli nel settore o destinarli altrove, senza alcun obbligo di destinazione

Foto di: OmniTrattore.it

Il risultato temuto è una frattura sempre più profonda tra agricolture nazionali: chi ha margini di bilancio investe, chi non li ha rinuncia. Un'Europa agricola a due velocità, che non rafforza il settore ma lo divide ulteriormente.

Prandini: «Non possiamo correre questo rischio»

Il presidente della Coldiretti Ettore Prandini ha ricordato a Bruxelles che con un'azione congiunta Italia-Francia è già stato scongiurato il taglio da 90 miliardi alla politica agricola comune proposto inizialmente dalla Commissione. Ma quel risultato non basta. Gli aiuti diretti agli agricoltori sono salvi, ma la partita sui 45 miliardi opzionali è ancora aperta.

Non siamo preoccupati per l'Italia, visto che il Governo ha già preso un impegno in questo senso,

ha precisato Prandini. La preoccupazione riguarda il quadro europeo complessivo: le disparità tra Paesi rischiano di trasformare questi fondi in un'opportunità per i più forti e in un'occasione mancata per i più deboli.

Fertilizzanti, stretto di Hormuz e sicurezza alimentare

Il convegno di Farm Europe si è aperto in un momento geopolitico tutt'altro che tranquillo. Gli agricoltori europei già scontavano difficoltà nell'approvvigionamento di fertilizzanti, stretti tra i dazi Ue su Russia e Bielorussia e le nuove tariffe legate alle emissioni di carbonio.

Ora si aggiunge la tensione in Medio Oriente: attraverso lo stretto di Hormuz transita circa il 30% dei fertilizzanti mondiali. Un blocco o anche solo una perturbazione significativa di quelle rotte potrebbe tradursi, nella migliore delle ipotesi, in un'impennata dei prezzi; nella peggiore, in una carenza reale di un input produttivo fondamentale per ogni stagione colturale.

Agricoltura Ue: 45 miliardi a rischio, l'allarme Coldiretti

Lo stretto di Hormuz è la rotta di transito per circa il 30% dei fertilizzanti mondiali: le tensioni in Medio Oriente mettono a rischio l'approvvigionamento europeo, con potenziali rincari che colpirebbero direttamente i costi di produzione di cereali, orticole e colture industriali

Foto di: OmniTrattore.it

Per chi coltiva cereali, orticole o colture industriali, un rincaro dei fertilizzanti significa costi di produzione fuori controllo e margini ulteriormente compressi. Per chi alleva, significa mais e soia più cari e una redditività già fragile che si assottiglia ancora.

La proposta: riserva agricola e debito comune

Prandini ha avanzato a Bruxelles una proposta precisa: riservare una quota del fondo Ue per la competitività — che stanzia complessivamente 409 miliardi — all'agricoltura, destinandola a investimenti in innovazione e alla costruzione di stoccaggi strategici di prodotti agricoli. Un tema, quello delle scorte, che l'Europa ha trascurato mentre la Cina negli ultimi anni ha sistematicamente rafforzato le proprie riserve di cereali.

La richiesta più ambiziosa riguarda però la governance: serve una regia unica a livello europeo per l'agricoltura, capace di affrontare con una visione comune le sfide globali. E, sul modello di quanto già si discute per la difesa e l'energia, includere l'agricoltura tra gli asset strategici finanziabili con debito comune europeo.