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Macchine agricole: 2024 produzione giù, 2025 segnali di tenuta

Crollo della produzione di macchine agricole italiane nel 2024: -14,5% tra export debole e mercato interno fermo

Crisi agromeccanicoa nel 2024 calano produzione ed export, ma il 2025 mostra segnali di tenuta
Foto di: OmniTrattore.it

Crisi del comparto agromeccanico: nel 2024 calano produzione ed export, ma il 2025 mostra segnali di tenuta.

Il 2024 si conferma quindi un anno di forte rallentamento per l’industria italiana delle macchine agricole, colpita da una doppia battuta d’arresto: da un lato la flessione delle esportazioni, dall’altro un mercato interno che fatica a ripartire. Il bilancio complessivo della produzione nazionale segna una contrazione del 14,5% rispetto all’anno precedente, con un valore totale che si ferma a 14 miliardi di euro.

A pesare sul risultato finale è soprattutto il crollo della produzione di trattrici, che perde il 29% e scende a 1,9 miliardi di euro. Anche le trattrici incomplete accusano una frenata significativa, con un calo del 17% che le porta a 1,2 miliardi. Le altre macchine agricole e le attrezzature segnano un meno 9%, per un valore di 6,8 miliardi, mentre la componentistica retrocede del 17,5%, attestandosi a 3,3 miliardi.

Crisi agromeccanicoa nel 2024 calano produzione ed export, ma il 2025 mostra segnali di tenuta

Crisi agromeccanicoa nel 2024 calano produzione ed export, ma il 2025 mostra segnali di tenuta

Foto di: OmniTrattore.it

A salvare in parte il comparto è l’andamento delle macchine per il giardinaggio e la cura del verde, unico segmento in territorio positivo, che registra un incremento dello 0,6% per un totale di 905 milioni di euro. È questo l’unico segnale incoraggiante in un panorama altrimenti dominato da numeri in rosso.

Export in calo: il made in Italy penalizzato dal contesto globale

La domanda mondiale di macchinari agricoli ha subito una netta contrazione, e l’export italiano ne ha risentito in maniera evidente. Le esportazioni nel 2024 si sono fermate a 6,8 miliardi di euro, in calo del 15,1% rispetto all’anno precedente. A livello di ripartizione, 1,4 miliardi riguardano le trattrici, 4,5 miliardi le altre macchine agricole e 840 milioni la voce che comprende trattrici incomplete e ricambi.

Il calo non risparmia nessuna area geografica, fatta eccezione per l’India, dove le immatricolazioni scendono solo del 2%, restando comunque sopra le 900 mila unità e confermandosi per il quarto anno consecutivo come primo mercato mondiale.

Crisi agromeccanicoa nel 2024 calano produzione ed export, ma il 2025 mostra segnali di tenuta

l bilancio complessivo della produzione nazionale segna una contrazione del 14,5% rispetto all’anno precedente, con un valore totale che si ferma a 14 miliardi di euro

Foto di: OmniTrattore.it

Negli Stati Uniti le vendite di trattrici arretrano del 14%, fermandosi a 216 mila unità. In Cina la contrazione è del 12%, con 320 mila macchine immatricolate, mentre in Turchia il calo tocca il 18%, con 63 mila unità.

L’Europa occidentale nel suo complesso registra una flessione dell’8%, con 144 mila trattrici immatricolate. Più contenute le perdite in Francia, dove si vendono 34 mila trattrici (-6%), e in Germania, con 29 mila unità (-3%).

Il valore globale delle trattrici vendute nel mondo è sceso del 10% rispetto al 2023, fermandosi a 52 miliardi di dollari. Il commercio internazionale ha risentito non solo della bassa redditività del settore agricolo, ma anche di un clima geopolitico instabile.

Le tensioni in Ucraina e Medio Oriente, unite all’eredità delle interruzioni logistiche causate dalla pandemia, hanno spinto verso il basso i flussi commerciali globali. A conferma di questo trend, nel 2024 il valore complessivo del commercio mondiale di trattrici si è contratto a 23,8 miliardi di euro, con un calo del 21,7%, mentre le altre macchine agricole si sono attestate sui 62 miliardi, segnando un meno 8%.

Crisi agromeccanicoa nel 2024 calano produzione ed export, ma il 2025 mostra segnali di tenuta

Le altre macchine agricole e le attrezzature segnano un meno 9%, per un valore di 6,8 miliardi, mentre la componentistica retrocede del 17,5%, attestandosi a 3,3 miliardi

Foto di: OmniTrattore.it

Particolarmente preoccupante è il dato relativo agli Stati Uniti, mercato tradizionalmente strategico per il made in Italy. Nei primi tre mesi del 2025, le esportazioni italiane verso gli USA sono crollate a 147 milioni di euro, segnando un pesante -36,8%. Gli Stati Uniti, da sempre al vertice delle destinazioni per l’agromeccanica italiana, sono così scivolati al secondo posto, superati dalla Francia.

Mercato interno debole, ma da aprile segnali di ripartenza

Anche il mercato domestico ha vissuto un anno difficile. Nel 2024 le immatricolazioni di trattrici sono scese a 15.500 unità, uno dei livelli più bassi mai registrati. Nei primi cinque mesi del 2025 il bilancio resta stabile rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con 6.729 mezzi immatricolati. Tuttavia, nel bimestre aprile-maggio si è osservata una crescita del 9%, che potrebbe indicare un’inversione di tendenza in atto.

Tra le poche note positive, spiccano le performance dei transporter, ovvero le trattrici con pianale di carico, che hanno visto un incremento del 42,1% con 334 unità vendute. Segnali incoraggianti arrivano anche dai sollevatori telescopici, che crescono dello 0,5% con 409 unità.

Rimangono stabili i rimorchi, che registrano una lieve flessione del 2,7% con 3.181 unità. Più preoccupante è il dato delle mietitrebbie, che scendono del 40% rispetto allo stesso periodo del 2024, ma con un numero assoluto di mezzi molto contenuto: solo 60 unità immatricolate tra gennaio e maggio.

Le prospettive tra incertezze e opportunità

Secondo Mariateresa Maschio, Presidente di FederUnacoma, l’andamento della produzione continua a essere fortemente condizionato dal contesto globale. Da un lato, si guarda con speranza a una possibile ripresa delle esportazioni nel corso dell’anno, ma dall’altro resta un clima di forte incertezza che potrebbe frenare qualsiasi tentativo di rilancio.

Il settore italiano delle macchine agricole ha ancora una bilancia commerciale positiva, ma l’equilibrio è sempre più fragile. La volatilità dei mercati, l’aumento dei costi delle materie prime e la lentezza con cui vengono attivati incentivi e misure di sostegno nazionale rischiano di rendere ancora più difficile la ripartenza.

Foto - Trattori e macchine agricole, Maria Teresa Maschio nuovo presidente di FederUnacoma

Secondo Mariateresa Maschio, Presidente di FederUnacoma, l’andamento della produzione continua a essere fortemente condizionato dal contesto globale.

Tuttavia, il comparto guarda al futuro con cauta fiducia. Le dinamiche osservate tra aprile e maggio 2025 potrebbero rappresentare l’inizio di una lenta ma concreta inversione di rotta, soprattutto se supportate da un quadro internazionale più favorevole e da politiche strutturali in grado di rilanciare la domanda, sia interna sia estera.

In questa direzione, il ruolo dell’Unione Europea, dei fondi PNRR e degli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità sarà fondamentale per ridare slancio a un settore strategico per l’economia agricola e manifatturiera del Paese.

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