Jeremy Clarkson compra il robot AgBot T2 per la Clarkson's Farm
Jeremy Clarkson rivoluziona la sua fattoria con AgBot T2, il trattore autonomo che lavora da solo con precisione e zero fatica.
Jeremy Clarkson punta sull’AgBot T2: il trattore autonomo portattrezzi.
Altro che supercar e motori ruggenti: Jeremy Clarkson, celebre volto di Top Gear e appassionato agricoltore “improvvisato”, ha sorpreso tutti acquistando uno dei pochi trattori completamente autonomi oggi esistenti. Si chiama AgBot T2 ed è il concentrato di tecnologia che punta a rutomatizzare le operazioni agricole più pesanti.
l’AgBot T2 è un vero colosso agricolo: 9 tonnellate di peso, un motore diesel Deutz da 156 CV e un sistema ibrido diesel-elettrico
Un trattore che lavora mentre tu dormi
Clarkson ha scelto di mettere alla prova il trattore robotico nella sua fattoria Diddly Squat, e il risultato è stato per lui quasi “liberatorio”.
Mi ha restituito una parte della mia vecchia vita, ha dichiarato con ironia.
Mentre il suo fidato collaboratore Kaleb guarda con sospetto la macchina temendo per il proprio lavoro, il giornalista osserva – dal letto – il mezzo che semina da solo grazie a un sistema GPS di precisione con margine di errore inferiore a 2,5 centimetri.
Il vero punto di forza, però, è la precision farming: lavorazioni calibrate al centimetro, meno sprechi, produttività più alta e sostenibilità garantita.
L’AgBot T2: ingegneria olandese, cuore tedesco
Prodotto da AgXeed, l’AgBot T2 è un vero colosso agricolo: 9 tonnellate di peso, un motore diesel Deutz da 156 CV e un sistema ibrido diesel-elettrico simile a quello dei moderni cacciatorpedinieri. Grazie ai cingoli e all’elettronica di bordo, può affrontare ogni tipo di terreno con estrema precisione, senza bisogno di supervisione diretta.
Per Clarkson è "la macchina più cool del mondo" – nonostante venga utilizzata per coltivare grano e orzo, non per gareggiare in pista.
Lavoro manuale? Solo un ricordo
Fino a poco tempo fa, per preparare i 200 acri destinati alla produzione di pasta e birra nella sua tenuta, Clarkson impiegava 30 ore alla guida di un trattore tradizionale.
Ore passate tra sobbalzi, errori nei bordi campo e dimenticanze (come seminare con la tramoggia vuota). Non sono mai stato bravo in queste cose, ammette. L’AgBot, invece, lavora con efficienza matematica: nessun errore, nessuna pausa, nessuna distrazione.
Agricoltura di precisione e libertà personale
Il vero punto di forza, però, è la precision farming: lavorazioni calibrate al centimetro, meno sprechi, produttività più alta e sostenibilità garantita. Un approccio che non solo migliora il lavoro nei campi, ma restituisce anche tempo libero all’agricoltore.
Jeremy Clarkson compra il robot AgBot T2 per la Clarkson's Farm
Tradizione contro innovazione
Non mancano gli scettici. I vicini di Clarkson vedono in queste macchine una minaccia al romanticismo dell’agricoltura. Ma lui risponde con pragmatismo:
È lo stesso discorso che si faceva negli anni ’20, quando il trattore ha sostituito i cavalli. E oggi? Con appena 80 esemplari al mondo, l’AgBot T2 è un pioniere. Un simbolo della nuova frontiera agricola.
Che piaccia o no, il trattore autonomo è realtà. E mentre molti ne discutono l’etica e l’impatto sul lavoro umano, Clarkson – a modo suo – ci offre una visione concreta: un’agricoltura più tecnologica, più efficiente e, perché no, più vivibile.
Fotogallery: Jeremy Clarkson compra il robot AgBot T2 per la Clarkson's Farm
Consigliati per te
Lombardia: rinnovabili, soglia 0,8% su terreni agricoli
Claas Arion 430: Test in campo CLASSIC
Fertilizzanti: piano d'azione UE, ma i campi già soffrono
Integrare drenaggio permanente e semina su sodo nei seminativi
Urea e agricoltura: svolta normativa nel decreto ColtivaItalia
Bosch Rexroth Power On 2026: idraulica smart su mezzi agricoli
India, austerity energetica su carburanti e fertilizzanti