Coldiretti: punto sul settore agricolo nell'assembra a Roma
Coldiretti fa il punto dell'agricoltura europea in occasione dell'Assemblea Nazionale “Eccezionalismo Agricolo e Disordine Virtuoso”
Coldiretti fa il punto dell'agricoltura europea in una delle sue fasi più importanti, un settore sospeso tra il suo passato di eccellenza e le pressioni globali di un mercato sempre più competitivo. La recente Assemblea Nazionale di Coldiretti a Roma, intitolata “Eccezionalismo Agricolo e Disordine Virtuoso”, ha acceso i riflettori su questioni fondamentali come la sicurezza alimentare, la sostenibilità ambientale e le implicazioni economiche delle politiche europee.
Agricoltura per la stabilità sociale
Fin dall'antichità, l'approvvigionamento di cibo è stato una priorità per le società organizzate. Dai magazzini di grano degli Assiri ai regimi annonari perfezionati dai Romani, la gestione delle risorse alimentari è sempre stata al centro delle politiche governative. Garantire cibo sufficiente e prezzi accessibili non era solo una questione economica, ma un pilastro per la stabilità sociale. Basti pensare alle rivolte legate all'aumento dei prezzi del grano, come quelle che hanno preceduto le Primavere Arabe.
In Europa, la ricostruzione post-bellica ha spinto i fondatori dell'Unione Europea a mettere la sicurezza alimentare al primo posto. La Politica Agricola Comune (PAC), nata con il Trattato di Roma, ha trasformato l'Europa da un continente deficitario a un modello di autosufficienza agricola.
L'evoluzione della politica agricola europea
Con il superamento dell'autosufficienza, la PAC è stata progressivamente riformata. Dal 1992, l'Europa ha adottato un approccio multifunzionale all'agricoltura, equilibrando le esigenze ambientali, economiche e sociali.
Coldiretti: "Eccezionalismo agricolo e disordine virtuoso" e lo stato del settore agricolo
I risultati sono evidenti: negli ultimi trent'anni, l'UE ha ridotto le emissioni agricole del 30%, mentre altre regioni del mondo, come il Brasile (+50%) e gli Stati Uniti (+5%), hanno registrato un aumento. Anche l'uso di pesticidi e fertilizzanti è diminuito sensibilmente, posizionando l'Europa come leader mondiale nella sostenibilità agricola.
Le minacce del Green Deal e degli accordi di libero scambio
Nonostante i successi, il modello europeo è sotto attacco. Le politiche del Green Deal, pur mirate a rafforzare la sostenibilità, rischiano di penalizzare l'agricoltura europea. Studi di importanti istituti di ricerca evidenziano come queste misure possano portare a un calo della produzione, a prezzi più alti per i consumatori e a una maggiore dipendenza dalle importazioni.
L'accordo di libero scambio UE-Mercosur, che include paesi come Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay, aggrava la situazione. Questo patto potrebbe favorire l'importazione di prodotti agricoli con standard ambientali e sociali inferiori, sostituendo le produzioni europee e trasferendo l'inquinamento fuori dai confini dell'UE.
Gli impatti sulle aziende agricole e il territorio
L'Italia è uno degli esempi più emblematici di questa crisi. Dal 1990 ad oggi, il paese ha perso circa 2 milioni di aziende agricole e il 40% della superficie agricola. Questi numeri riflettono una tendenza preoccupante: l'abbandono del territorio agricolo non solo impoverisce l'economia rurale, ma mette a rischio il presidio ambientale e sociale garantito dagli agricoltori.
La sicurezza alimentare in un mondo instabile
Con due conflitti alle porte dell'Europa e crescenti tensioni internazionali, la sicurezza alimentare torna ad essere una priorità. Ridurre l'importanza dell'agricoltura europea a favore di logiche di mercato rischia di esporre il continente a gravi vulnerabilità. L'autosufficienza alimentare non è solo un valore storico, ma una necessità strategica per affrontare le sfide future.
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